Cara ADUC
Inerzia dell'amministrazione
Domanda
27 dicembre 2007
Ciao, Adoc.
Mi chiamo Michael e sono un cittadino egiziano.
Vi ho già scritto in precedenza per chiedervi consigli e vi ringrazio per il riscontro e i suggerimenti datimi, che ho trovato molto utili al mio caso. Ancora una volta 'busso alla vostra porta', certo in una vostra sollecita ed utile risposta a riguardo.
Vi riassumo brevemente il mio caso.
A seguito del matrimonio con mia moglie , cittadina italiana, sono giunto in Italia, presentando la richiesta di Carta di soggiorno in data 20.07.07, mediante apposito kit delle Poste Italiane. Nel mese di settembre '07 sono stato convocato presso l'Ufficio Immigrazione della Questura per essere sottoposto a fotosegnalamento. Nell'occasione non mi è stata rilasciata alcuna ricevuta o documento che attestasse gli accertamenti ai quali mi ero sottoposto. Nel mese di ottobre , con mia grande sorpresa, ho ricevuto una seconda lettera dalla Questura, in cui venivo invitato nuovamente a sottopormi alla pratiche di fotosegnalamento nel mese di gennaio '08.A riguardo, faccio presente, che sul sito del 'Portale Immigrazione', è stato registrato il primo fotosegnalamento fatto e altresì la nuova richiesta della Questura di altro fotosegnalamento.
Ho aspettato lo scadere dei tre mesi per il rilascio della Carta di Soggiorno e poi ho pazientato per ancora altri due, per un totale di 5 mesi di attesa, ma senza alcun riscontro'! Sono arrivato così, alle porte del Natale, in data 20.12.07 senza aver in mano la Carta di Soggiorno, che mi permetterebbe di regolarizzare la mia posizione e di condurre una vita normale come tutte le altre persone.
Così, trascorsi 5 mesi, ho inviato, con raccomandata A.R., una 'diffida ad adempiere' al Questore e al responsabile dell'Ufficio Immigrazione, lasciando , come previsto, un mese di tempo per ricevere chiarimenti riguardo la mia pratica. Ho aspettato ben 2 settimane, affinché mi pervenisse a casa la ricevuta di ritorno della diffida, ma senza riscontro'! Così, insospettito, mi sono recato alla sede centrale delle Poste Italiane chiedendo chiarimenti a riguardo. Mi è stato detto dal Direttore dell'ufficio postale, che la Questura ha una sua casella di posta presso la sede centrale delle Poste e che un addetto ritira la posta indirizzata alla Questura. Successivamente, la Questura provvede, con molta 'calma', a rilasciare la ricevuta di ritorno'! Che furbi! La mia raccomandata era stata ritirata dopo due giorni dall'addetto delegato dalla Questura. Così, non contento, ho richiesto di poter accedere al 'registro delle firme' delle Poste, richiedendo il rilascio di una carta timbrata e firmata dal direttore delle Poste, attestante la data di ricezione della mia raccomandata da parte della Questura. Successivamente, mi sono recato in Questura , con mia moglie, presso l'Ufficio immigrazione, chiedendo spiegazioni sui ritardi della mia pratica, sul duplice invito di fotosegnalamento ricevuto ( gli ufficiali addetti cascavano dalle nuvole) e sulla ricevuta di ritorno della diffida mai pervenutami fino ad oggi. Così, non sapendomi dare motivazioni valide, mi hanno fatto parlare direttamente con il responsabile stesso dell'Ufficio immigrazione. Ho chiesto chiarimenti a riguardo , ricordandogli altresì che avevo inviato alla Questura una diffida ad adempiere . Il responsabile, al sentire della diffida ( come voi mi avevate consigliato) si è inalberato e, andando su tutte le furie, ha iniziato ad alzare il tono della sua voce e a minacciarmi pubblicamente, dinanzi anche tutto il personale del suddetto Ufficio, dicendomi che ogni mio eventuale ricorso legale , non avrebbe fatto nient'altro che peggiorare la mia situazione, in quanto mi avrebbe fatto annullare il primo fotosegnalamento effettuato e che mi avrebbe fatto attendere più tempo del previsto!
La Questura con strafottenza non ha risposto o dato chiarimenti scritti e verbali a seguito della mia diffida. Ormai mancano solo 8 giorni allo scadere del mese di tempo dato a seguito della diffida!
Io e mia moglie, in caso di non risposta a riguardo, siamo intenzionati a ricorrere alle vie legali per richiedere allo Stato il riconoscimento del mio diritto, la Carta di Soggiorno, che mi permetterebbe di condurre una vita più serena e regolare.
Chiedo a voi nuovamente il vostro prezioso consiglio:
1. Sono nei tempi previsti per legge per richiedere il rilascio della Carta di Soggiorno?
2. La Questura, nel mio caso, ha delle scappatoie legali ( es. poco personale, esubero di domande di soggiorno,leggi particolari, etc..) per ritardare il rilascio della Carta di soggiorno e per non rispondere alla mia diffida? Possono veramente, come mi hanno minacciato, farmi iniziare nuovamente tutto l'iter per il rilascio della Carta di soggiorno sin dall'inizio?
3. Volendo ricorrere alle vie giudiziarie , quale sarebbe la sede legale in cui richiedere il riconoscimento del mio diritto, il T.A.R. o un comune Tribunale?
4. A cosa esattamente posso appellarmi per vedere riconosciuti i miei diritti ('termini ed estremi giudiziari')?
Vi ringrazio anticipatamente, in attesa di una vostra preziosa e sollecita risposta.
Michael
Mi chiamo Michael e sono un cittadino egiziano.
