Cara ADUC
Inadempienze British Telecom Italia
Domanda
22 settembre 2008
Mi sto occupando di risolvere una questione di bollette telefoniche per conto di una mia amica che ha un negozio di arredamento a Milano. Questo negozio aveva anche delle sedi a Verona e Brescia, che però sono state chiuse. Abbiamo un contratto con BT Italia per tutte le linee telefoniche e ADSL, anche per le sedi chiuse. In data 27 marzo 2006 abbiamo chiesto con Racc A.R. la disdetta dell'abbonamento di Verona, in seguito alla chiusura del negozio. In data 14 agosto 2006, per lo stesso motivo, stessa richiesta di disdetta per la sede di Brescia. In data 29 febbraio 2008 abbiamo chiesto la chiusura di una delle 3 linee telefoniche della sede di Milano, con un fax, secondo le indicazioni del 195. Dal 27 agosto 2008 chiamiamo periodicamente il numero 195 per avere notizie sulla situazione. Abbiamo scoperto che nulla è cambiato, stiamo ancora pagando i canoni di Verona e Brescia, che ci vengono addebitati in domiciliazione bancaria. Inoltre pare ci sia una nota di credito a nostro favore, e meno male, di più di 1000 euro, somma di tutti i canoni di Verona e Brescia che stiamo pagando dalle date suddette. Inoltre nessuno degli operatori è in grado di dirci il perchè dei ritardi nelle cessazioni e nell'accredito che ci spetta. Nel frattempo, nel 2007, la nostra ditta ha cambiato nome, pur conservando la stessa P.IVA e indirizzo, ma tutta la pratica presso BT e le fatture, e gli addebiti bancari sono ancora a nome vecchio. Ora sto scrivendo una lettera di messa in mora, chiedendo l'attuazione delle nostre richieste entro 15 giorni, pena il nostro rivolgerci al giudice di pace.
mi domando:
posso, nella lettera di mora, dichiarare che allo scadere dei 15 giorni toglieremo la domiciliazione bancaria per i canoni di Verona e Brescia? o rischio che loro ci blocchino le altre linee attive perchè non paghiamo? (in realtà, le fatture che ci arrivano sono 2, criptiche, e non si riesco a capire se sia possibile scorporare i canoni di Verona e Brescia)
è necessario che li informiamo del cambio del nome, o è meglio aspettare che la pratica sia definita da loro col nome vecchio, e poi avvertirli? (se in banca dovesse arrivare un accredito a nome vecchio, non ci sarebbe problema, non vorrei che il cambio di nome fosse per loro un appiglio per ritardare ancora di più la soluzione; ho ipotizzato che potesse essere questo il motivo del ritardo, ma loro non me lo hanno mai detto)
posso anche chiedere dei danni?
cosa ne pensate?
grazie e a presto.
Fabrizio, da Milano (MI)
mi domando:
posso, nella lettera di mora, dichiarare che allo scadere dei 15 giorni toglieremo la domiciliazione bancaria per i canoni di Verona e Brescia? o rischio che loro ci blocchino le altre linee attive perchè non paghiamo? (in realtà, le fatture che ci arrivano sono 2, criptiche, e non si riesco a capire se sia possibile scorporare i canoni di Verona e Brescia)
è necessario che li informiamo del cambio del nome, o è meglio aspettare che la pratica sia definita da loro col nome vecchio, e poi avvertirli? (se in banca dovesse arrivare un accredito a nome vecchio, non ci sarebbe problema, non vorrei che il cambio di nome fosse per loro un appiglio per ritardare ancora di più la soluzione; ho ipotizzato che potesse essere questo il motivo del ritardo, ma loro non me lo hanno mai detto)
posso anche chiedere dei danni?
cosa ne pensate?
grazie e a presto.
Fabrizio, da Milano (MI)
Risposta ADUC
tolga subito la domiciliazione, senza attendere. Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora:
clicca qui. In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.). In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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clicca qui. In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.). In caso di risposta negativa da parte del gestore alla messa in mora, si deve prima fare un tentativo obbligatorio di conciliazione presso il Co.Re.Com della propria Regione: clicca qui (Nel caso in cui il Co.Re.Com non svolga questo servizio nella propria Regione, proporre il tentativo di conciliazione presso la Camera di commercio o in alternativa verificare se il giudice di pace accetta la domanda di conciliazione). Se il tentativo di conciliazione fallisce, o non viene esperito entro 30gg dalla data della richiesta, citare il gestore in giudizio direttamente presso il giudice di pace (recarsi personalmente presso la cancelleria del giudice e redigere oralmente la citazione). In questa sede si potranno richiedere sia la liberazione immediata della linea, sia tutti i danni del caso (spese raccomandate e fax, rotture di scatole, etc.).
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