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Cara ADUC

Illegittima fatturazione Wind

23 gennaio 2020
Domanda 23 gennaio 2020
Buonasera,
Ho in corso una controversia con Wind Tre.
Il 16 giugno 2019, un paio di mesi dopo il passaggio tecnico della mia linea fissa ADSL a FTTC, ho rescisso il contratto telefonico (attivo dal 2008) senza rientro in Telecom Italia, dopo l'acquisizione di un modem 4G con scheda Iliad. Il modem ricevuto in comodato d'uso da Wind per il passaggio a FTTC è stato restituito ancora imballato e mai installato, giacché mai la linea FTTC è stata attivata. Prima usavo un modem di proprietà.
In seguito Wind, con comunicazione telefonica, ha manifestato l'intenzione di fatturare e farmi pagare il modem già restituito; ho replicato, vivacemente, che avrei contestato la fattura (emessa poi il 5/9/19 per euro 134,24, comprensiva di "Contributo vendita apparato" senza altri chiarimenti).
La contestazione fu fatta il 5/10/19 con messaggio PEC che allego, inviato per conoscenza anche ad AGCOM poiché chiedevo anche il ristoro in fattura ex delibera 269/18. Fu richiesto l'annullamento della precedente fattura con addebiti illegittimi, il suo ricalcolo e l'emissione di una nuova fattura, con annesso bollettino.
In seguito Wind con PEC del 7/10 ha comunicato l'apertura della pratica ed il 17/10 il generico accoglimento della contestazione (allego). Poi mi sono giunte due note di accredito e una di addebito, ciascuna per l'importo del ristoro in fattura, ma nessuna fattura ricalcolata con nuovo bollettino allegato.
Non mi è parso opportuno eseguire pagamenti parziali, perché ciò sarebbe stato interpretabile come implicito riconoscimento del debito anche per eventuali importi ancora non fatturati (il contributo vendita modem fatturato è di circa 33 euro a fronte di un valore di circa 250: potrebbe essere la prima fattura di molte).
Da un po’ il mio telefono filtra chiamate da Fire Spa, che lo scorso 19/12/19 mi ha inviato per posta ordinaria l'allegato sollecito di pagamento - recupero crediti per conto di Wind, giuntomi venerdì 17/01, in cui mi si intima di pagare entro 10 giorni dal ricevimento 122,57 euro, comprensivi di euro 12,14 di spese ed interessi, a saldo della fattura del 5/9/19.
Sorvolando sul fatto che il ritardo nel pagamento è dovuto a Wind, che non ha mandato il nuovo bollettino, e non a me, intenderei rispondere con PEC segnalando che si tratta di un credito contestato, ma che sarei disposto a pagare quanto richiesto pro bono pacis, purché ciò chiuda definitivamente la questione e Wind rilasci una dichiarazione di liberatoria, dicendo che il contributo vendita già fatturato si deve intendere quale contributo alle spese di spedizione, che null'altro è dovuto e che il pagamento tacita ogni sua pretesa.
Prima di provvedervi, però, mi sentirei più tranquillo se ricevessi un Vostro consiglio sulla correttezza della bozza di risposta che allego e sottopongo al Vostro gentile esame.
Sono disponibile ad effettuare una donazione ad ADUC.
Sperando in una Vostra cortese risposta, ringrazio e saluto cordialmente.
Stefano, dalla provincia di BO

Risposta ADUC
la sua lettera va bene, anche se riteniamo che il mezzo che ha scelto non sia efficace. In casi del genere, è bene rivolgersi direttamente al gestore e non al suo strumento, minacciando in caso di non accoglimento di rivolgersi all'autorità competente. Questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r o PEc chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
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