Cara ADUC
Incasso di assegno bancario
Domanda
6 novembre 2003
Buongiorno, nelle mie peregrinazioni a giro per banche, sono incappato in un altro comportamento che mi e' parso altamente scorretto e volevo conoscere, in termini legali, le ragioni mie e della banca.
Mi sono recato presso uno sportello di una filiale della Cassa di Risparmio di Firenze, con in mano un assegno di cc intestato a mio nome, emesso dalla ditta presso cui lavoro (il cui c/c risiede proprio presso quella filiale).
Arrivato allo sportello, ho mostrato l'assegno e un documento d'identita' chiedendo di incassarlo in contanti e mi sono sentito rispondere che non potevano cambiarmelo in quanto non ero una persona conosciuta.
Io ho replicato che non capivo cosa non andasse: l'assegno era regolarmente firmato dal titolare e controfirmato da me sul retro e il documento d'identita' era valido; il signore allo sportello mi ha spiegato che non importava perche' il documento d'identita' si poteva falsificare e loro non avevano altri modi per poter accertare la mia identita'.
Cosi', arrabbiato e confuso, mi sono presentato al direttore, il quale mi ha spiegato che non esiste alcuna legge in Italia che obblighi una banca a pagare in contanti un suo assegno, e che per persona conosciuta si intendeva una persona che disponeva di un c/c presso quella filiale: cioe', se volevo vedermi pagato l'assegno, dovevo aprire un c/c presso di loro. Viso le mie iterate e accese proteste il direttore alla fine ha siglato l'assegno permettendomi cosi' di incassarlo dicendomi pero', di non presentarmi piu' con un assegno, ancorche' emesso da un loro correntista, perche' non me lo avrebbero pagato; l'unica eccezione sarebbe stata quella di far telefonare loro dal mio titolare, tutte le volte che desideravo eseguire la medesima procedura.
La mia esigenza di incassare l'assegno in contanti e' dovuta al fatto che la ditta risiede in una citta' diversa da quella in cui abito, quindi versando l'assegno presso la mia banca, mi vedo applicate le condizioni di "assegni di altra banca fuori piazza", che si traducono in un attesa di 8 giorni lavorativi (quindi minimo 10), prima di vedere il compenso accreditato sul mio c/c.
Fortunatamente di solito ricevo l'accredito tramite bonifico ma in questi casi vorrei sapere se la banca ha ragione e devo rassegnarmi a subire queste angherie.
Cordiali saluti
Mi sono recato presso uno sportello di una filiale della Cassa di Risparmio di Firenze, con in mano un assegno di cc intestato a mio nome, emesso dalla ditta presso cui lavoro (il cui c/c risiede proprio presso quella filiale).
Arrivato allo sportello, ho mostrato l'assegno e un documento d'identita' chiedendo di incassarlo in contanti e mi sono sentito rispondere che non potevano cambiarmelo in quanto non ero una persona conosciuta.
Io ho replicato che non capivo cosa non andasse: l'assegno era regolarmente firmato dal titolare e controfirmato da me sul retro e il documento d'identita' era valido; il signore allo sportello mi ha spiegato che non importava perche' il documento d'identita' si poteva falsificare e loro non avevano altri modi per poter accertare la mia identita'.
Cosi', arrabbiato e confuso, mi sono presentato al direttore, il quale mi ha spiegato che non esiste alcuna legge in Italia che obblighi una banca a pagare in contanti un suo assegno, e che per persona conosciuta si intendeva una persona che disponeva di un c/c presso quella filiale: cioe', se volevo vedermi pagato l'assegno, dovevo aprire un c/c presso di loro. Viso le mie iterate e accese proteste il direttore alla fine ha siglato l'assegno permettendomi cosi' di incassarlo dicendomi pero', di non presentarmi piu' con un assegno, ancorche' emesso da un loro correntista, perche' non me lo avrebbero pagato; l'unica eccezione sarebbe stata quella di far telefonare loro dal mio titolare, tutte le volte che desideravo eseguire la medesima procedura.
La mia esigenza di incassare l'assegno in contanti e' dovuta al fatto che la ditta risiede in una citta' diversa da quella in cui abito, quindi versando l'assegno presso la mia banca, mi vedo applicate le condizioni di "assegni di altra banca fuori piazza", che si traducono in un attesa di 8 giorni lavorativi (quindi minimo 10), prima di vedere il compenso accreditato sul mio c/c.
Fortunatamente di solito ricevo l'accredito tramite bonifico ma in questi casi vorrei sapere se la banca ha ragione e devo rassegnarmi a subire queste angherie.
Cordiali saluti
Risposta ADUC
Cio' che le ha detto il direttore e' corretto, la banca non e' obbligata a scambiarle l'assegno bancario.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta
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Ha risposto Giuseppe D'Orta
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