Cara ADUC
Iban per bonifici a Pubblica Amministrazione
Domanda
8 marzo 2016
L'università di Firenze chiede, per la pertecipazione ad un concorso, il versamento su CC Postale 5504 di 10 euro. Ho chiesto loro di fornirmi l'IBAN corrispondente (facilmente ricavabile anche in autonomia) ma mi hanno risposto che "Mi dispiace ma non è possibile pagare tramite bonifico bancario." Ho fatto appello al decreto in oggetto e mi hanno risposto "E infatti le confermo che è possibile pagare elettronicamente dal sito delle poste o magari anche dalla sua banca online, solo non come bonifico bensì come bollettino." Ho sootileato che io non sono una correntista delle poste.
Ho specificato che il decreto afferma anche "A tal fine: a) sono tenuti a pubblicare nei propri siti istituzionali e a specificare nelle richieste di pagamento: 1) i codici IBAN identificativi del conto di pagamento, ovvero dell'imputazione del versamento in Tesoreria, di cui all'articolo 3 del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 9 ottobre 2006, n. 293, tramite i quali i soggetti versanti possono effettuare i pagamenti mediante bonifico bancario o postale, ovvero gli identificativi del conto corrente postale sul quale i soggetti versanti possono effettuare i pagamenti mediante bollettino postale;". e mi hanno replicato "Come da Lei correttamente riportato, la legge prevede: "ovvero gli identificativi del conto corrente postale sul quale i soggetti versanti possono effettuare i pagamenti mediante bollettino postale"
. Pertanto, indicando il cc postale abbiamo rispettato la normativa.
Se non ritiene di utilizzare il sito delle poste, provi dalla sua banca se è possibile pagare ugualmente un bollettino postale, come fanno molti candidati." Solo che i bonifici li posso fare gratuitamente, per i bollettini postale devo pagare una commissione. Vorrei avere qualche chiarimento su questo decreto
Gabriella, da Pisa
Ho specificato che il decreto afferma anche "A tal fine: a) sono tenuti a pubblicare nei propri siti istituzionali e a specificare nelle richieste di pagamento: 1) i codici IBAN identificativi del conto di pagamento, ovvero dell'imputazione del versamento in Tesoreria, di cui all'articolo 3 del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 9 ottobre 2006, n. 293, tramite i quali i soggetti versanti possono effettuare i pagamenti mediante bonifico bancario o postale, ovvero gli identificativi del conto corrente postale sul quale i soggetti versanti possono effettuare i pagamenti mediante bollettino postale;". e mi hanno replicato "Come da Lei correttamente riportato, la legge prevede: "ovvero gli identificativi del conto corrente postale sul quale i soggetti versanti possono effettuare i pagamenti mediante bollettino postale"
. Pertanto, indicando il cc postale abbiamo rispettato la normativa.
Se non ritiene di utilizzare il sito delle poste, provi dalla sua banca se è possibile pagare ugualmente un bollettino postale, come fanno molti candidati." Solo che i bonifici li posso fare gratuitamente, per i bollettini postale devo pagare una commissione. Vorrei avere qualche chiarimento su questo decreto
Gabriella, da Pisa
Risposta ADUC
L'articolo 36 del d.lgs. 33/2013 (decreto trasparenza) dispone che "Le pubbliche amministrazioni pubblicano e specificano nelle richieste di pagamento i dati e le informazioni di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82".
Tale articolo recita
"(Effettuazione dei pagamenti con modalità informatiche)
A decorrere dal 30 giugno 2007, le pubbliche amministrazioni centrali con sede nel territorio italiano consentono l'effettuazione dei pagamenti ad esse spettanti, a qualsiasi titolo dovuti, con l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione".
Al di là della normativa, ci sembra più che altro un caso di mancanza di buona volontà, poiché un'enorme quantità di amministrazioni pubbliche indica regolarmente l'Iban dei propri conti correnti presso le Poste.
Tale articolo recita
"(Effettuazione dei pagamenti con modalità informatiche)
A decorrere dal 30 giugno 2007, le pubbliche amministrazioni centrali con sede nel territorio italiano consentono l'effettuazione dei pagamenti ad esse spettanti, a qualsiasi titolo dovuti, con l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione".
Al di là della normativa, ci sembra più che altro un caso di mancanza di buona volontà, poiché un'enorme quantità di amministrazioni pubbliche indica regolarmente l'Iban dei propri conti correnti presso le Poste.
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