Cara ADUC
Gestione in derivati CTA Scandinavia
Domanda
13 gennaio 2004
Vorrei sapere se siete informati delle vicende del CTA Scandinavia. La societa' possedeva una filiale in Italia a Milano e alla fine dello scorso anno improvvisamente l'ha chiusa dopo aver comunicato agli investitori, non soltanto che i loro investimenti avevano subito perdite in misura superiore al 70%, ma che la societa' non era "giuridicamente autorizzata a vendere i in Italia derivati quali futures".
Riservata ogni considerazione sulla corretta informazione alla clientela, circa la rischiosita' dei titoli in questione, ho trovato strana una simile ammissione di colpevolezza, e soprattutto la leggerezza con la quale, praticamente, la societa' pretende di "sparire" dal mercato dopo aver raccolto centinaia di miliardi in poco tempo, senza dare spiegazioni. Gradirei dunque avere ogni notizia ulteriore di cui siate in possesso e soprattutto chiarimenti in ordine alle possibili azioni contro un gestore che ammetta di aver operato senza le dovute autorizzazioni. Grazie
Daniela, da Monselice
Riservata ogni considerazione sulla corretta informazione alla clientela, circa la rischiosita' dei titoli in questione, ho trovato strana una simile ammissione di colpevolezza, e soprattutto la leggerezza con la quale, praticamente, la societa' pretende di "sparire" dal mercato dopo aver raccolto centinaia di miliardi in poco tempo, senza dare spiegazioni. Gradirei dunque avere ogni notizia ulteriore di cui siate in possesso e soprattutto chiarimenti in ordine alle possibili azioni contro un gestore che ammetta di aver operato senza le dovute autorizzazioni. Grazie
Daniela, da Monselice
Risposta ADUC
CTA Scandinavia e' un'impresa di investimento comunitaria autorizzata in Italia dal 1997 alla "Consulenza in materia di investimenti in merito a strumenti finanziari" ed al "Servizio di cambio legato alla fornitura di servizi di investimento".
Dal 20 luglio 2000, l'autorizzazione si e' estesa alla "Gestione su base discrezionale e individualizzata di portafogli di investimento in strumenti finanziari".
FCB (Financial and Consultant & Brokers) Sim, invece, e' una Sim italiana con sede a Mantova autorizzata dal febbraio 1999 al "Collocamento, senza preventiva sottoscrizione o acquisto a fermo, ovvero assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente" ed alla
"Gestione su base individuale di portafogli di investimento per conto terzi".
I rispettivi siti web sono: clicca qui e
clicca qui
Il 4 novembre 2002, come da comunicato-stampa che si trova anche nel sito web, FCB annuncio' l'accordo con CTA Scandinavia per la distribuzione dei "managed futures" gestiti dalla società svedese.
La notizia ebbe, ovviamente, risalto sui giornali specializzati.
E veniamo agli eventi accaduti a partire dalla primavera del 2003, dei quali non abbiamo conoscenza diretta per via della pressoche' totale assenza di informazioni provenienti dai soggetti interessati: ho messo assieme tutte le informazioni che sono riuscito a raccogliere, oltre che alle evidenze di legge quali il disposto del Testo Unico della Finanza, le autorizzazioni Consob, ecc.
I managed futures sono gestioni che investono in strumenti derivati (principalmente futures ed opzioni) collegati a materie prime, merci, indici azionari ed obbligazionari. La strategia e' quella di alcune categorie di hedge funds, prodotti che in Italia possono essere collocati solo se rispettano determinate, e molto stringenti, caratteristiche.
Il prodotto della CTA Scandinavia, invece, era venduto come gestione patrimoniale personalizzata: ho il forte sospetto che fosse tale solo a parole, mentre il patrimonio veniva gestito "in monte", vale a dire mettendo tutto il danaro assieme e solo successivamente imputando le operazioni alle singole gestioni.
La scorsa primavera, la gestione ha perso il 40% in 3 giorni, pare perche' il gestore ha rimosso degli stop loss su alcune operazioni.
Di recente, la decisione di liquidare la gestione ad ottobre: CTA ha inviato una lettera in cui annunciava la chiusura ed invitava a comunicare le coordinate bancarie per l'accredito del residuo della gestione. Proprio in questi giorni stanno arrivando ai clienti rimborsi pari al 50% del residuo a loro spettante.
La decisione e' giunta, oltre che per le perdite, soprattutto in seguito alla decisione Consob di chiudere l'ufficio CTA Scandinavia in Italia, a Milano, poiche' "mancante dei requisiti".
Quale requisito manca? La lettera pervenuta ai clienti parla di "mancanza di autorizzazione ad offrire i derivati".
La gestione CTA veniva offerta tramite la FCB Sim di Mantova.
Dal punto di vista delle autorizzazioni all'offerta dei prodotti FCB e' in regola, ma nel caso in cui la gestione CTA non fosse di quelle autorizzate, sarebbe comunque tirata in ballo per non aver verificato.
FCB ha provveduto a consegnare a Banca d'Italia tutta la documentazione a disposizione per l'accertamento di eventuali reati.
Si e' anche saputo che "FCB Sim si sta muovendo, direttamente in Scandinavia, con dei legali, per valutare quanto di gestione infedele ci sia stato nel tracollo di aprile e quanto realmente e' rimasto del denaro investito".
In non pochi casi, i promotori hanno venduto la gestione come "a basso rischio e scarsa volatilita'", ma basta consultare il sito web della CTA per vedere come, invece, si parli apertamente di alto rischio.