Vi ho già scritto in precedenza per chiedervi consigli e vi ringrazio per il riscontro e i suggerimenti datimi, che ho trovato molto utili al mio caso. Ancora una volta 'busso alla vostra porta', certo in una vostra sollecita ed utile risposta a riguardo.
Vi riassumo brevemente il mio caso.
A seguito del matrimonio con mia moglie , cittadina italiana, sono giunto in Italia, presentando la richiesta di Carta di soggiorno in data 20.07.07, mediante apposito kit delle Poste Italiane. Nel mese di settembre '07 sono stato convocato presso l'Ufficio Immigrazione della Questura per essere sottoposto a fotosegnalamento. Nell'occasione non mi è stata rilasciata alcuna ricevuta o documento che attestasse gli accertamenti ai quali mi ero sottoposto. Nel mese di ottobre , con mia grande sorpresa, ho ricevuto una seconda lettera dalla Questura, in cui venivo invitato nuovamente a sottopormi alla pratiche di fotosegnalamento nel mese di gennaio '08.A riguardo, faccio presente, che sul sito del 'Portale Immigrazione', è stato registrato il primo fotosegnalamento fatto e altresì la nuova richiesta della Questura di altro fotosegnalamento.
Ho aspettato lo scadere dei tre mesi per il rilascio della Carta di Soggiorno e poi ho pazientato per ancora altri due, per un totale di 5 mesi di attesa, ma senza alcun riscontro'! Sono arrivato così, alle porte del Natale, in data 20.12.07 senza aver in mano la Carta di Soggiorno, che mi permetterebbe di regolarizzare la mia posizione e di condurre una vita normale come tutte le altre persone.
Così, trascorsi 5 mesi, ho inviato, con raccomandata A.R., una 'diffida ad adempiere' al Questore e al responsabile dell'Ufficio Immigrazione, lasciando , come previsto, un mese di tempo per ricevere chiarimenti riguardo la mia pratica. Ho aspettato ben 2 settimane, affinché mi pervenisse a casa la ricevuta di ritorno della diffida, ma senza riscontro'! Così, insospettito, mi sono recato alla sede centrale delle Poste Italiane chiedendo chiarimenti a riguardo. Mi è stato detto dal Direttore dell'ufficio postale, che la Questura ha una sua casella di posta presso la sede centrale delle Poste e che un addetto ritira la posta indirizzata alla Questura. Successivamente, la Questura provvede, con molta 'calma', a rilasciare la ricevuta di ritorno'! Che furbi! La mia raccomandata era stata ritirata dopo due giorni dall'addetto delegato dalla Questura. Così, non contento, ho richiesto di poter accedere al 'registro delle firme' delle Poste, richiedendo il rilascio di una carta timbrata e firmata dal direttore delle Poste, attestante la data di ricezione della mia raccomandata da parte della Questura. Successivamente, mi sono recato in Questura , con mia moglie, presso l'Ufficio immigrazione, chiedendo spiegazioni sui ritardi della mia pratica, sul duplice invito di fotosegnalamento ricevuto ( gli ufficiali addetti cascavano dalle nuvole) e sulla ricevuta di ritorno della diffida mai pervenutami fino ad oggi. Così, non sapendomi dare motivazioni valide, mi hanno fatto parlare direttamente con il responsabile stesso dell'Ufficio immigrazione. Ho chiesto chiarimenti a riguardo , ricordandogli altresì che avevo inviato alla Questura una diffida ad adempiere . Il responsabile, al sentire della diffida ( come voi mi avevate consigliato) si è inalberato e, andando su tutte le furie, ha iniziato ad alzare il tono della sua voce e a minacciarmi pubblicamente, dinanzi anche tutto il personale del suddetto Ufficio, dicendomi che ogni mio eventuale ricorso legale , non avrebbe fatto nient'altro che peggiorare la mia situazione, in quanto mi avrebbe fatto annullare il primo fotosegnalamento effettuato e che mi avrebbe fatto attendere più tempo del previsto!
La Questura con strafottenza non ha risposto o dato chiarimenti scritti e verbali a seguito della mia diffida. Ormai mancano solo 8 giorni allo scadere del mese di tempo dato a seguito della diffida!
Io e mia moglie, in caso di non risposta a riguardo, siamo intenzionati a ricorrere alle vie legali per richiedere allo Stato il riconoscimento del mio diritto, la Carta di Soggiorno, che mi permetterebbe di condurre una vita più serena e regolare.
Chiedo a voi nuovamente il vostro prezioso consiglio:
1. Sono nei tempi previsti per legge per richiedere il rilascio della Carta di Soggiorno?
2. La Questura, nel mio caso, ha delle scappatoie legali ( es. poco personale, esubero di domande di soggiorno,leggi particolari, etc..) per ritardare il rilascio della Carta di soggiorno e per non rispondere alla mia diffida? Possono veramente, come mi hanno minacciato, farmi iniziare nuovamente tutto l'iter per il rilascio della Carta di soggiorno sin dall'inizio?
3. Volendo ricorrere alle vie giudiziarie , quale sarebbe la sede legale in cui richiedere il riconoscimento del mio diritto, il T.A.R. o un comune Tribunale?
4. A cosa esattamente posso appellarmi per vedere riconosciuti i miei diritti ('termini ed estremi giudiziari')?
Vi ringrazio anticipatamente, in attesa di una vostra preziosa e sollecita risposta.
Michael
Risposta ADUC
la questura ha 90 giorni per il rilascio della carta di soggiorno. Puo' ricorrere se crede al Tar contro il silenzio inadempimento dell'Amministrazione. Non ci sono scappatoie, ma solo inerzia. Le consigliamo di agire in giudizio.
Aduc Immigrazione
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