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Cara ADUC

Fuga dal FIP e dalla polizza Ina-Assitalia

22 agosto 2005
Domanda 22 agosto 2005
A mio fratello hanno rifilato uno dei soliti PIP (Europensioneforte dell'Ina) e, per la parte eccedente il 12 % del reddito, una delle solite polizze vita rivalutabili: Euroforte 7 (sempre ovviamente dell'Ina). Mentre la fuga dal PIP verso un fondo pensione e' piu' indolore (grazie ai meccanismi di legge), abbandonare la polizza previdenziale comportera' la perdita dell'unica annualita' gia versata; ciononostante il mio consiglio e' quello di interrompere immediatamente i versamenti e mi farebbe piacere se poteste aggiungere anche la vostra valutazione, in modo che mio fratello possa trovare piu' facilmente il coraggio di darmi ascolto. Illustro le caratteristiche del prodotto: caricamenti 5 %; ritenzione 1,2 punti percentuali (ai rendimenti attuali equivale, grosso modo, a dire "aliquota di retrocessione al 70-75%"); maggiorazione per rateizzazione quadrimestrale dei versamenti: 2,5 %; (pseudo) coperture assicurative: circa 4 %. Basterebbe gia' questo, ma il "progetto esemplificativo" (che considera un piano ventennale, rendimento lordo 4,5 %, versamento di 2000 euro annui) aggiunge il carico da novanta: se, per evitare di perdere tutto quanto versato, si porta a riduzione la polizza versando le tre canoniche annualita', comunque, anche attendendo la scadenza si riceve meno di quanto versato: infatti i versamenti annuali di 2000 euro per i primi tre anni (per un totale di 6000 euro), si traducono in un "capitale ridotto" A SCADENZA di 5339,40 euro!! Se invece si decide di completare tutti i versamenti, per un totale quindi di 40.000 euro, si ricevono 50.666,01 euro lordi. Il fatto e' che ipotizzando lo stesso rendimento annuo lordo ma ottenuto con un fondo pensione con profilo di rischio simile, senza commissioni di ingresso, con commissioni di gestione dello 0,5 % + 10 euro fissi annui, si otterrebbero ben 12.000 euro in piu', a cui bisogna poi aggiungere la tassazione dei rendimenti piu' favorevole (11% contro 12,5 %) e, secondo la bozza del decreto Maroni, possibilita' di deduzione della somma oltre il limite del 12 % e tassazione piu' favorevole in fase di erogazione (15 % max). In sintesi mi sembra chiaro che anche se uno avesse versato solo la prima annualita', pari a 2000 euro, gli converrebbe molto di piu' rinunciare a tale somma piuttosto che portare a termine il piano. Ho ragionato sulla base del progetto esemplificativo: nel caso di mio fratello la polizza e di 17 anni (non di 20) e il premio di 800 anni (non di 2000), ma il ragionamento, nella sostanza, non cambia (anzi lui ha anche la maggiorazione per la rateizzazione quadrimestrale). Potete confermargli anche voi il mio consiglio di rinunciare all'annualita' gia' versata e rivolgersi a un fondo pensione onesto?
Marco, da Lecce

Risposta ADUC
Molto spesso e' meglio uscire in perdita dalle polizze piuttosto che rimanere dentro illudendosi di recuperare, ma in realta' peggiorando di molto le cose. Per travasare il FIP in un molto meno costoso fondo pensione (scelta ottima) e' meglio attendere il prossimo anno, quando entreranno in vigore le norme che a breve saranno emanate tramite l'apposito decreto legislativo. Norme che, tra l'altro, consentiranno il trasferimento da un prodotto all'altro senza perdere le spese iniziali, spese che per i FIP sono altissime (apposta per bloccare i clienti). Unica condizione: effettuare il passaggio dopo che siano trascorsi almeno due anni dalla sottoscrizione del prodotto che si lascia. Auguriamoci che non arrivi in extremis l'ennesimo regalo alle assicurazioni, con l'abolizione di una norma giustissima. Anche il ragionamento riguardante la polizza e' corretto: questi prodotti, purtroppo, sono costruiti per la pensione di chi li vende e non per la pensione di chi li compra. Fermo restando che la cosa migliore in assoluto e' non sottoscriverli, se si e' dentro e' meglio ragionare, e spesso il ragionamento porta a chiudere il prodotto sostenendo anche dei costi, ma comunque con una perdita minore rispetto a cio' che avverrebbe continuando a versarci danaro.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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