Cara ADUC
Integrazione retta casa di riposo
Domanda
23 gennaio 2015
Buongiorno.
Vi scrivo in merito ad un quesito.
Mia madre e' anziana ultrasessantacinquenne invalida al 100% dichiarata incapace di attendere agli atti della vita quotidiana da apposita commissione medica nel 2011. Percepisce la pensione di accompagnamento per un importo di 505 euro mensili che versa regolarmente alla casa di riposo, non ha altre pensioni perche' e' stata casalinga ed e' comproprietaria al 50% di un immobile (prima casa)con mio padre. Attualmente e' ricoverata presso la Fondazione Micoli Toscano di Castions di Zoppola (PN).
Nel 2012 abbiamo provveduto ad inviare al comune dove era prima residente (Fiume Veneto-Pn)la disdetta all'impegno che mio padre (amministratore di sostegno)era stato costretto a firmare per il pagamento della retta.
Quindi attualmente mia madre versa solo i 505 euro di pensione.
A dicembre 2014 il tribunale di Pordenone ha emesso una sentenza condannando mia madre ed il comune al pagamento delle quote non versate (circa euro 37.000).
Il comune vorrebbe far vendere a mio padre la casa in comproprieta' con mia madre per pagare la retta mensile (1.300 euro circa, cioe' la differenza tra la quota di 1.800 euro ed i 505 euro di pensione che gia' versa)
La domanda e':
E' sufficiente che mia madre versi alla casa di cura la sola pensione di accompagnamento (euro 505 mensili) o deve anche versare una quota proporzionale al suo ISEE (ISEE di prestazione)???
Ha anche un suo personale piccolo deposito (conto corrente+libretto postale di circa 11.000 euro),deve versarli per rimborsare una parte del debito di 37.000 euro oppure non e' tenuta a farlo perche' e' il comune che avrebbe dovuto integrare fin dall'inizio del ricovero il tutto?
Purtroppo non riesco a capire cosa fare.
Grazie in anticipo e complimenti per il Vs servizio di consulenza.
Domenico, da San Quirino (PN)
Vi scrivo in merito ad un quesito.
Mia madre e' anziana ultrasessantacinquenne invalida al 100% dichiarata incapace di attendere agli atti della vita quotidiana da apposita commissione medica nel 2011. Percepisce la pensione di accompagnamento per un importo di 505 euro mensili che versa regolarmente alla casa di riposo, non ha altre pensioni perche' e' stata casalinga ed e' comproprietaria al 50% di un immobile (prima casa)con mio padre. Attualmente e' ricoverata presso la Fondazione Micoli Toscano di Castions di Zoppola (PN).
Nel 2012 abbiamo provveduto ad inviare al comune dove era prima residente (Fiume Veneto-Pn)la disdetta all'impegno che mio padre (amministratore di sostegno)era stato costretto a firmare per il pagamento della retta.
Quindi attualmente mia madre versa solo i 505 euro di pensione.
A dicembre 2014 il tribunale di Pordenone ha emesso una sentenza condannando mia madre ed il comune al pagamento delle quote non versate (circa euro 37.000).
Il comune vorrebbe far vendere a mio padre la casa in comproprieta' con mia madre per pagare la retta mensile (1.300 euro circa, cioe' la differenza tra la quota di 1.800 euro ed i 505 euro di pensione che gia' versa)
La domanda e':
E' sufficiente che mia madre versi alla casa di cura la sola pensione di accompagnamento (euro 505 mensili) o deve anche versare una quota proporzionale al suo ISEE (ISEE di prestazione)???
Ha anche un suo personale piccolo deposito (conto corrente+libretto postale di circa 11.000 euro),deve versarli per rimborsare una parte del debito di 37.000 euro oppure non e' tenuta a farlo perche' e' il comune che avrebbe dovuto integrare fin dall'inizio del ricovero il tutto?
Purtroppo non riesco a capire cosa fare.
Grazie in anticipo e complimenti per il Vs servizio di consulenza.
Domenico, da San Quirino (PN)
Risposta ADUC
vista l'esistenza di un giudizio ancora in corso (non sappiamo se avete impugnato) o gia' concluso, le suggeriamo di rivolgersi ad un legale che la consigli su come procedere dopo aver visionato tutta la documentazione in suo possesso.
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