Inoltre, mi risulta che la gestione sia stata venduta anche da promotori non appartenenti alla FCB ma ad altre societa': in questo caso, oltre al resto, siamo in presenza di una gravissima violazione, per cui e' prevista la radiazione dall'albo dei promotori. Inoltre, e' possibile anche chiedere un risarcimento alla societa' di appartenenza del promotore, per non aver adeguatamente vigilato sull'operato dello stesso.
Le sanzioni nei confronti di societa' e promotori sono compito della Consob (alla quale si puo' presentare un esposto), mentre per il risarcimento danni e' necessario presentare reclamo all'intermediario, che deve rispondere entro 90 giorni, dopodiche' e' possibile, in caso di risposta ritenuta non soddisfacente, avviare le ordinarie azioni per ottenere il risarcimento.
Nei confronti di CTA Scandinavia, invece, l'azione e' piu' complessa, data la sede legale in Svezia e, soprattutto, la mancanza di autorizzazioni allo svolgimento della gestione in Italia.
Occorre, pertanto, studiare nei dettagli la situazione: come detto, allo stato non si dispone di tutti gli elementi utili.
................
Ha risposto Giuseppe D'Orta
Dal 20 luglio 2000, l'autorizzazione si e' estesa alla "Gestione su base discrezionale e individualizzata di portafogli di investimento in strumenti finanziari".
FCB (Financial and Consultant & Brokers) Sim, invece, e' una Sim italiana con sede a Mantova autorizzata dal febbraio 1999 al "Collocamento, senza preventiva sottoscrizione o acquisto a fermo, ovvero assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente" ed alla
"Gestione su base individuale di portafogli di investimento per conto terzi".
I rispettivi siti web sono: clicca qui e
clicca qui
Il 4 novembre 2002, come da comunicato-stampa che si trova anche nel sito web, FCB annuncio' l'accordo con CTA Scandinavia per la distribuzione dei "managed futures" gestiti dalla società svedese.
La notizia ebbe, ovviamente, risalto sui giornali specializzati.
E veniamo agli eventi accaduti a partire dalla primavera del 2003, dei quali non abbiamo conoscenza diretta per via della pressoche' totale assenza di informazioni provenienti dai soggetti interessati: ho messo assieme tutte le informazioni che sono riuscito a raccogliere, oltre che alle evidenze di legge quali il disposto del Testo Unico della Finanza, le autorizzazioni Consob, ecc.
I managed futures sono gestioni che investono in strumenti derivati (principalmente futures ed opzioni) collegati a materie prime, merci, indici azionari ed obbligazionari. La strategia e' quella di alcune categorie di hedge funds, prodotti che in Italia possono essere collocati solo se rispettano determinate, e molto stringenti, caratteristiche.
Il prodotto della CTA Scandinavia, invece, era venduto come gestione patrimoniale personalizzata: ho il forte sospetto che fosse tale solo a parole, mentre il patrimonio veniva gestito "in monte", vale a dire mettendo tutto il danaro assieme e solo successivamente imputando le operazioni alle singole gestioni.
La scorsa primavera, la gestione ha perso il 40% in 3 giorni, pare perche' il gestore ha rimosso degli stop loss su alcune operazioni.
Di recente, la decisione di liquidare la gestione ad ottobre: CTA ha inviato una lettera in cui annunciava la chiusura ed invitava a comunicare le coordinate bancarie per l'accredito del residuo della gestione. Proprio in questi giorni stanno arrivando ai clienti rimborsi pari al 50% del residuo a loro spettante.
La decisione e' giunta, oltre che per le perdite, soprattutto in seguito alla decisione Consob di chiudere l'ufficio CTA Scandinavia in Italia, a Milano, poiche' "mancante dei requisiti".
Quale requisito manca? La lettera pervenuta ai clienti parla di "mancanza di autorizzazione ad offrire i derivati".
La gestione CTA veniva offerta tramite la FCB Sim di Mantova.
Dal punto di vista delle autorizzazioni all'offerta dei prodotti FCB e' in regola, ma nel caso in cui la gestione CTA non fosse di quelle autorizzate, sarebbe comunque tirata in ballo per non aver verificato.
FCB ha provveduto a consegnare a Banca d'Italia tutta la documentazione a disposizione per l'accertamento di eventuali reati.
Si e' anche saputo che "FCB Sim si sta muovendo, direttamente in Scandinavia, con dei legali, per valutare quanto di gestione infedele ci sia stato nel tracollo di aprile e quanto realmente e' rimasto del denaro investito".
In non pochi casi, i promotori hanno venduto la gestione come "a basso rischio e scarsa volatilita'", ma basta consultare il sito web della CTA per vedere come, invece, si parli apertamente di alto rischio.
Inoltre, mi risulta che la gestione sia stata venduta anche da promotori non appartenenti alla FCB ma ad altre societa': in questo caso, oltre al resto, siamo in presenza di una gravissima violazione, per cui e' prevista la radiazione dall'albo dei promotori. Inoltre, e' possibile anche chiedere un risarcimento alla societa' di appartenenza del promotore, per non aver adeguatamente vigilato sull'operato dello stesso.
Le sanzioni nei confronti di societa' e promotori sono compito della Consob (alla quale si puo' presentare un esposto), mentre per il risarcimento danni e' necessario presentare reclamo all'intermediario, che deve rispondere entro 90 giorni, dopodiche' e' possibile, in caso di risposta ritenuta non soddisfacente, avviare le ordinarie azioni per ottenere il risarcimento.
Nei confronti di CTA Scandinavia, invece, l'azione e' piu' complessa, data la sede legale in Svezia e, soprattutto, la mancanza di autorizzazioni allo svolgimento della gestione in Italia.
Occorre, pertanto, studiare nei dettagli la situazione: come detto, allo stato non si dispone di tutti gli elementi utili.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta
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