Cara ADUC
imposta di bollo su conti deposito, modifica contratto unilaterale da parte della banca
Domanda
25 luglio 2012
Buongiorno, ho ricevuto una comunicazione di modifica di contratto unilaterale da parte di chebanca sull'imp di bollo su c.dep che dovrà gravare per il 2012 sul cliente, diversamente da come sottoscritto in sede contrattuale in cui doveva farsi carico la banca. Mi dicono che ho 60 gg di tempo per poter chiudere il conto deposito senza spese o penali. Ho telef al serv clienti della banca ed ho chiesto se potevo chiudere il conto deposito (vista la loro decisione di far gravare al cliente l'imposta di bollo). Mi hanno risposto che se chiudevo il conto deposito non mi avrebbero però riconosciuto la percentuale
d'interesse del 4% sull'ammontare del deposito vincolato a gennaio 2012. Praticamente mi hanno detto che se chiudo il conto deposito per questa variazione unilaterale del contratto a mio sfavore non usufruirei del tasso stabilito a gennaio 2012 sul conto deposito che scadrà a dicembre 2012. Mi sembra strana la risposta della mia banca, visto che la variaz unilaterale del contratto dovrebbe dare dei diritti al cliente, e tra questi mi sembra d'aver letto che dovrebbe restare invariato (fino alla chiusura richiesta del conto deposito) la percentuale d'interesse stipulata in precedenza con la banca sulle
somme depositate. La mia domanda è questa, in caso di mia richiesta di chiusura conto deposito nei 60 gg previsti dalla modifica unilaterale del contratto, può la banca decidere d'azzerare la percentuale d'interesse che mi spetta per il vincolo annuale stipulata a gennaio 2012 con scadenza a gennaio 2013 in caso di richiesta chiusura conto deposito da me fatta nei termini dei 60 gg dalla modifica unilaterale del contratto? Il diritto sancito e sottoscritto in contratto d'avere il 4% sul deposito decade nel momento in cui io richiedo la chiusura del conto deposito per una modifica unilaterale richiesta dalla banca?
Spero d'essere stato chiaro.
Saluti.
Alessandro, da Castegnato (BS)
d'interesse del 4% sull'ammontare del deposito vincolato a gennaio 2012. Praticamente mi hanno detto che se chiudo il conto deposito per questa variazione unilaterale del contratto a mio sfavore non usufruirei del tasso stabilito a gennaio 2012 sul conto deposito che scadrà a dicembre 2012. Mi sembra strana la risposta della mia banca, visto che la variaz unilaterale del contratto dovrebbe dare dei diritti al cliente, e tra questi mi sembra d'aver letto che dovrebbe restare invariato (fino alla chiusura richiesta del conto deposito) la percentuale d'interesse stipulata in precedenza con la banca sulle
somme depositate. La mia domanda è questa, in caso di mia richiesta di chiusura conto deposito nei 60 gg previsti dalla modifica unilaterale del contratto, può la banca decidere d'azzerare la percentuale d'interesse che mi spetta per il vincolo annuale stipulata a gennaio 2012 con scadenza a gennaio 2013 in caso di richiesta chiusura conto deposito da me fatta nei termini dei 60 gg dalla modifica unilaterale del contratto? Il diritto sancito e sottoscritto in contratto d'avere il 4% sul deposito decade nel momento in cui io richiedo la chiusura del conto deposito per una modifica unilaterale richiesta dalla banca?
Spero d'essere stato chiaro.
Saluti.
Alessandro, da Castegnato (BS)
Risposta ADUC
e' stato chiarissimo.
La banca ha certamente la facoltà di modificare le norme del contratto per giusta causa (ed in questo caso, la giusta causa c'è, poiché è il Governo che ha cambiato la tassazione sul bollo), ma non ha affatto il diritto, a nostro avviso, di applicarle un tasso d'interesse diverso da quello pattuito in caso di vincolo.
La norma che in questo caso entra in gioco è l'art. 118 del Testo Unico Bancario (D.lgs n.385/93) il quale recita, alla fine del comma 2:
"La modifica si intende approvata ove il cliente non receda, senza spese, dal contratto entro la data prevista per la sua applicazione. In tal caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all’applicazione delle condizioni precedentemente praticate."
Se un cliente ha fatto un conto di deposito con vincolo, per condizioni "precedentemente praticate" si devono intendere, a logica, quelle del vincolo.
Se lei sceglie di recedere dal contratto, non lo fa in forza di un articolo del contratto che le consente di rimuovere il vincolo rinunciando a tutto o parte l'interesse pattuito, bensì lo fa in forza della facoltà che la legge gli offre a causa della modifica unilaterale proposta dalla banca.
Riteniamo quindi che la banca debba applicare il tasso contrattualmente previsto per le somme vincolate. In caso contrario, è ovvio che si dovrebbe procedere prima con un reclamo formale e poi - se la banca insiste - con un reclamo presso l'Arbitro Bancario e Finanziario.
----------------
Ha risposto Alessandro Pedone: https://www.aduc.it/info/pedone.php
La banca ha certamente la facoltà di modificare le norme del contratto per giusta causa (ed in questo caso, la giusta causa c'è, poiché è il Governo che ha cambiato la tassazione sul bollo), ma non ha affatto il diritto, a nostro avviso, di applicarle un tasso d'interesse diverso da quello pattuito in caso di vincolo.
La norma che in questo caso entra in gioco è l'art. 118 del Testo Unico Bancario (D.lgs n.385/93) il quale recita, alla fine del comma 2:
"La modifica si intende approvata ove il cliente non receda, senza spese, dal contratto entro la data prevista per la sua applicazione. In tal caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all’applicazione delle condizioni precedentemente praticate."
Se un cliente ha fatto un conto di deposito con vincolo, per condizioni "precedentemente praticate" si devono intendere, a logica, quelle del vincolo.
Se lei sceglie di recedere dal contratto, non lo fa in forza di un articolo del contratto che le consente di rimuovere il vincolo rinunciando a tutto o parte l'interesse pattuito, bensì lo fa in forza della facoltà che la legge gli offre a causa della modifica unilaterale proposta dalla banca.
Riteniamo quindi che la banca debba applicare il tasso contrattualmente previsto per le somme vincolate. In caso contrario, è ovvio che si dovrebbe procedere prima con un reclamo formale e poi - se la banca insiste - con un reclamo presso l'Arbitro Bancario e Finanziario.
----------------
Ha risposto Alessandro Pedone: https://www.aduc.it/info/pedone.php
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti