Cara ADUC
Inverter a scuola
Domanda
23 marzo 2011
Vi scrivo per avere un vs. parere.
Sono il padre di due bambini che frequentano la scuola elementare a tempo pieno di un piccolo comune in provincia di RIMINI. L'amministrazione ha realizzato un impianto
fotovoltaico di c.a. 19 Kwp installandolo sul tetto della suddetta scuola e decidendo di posizionare l'inverter (Solarmax S20, da 20 Kw) in una stanza che si affaccia, come tutte le altre del piano terra (aule comprese)sull'atrio principale dell'edificio, ed avente destinazione d'uso (così recita il cartello affisso sulla porta) di "segreteria".
C'era la macchina del caffè ed una fotocopiatrice (che hanno spostato);
è rimasta una vetrinetta con del materiale di pronto soccorso ed il telefono.
Naturalmente la porta in legno è sempre aperta ed i bambini entrano ed escono perchè lì dentro sono depositati vari oggetti che utilizzano durante la pausa pranzo.
Ho fatto presente alla direttrice scolastica che la scelta fatta per posizionare l'inverter (ci sono anche cavi e scatole di derivazione) è INFELICE ed al di fuori del buon senso, tenuto conto che le alternative non mancano.
La direttrice ha interpellato l'amministrazione comunale proprietaria della scuola e dell'impianto ricevendo, come risposta, il rifiuto a spostare le apparecchiature (costerebbe troppo e non hanno i soldi!!!), che non erano informati (rumore ed emissione elettromagnetiche!!! sic!!!) e che, al termine dell'anno scolastico
provvederanno ad "isolare" il tutto isolando l'inverter con del "cartongesso" per eliminare il fastidioso "ronzio".
Credo che la pezza per tappare il buco sia peggiore del buco stesso!!!
Ho capito che la direttrice non ha intenzione di andare oltre!
A me non sta bene!
Non ho mai fatto dell'allarmismo, penso che se andassi a misurare il campo elettromagnetico troverei valori che rientrano nella norma, ma la scelta adottata è sbagliata!!
In tutta la cultura radioprotezionistica delle radiazioni ionizzanti e non, è ben radicato il principio precauzionale di evitare le esposizioni inutili e ridurre al "minimo ragionevolmente ottenibile" quelle inevitabili (principio ALARA).
Non posso accettare in silenzio un comportamento superficiale ed inetto da parte di amministratori pubblici.
COSA NE PENSATE?
LA MIA è UNA CAUSA GIUSTA O UNA BATTAGLIA PERSA??
Vorrei porre la suddetta questione ed investire della cosa i servizi ambientali dell'ASL.
Devo indirizzare la nota anche all'ARPA??.. e per conoscenza alla direttrice ed al sindaco??
Vorrei che qualcuno, deputato a farlo, mi scrivesse che VA TUTTO BENE e sono state rispettate tutte le norme compresa l'idoneità del locale utilizzato attualmente (io non credo che lo sia!! ripeto, il progetto prevede una destinazione d'uso del tutto diversa!! non dovrebbe essere
un vano tecnico?!?!)
COSA MI SUGGERITE?
Grazie e buon lavoro
Tiziano, da Talamello
Sono il padre di due bambini che frequentano la scuola elementare a tempo pieno di un piccolo comune in provincia di RIMINI. L'amministrazione ha realizzato un impianto
fotovoltaico di c.a. 19 Kwp installandolo sul tetto della suddetta scuola e decidendo di posizionare l'inverter (Solarmax S20, da 20 Kw) in una stanza che si affaccia, come tutte le altre del piano terra (aule comprese)sull'atrio principale dell'edificio, ed avente destinazione d'uso (così recita il cartello affisso sulla porta) di "segreteria".
C'era la macchina del caffè ed una fotocopiatrice (che hanno spostato);
è rimasta una vetrinetta con del materiale di pronto soccorso ed il telefono.
Naturalmente la porta in legno è sempre aperta ed i bambini entrano ed escono perchè lì dentro sono depositati vari oggetti che utilizzano durante la pausa pranzo.
Ho fatto presente alla direttrice scolastica che la scelta fatta per posizionare l'inverter (ci sono anche cavi e scatole di derivazione) è INFELICE ed al di fuori del buon senso, tenuto conto che le alternative non mancano.
La direttrice ha interpellato l'amministrazione comunale proprietaria della scuola e dell'impianto ricevendo, come risposta, il rifiuto a spostare le apparecchiature (costerebbe troppo e non hanno i soldi!!!), che non erano informati (rumore ed emissione elettromagnetiche!!! sic!!!) e che, al termine dell'anno scolastico
provvederanno ad "isolare" il tutto isolando l'inverter con del "cartongesso" per eliminare il fastidioso "ronzio".
Credo che la pezza per tappare il buco sia peggiore del buco stesso!!!
Ho capito che la direttrice non ha intenzione di andare oltre!
A me non sta bene!
Non ho mai fatto dell'allarmismo, penso che se andassi a misurare il campo elettromagnetico troverei valori che rientrano nella norma, ma la scelta adottata è sbagliata!!
In tutta la cultura radioprotezionistica delle radiazioni ionizzanti e non, è ben radicato il principio precauzionale di evitare le esposizioni inutili e ridurre al "minimo ragionevolmente ottenibile" quelle inevitabili (principio ALARA).
Non posso accettare in silenzio un comportamento superficiale ed inetto da parte di amministratori pubblici.
COSA NE PENSATE?
LA MIA è UNA CAUSA GIUSTA O UNA BATTAGLIA PERSA??
Vorrei porre la suddetta questione ed investire della cosa i servizi ambientali dell'ASL.
Devo indirizzare la nota anche all'ARPA??.. e per conoscenza alla direttrice ed al sindaco??
Vorrei che qualcuno, deputato a farlo, mi scrivesse che VA TUTTO BENE e sono state rispettate tutte le norme compresa l'idoneità del locale utilizzato attualmente (io non credo che lo sia!! ripeto, il progetto prevede una destinazione d'uso del tutto diversa!! non dovrebbe essere
un vano tecnico?!?!)
COSA MI SUGGERITE?
Grazie e buon lavoro
Tiziano, da Talamello
Risposta ADUC
se decide di portare avanti la battaglia (sul merito non possiamo dirle gran che non essendo dei tecnici né avendo visto in loco la situazione) le consigliamo di avvalersi di periti esperti che le indichino esattamente i presunti danni alla salute cui sono esposti i ragazzi, dopo di che proceda consultando un legale di sua fiducia che intimi, stragiudizialmente e giudizialmente, la rimozione degli apparecchi in questione.
ADUC Salute - http://salute.aduc.it/
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