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Interpello agenzia delle entrate canone RAI

15 ottobre 2008
Domanda 15 ottobre 2008
Questo e' parte della risposta all'interpello, come interpretarla e comportarsi?
PARERE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE
Questa Agenzia ha avuto modo di trattare la problematica di cui all'istanza nella risoluzione del 19 marzo 2008, n. 102, che di seguito si riporta nei suoi contenuti, a chiarimento della questione rappresentata dal contribuente. In base alla disposizione recata dall'articolo 1 del RDL 21 febbraio 1938, n. 246, il detentore di "(...) uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento giusta le norme di cui al presente decreto. (...)". La Corte Costituzionale, con sentenza del 26 giugno 2002, n. 284, ha ribadito che" (...) il collegamento dell'obbligo di pagare il canone alla semplice detenzione dell'apparecchio, atto o adattabile alla ricezione anche solo di trasmissioni via cavo o provenienti dall'estero (...), indipendentemente dalla possibilità e dalla volontà di fruire dei programmi della concessionaria del servizio pubblico, discende dalla natura di imposta impressa al canone, che esclude ogni nesso di necessaria corrispettività in concreto fra obbligo tributario e fruizione effettiva di servizio pubblico. (...)". La stessa Corte, tra l'altro, ricorda come oramai rappresenti un suo consolidato orientamento ritenere che il canone di abbonamento alla televisione vada configurato come "imposta" e non come "tassa" (v. sentenza della Corte Costituzionale n. 81 del1963 richiamata nella sentenza n. 284 del 2002). Sull'argomento in trattazione è intervenuta anche la Corte di Cassazione a Sezioni Unite, la quale ha ribadito che il canone di abbonamento radiotelevisivo non trova la sua ragione nell'esistenza di uno specifico rapporto contrattuale che leghi il contribuente, da un lato, e l'ente Rai dall'altro, ma si tratta di una prestazione tributaria, fondata sulla legge, non commisurata alla possibilità effettiva di usufruire del servizio de quo (sentenza Corte di Cassazione - SS. UU. del 20 novembre 2007, n. 24010).
Per quanto attiene, invece, all'individuazione della tipologia di apparecchi che determinano l'obbligo del pagamento del canone RAI, si osserva che la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 284 del 2002, sopra citata, ha precisato che: "non è fondata la censura di disparità di trattamento tra chi riceva le trasmissioni televisive attraverso la normale televisione e chi eventualmente le riceva con altri mezzi, o non le riceva affatto. Ancora una volta, ciò che viene in rilievo, come presupposto dell'imposizione, è la detenzione degli apparecchi (ed è questione di mera interpretazione della legge stabilire quali siano tali apparecchi), non rilevando, ai fini della costituzionalità di tale imposizione, la circostanza che l'utente riceva o meno le trasmissioni del servizio pubblico. E la scelta legislativa discrezionale di fondare l'imposizione (genericamente) sulla detenzione di apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive non appare irragionevole.". In merito agli apparecchi il cui possesso determina l'obbligo di corrispondere il canone per l'abbonamento televisivo si fa presente che detta attività esula dalla competenza istituzionale dell'Agenzia delle Entrate, in quanto spetta al Ministero delle Comunicazioni procedere a tale individuazione. In ragione di ciò, al predetto Ministero, con nota n. 67800 del 2007, è stato chiesto di fornire precisazioni con riguardo alla problematica in trattazione.
In conclusione, la soluzione della problematica concernente l'assoggettamento al pagamento del canone RAI da parte di detentori di computer con collegamento Internet a banda larga (o Adsl), monitor senza computer, modem Adsl, iPod con display capace di riprodurre sequenze video, videocitofono e macchina fotografica con display capace di riprodurre sequenze video, indicati nel quesito in esame, è correlata alla individuazione degli apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive.
Daniele, da Vanzago (MI)

Risposta ADUC
come e' gia' accaduto per identici altri casi, in tutte le regioni in cui abbiamo avuto risposte a interpelli come il suo, non resta che attendere (senza pagare) che il ministro delle Comunicazioni (oggi Sviluppo Economico) risponda a quanto richiesto dall'Agenzia (che e' quanto richiesto anche dall'Agenzia a livello nazionale e quanto abbiamo fatto chiedere noi con una interrogazione al Senato).
Qui il settore specifico sul canone Rai: clicca qui
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