Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Ge.Ri Infostrada

17 settembre 2014
Domanda 17 settembre 2014
Buongiorno,
tempo fa mia mamma ha stipulato un contratto telefonico con wind infostrada per quanto riguarda l' adsl, poiché il contratto per la telefonia con la suddetta società era preesistente. Un'operatrice la informa che da quel momento, avrebbe dovuto provare dopo una decina di giorni a collegarsi per vedere se l'adsl era attiva. Così fu fatto, dopo 10 giorni la linea era presente. Dopo una quindicina di giorni arriva un messaggio registrato sul telefono fisso che ci informa che c'è un traffico internet anomalo. Appena due giorni dopo, arriva la chiamata di un operatore che conferma il traffico anomalo, e così veniamo a scoprire che il contratto non ha mai avuto luogo, e dopo diverse telefonate a infostrada, sappiamo anche che la registrazione contenente la stipulazione del contratto non esiste, scomparsa nel nulla. E a nulla valgono le telefonate seguenti al servizio clienti, per segnalare che l'errore non dipende da noi, ma da qualche operatrice negligente, che non si sa cosa abbia combinato con il contratto stesso. La sola accensione del modem, come recita il contratto per la sola telefonia, causa il traffico internet, come se una persona navigasse 24 ore su 24. Fatto sta che arriva una bolletta di circa €1000,00. Mia mamma non paga, ed ecco lì che subentra la Ge.Ri. per il recupero del credito. Dopo diverse controversie verbali, si arriva alla conclusione con un'operatrice che ci fornisce nome e cognome, che il debito può considerarsi concluso a fronte di €500,00 suddivisi in 10 rate mensili. Le rate vengono pagate, ma riappare la Ge.Ri, che dice di vantare un credito di €500,00. Si spiega al nuovo operatore che gli accordi precedenti consistevano nella chiusura della pratica con il pagamento rateale dei famosi €500,00. Questo ci dice che gli accordi verbali non valgono nulla e che dobbiamo pagare, ci offre addirittura uno sconto sulla somma, invece di €500,00 diventano €190,00 se paghiamo in un'unica soluzione. Mia mamma, 87enne, pensionata, invalida e con molte patologie è quasi intenzionata a pagare togliendosi il pane dalla bocca, pur di chiudere questa faccenda che la esaspera e la fa star male. Io la dissuado a fermarsi.
Ho intenzione di scrivere una raccomandata alla Ge.Ri per arrestare questa persecuzione, ma chiedo consiglio su come procedere. Intanto se un accordo verbale non è valido (nelle famose telefonate io ero presente e quindi testimone) non si capisce per quale motivo siano validi i contratti telefonici stipulati via telefono. Seconda questione, sono stati dati dei soldi alla Ge.Ri con la speranza di chiudere la pratica, ma questi operatori sono avvelenati e la Ge.Ri stessa è una sanguisuga, non ti lasciano in pace, facendo leva proprio sull'esasperazione e il timore che incutono negli utenti. Ringrazio in anticipo per il consiglio che vorrete darmi.
Carla, da Roma

Risposta ADUC
le nuove disposizioni normative per la tutela dei consumatori sono in vigore dal 13.06 u.s. e obbligano il gestore all'invio postale della copia del contratto da firmare e restituire da parte dell'utente. In precedenza valeva la sola registrazione vocale.
Riguardo alla sia vicenda e in generale nei rapporti con le societa' di recupero crediti noi consigliamo sempre di ignorare sempre le sollecitazioni telefoniche e quelle comunque informali: solo l'arrivo di una raccomandata AR deve far attivare le giuste reazioni da contrapporre con altrettanta formalita' alle richieste indebite.
Per il prosieguo, legga qui:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
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