Cara ADUC
Invalidazione delle assemblee di condominio: responsabilità conseguenti
Domanda
6 maggio 2008
Cara ADUC, sono Vostro sostenitore perchè credo che la quota sia una cosa minima rispetto a ciò che fate per i consumatori italiani. Quando tutti si renderanno conto del potere che abdichiamo non essendo abbastanza solidali sarà sempre troppo tardi!
Sono condomino di un condominio molto grande (circa 270 "punti decisionali") in Roma. Nel verbale dell'ultima assemblea, svoltasi il 18 aprile, cui ho partecipato per delega, leggo (ho rimosso i nomi per tutela della privacy):
"A questo punto in assemblea si scatena, alzandosi in piedi, l'animosità di tutti i condomini. I Consiglieri alzando la voce ribadiscono a Mr. B. il loro impegno profuso a favore del Condominio e lui non ha il diritto di calpestare le attività prestate gratuitamente dagli altri. Mr. B. risponde che lui aveva avvertito i condomini presenti alla riunione in cui era stato invitato dall'Amministratore presso il suo studio che avrebbe mandato tutto in 'caciara'. Lui infatti disse nella riunione - e lo ha ripetuto in assemblea - che nella stessa avrebbe organizzato una ribellione e l'avrebbe mandata in 'caciara'. L'Amministratore si è avvicinato a Mr. B., nel tentativo di smorzare la rissa sul nascere, dicendogli di calmarsi, di lasciare il tono concitato, ma di dialogare serenamente. Mr. B. invece non ha sentito ragioni e ha seguitato nelle sue invettive anche in risposta del tono concitato degli astanti.
A questo punto l'Amministratore ha raccolto la propria documentazione e prima di lasciare l'Assemblea ha detto: domani ci farete sapere a chi dobbiamo lasciare le consegne. Si è avvicinato Mr B.e con tono conciliante ha detto all'Amministratore: guardi che io non ce l'avevo con lei. L'Amministratore ha risposto: ognuno si deve assumere la responsabilità del proprio comportamento (...)".
Il resto del verbale riporta la chiusura dell'assemblea tra persone che si prendono a male parole.
La mia domanda è: nel caso di ostruzionismo evidente da parte di un condomino per qualsiasi ragione, è possibile da parte di un altro condomino rivalersi civilmente per recuperare il costo dell'amministratore, dell'affitto del luogo dell'assemblea e del proprio tempo perso? Se si, in che misura e con quale modalità? Esistono altri strumenti più efficaci per evitare che uno o pochi inficino la possibilità di amministrare i propri averi?
Grazie in anticipo per una riposta equilibrata su una faccenda quantomeno.. singolare.
Alessio, da Roma (RM)
Sono condomino di un condominio molto grande (circa 270 "punti decisionali") in Roma. Nel verbale dell'ultima assemblea, svoltasi il 18 aprile, cui ho partecipato per delega, leggo (ho rimosso i nomi per tutela della privacy):
"A questo punto in assemblea si scatena, alzandosi in piedi, l'animosità di tutti i condomini. I Consiglieri alzando la voce ribadiscono a Mr. B. il loro impegno profuso a favore del Condominio e lui non ha il diritto di calpestare le attività prestate gratuitamente dagli altri. Mr. B. risponde che lui aveva avvertito i condomini presenti alla riunione in cui era stato invitato dall'Amministratore presso il suo studio che avrebbe mandato tutto in 'caciara'. Lui infatti disse nella riunione - e lo ha ripetuto in assemblea - che nella stessa avrebbe organizzato una ribellione e l'avrebbe mandata in 'caciara'. L'Amministratore si è avvicinato a Mr. B., nel tentativo di smorzare la rissa sul nascere, dicendogli di calmarsi, di lasciare il tono concitato, ma di dialogare serenamente. Mr. B. invece non ha sentito ragioni e ha seguitato nelle sue invettive anche in risposta del tono concitato degli astanti.
A questo punto l'Amministratore ha raccolto la propria documentazione e prima di lasciare l'Assemblea ha detto: domani ci farete sapere a chi dobbiamo lasciare le consegne. Si è avvicinato Mr B.e con tono conciliante ha detto all'Amministratore: guardi che io non ce l'avevo con lei. L'Amministratore ha risposto: ognuno si deve assumere la responsabilità del proprio comportamento (...)".
Il resto del verbale riporta la chiusura dell'assemblea tra persone che si prendono a male parole.
La mia domanda è: nel caso di ostruzionismo evidente da parte di un condomino per qualsiasi ragione, è possibile da parte di un altro condomino rivalersi civilmente per recuperare il costo dell'amministratore, dell'affitto del luogo dell'assemblea e del proprio tempo perso? Se si, in che misura e con quale modalità? Esistono altri strumenti più efficaci per evitare che uno o pochi inficino la possibilità di amministrare i propri averi?
Grazie in anticipo per una riposta equilibrata su una faccenda quantomeno.. singolare.
Alessio, da Roma (RM)
Risposta ADUC
affinche' si possa chiedere il risarcimento, occorre che un danno effettivo si sia verificato. Nel suo caso, riteniamo che i costi che vorrebbe veder rimborsati attengano alla normale gestione del condominio, quindi non ravvediamo gli estremi per un risarcimento del danno. In caso contrario, la questione puo' essere comunque discussa in assemblea ai sensi dell'art. 1136 c.c.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti