Cara ADUC
Fornitura idrica - messa in mora
Domanda
12 gennaio 2008
Buongiorno,
sono a scrivervi ancora per una questione già segnalatavi precedentemente (vedi 'cara aduc' del 13 ottobre 2007) relativamente a un (oramai) disservizio ricorrente da parte di Acea Ato2 s.p.a.
L'azienda in questione non mi rifornisce più dal 23 dicembre 2007 per questioni legate ad un calo del flusso idrico della zona; come me, altre persone sono senza approvvigionamento, al punto che Acea ha disposto un servizio di rifornimento alternativo tramite autobotte (servizio in appalto ad aziende esterne, specifico).
Essendo la mia abitazione ubicata in un sito particolarmente difficile da raggiungere (strada stretta e dissestata in piena campagna), l'autobotte in questione non è mai giunta da me, nonostante innumerevoli richieste, costringendomi diverse volte a rivolgermi alla Protezione Civile locale che, con stesso tipo di automezzo ma di dimensioni più ridotte e adeguate tubature, ha colmato di acqua il mio serbatoio esterno.
Ora, sono disposta ad accettare che una falda acquifera possa esaurirsi, ma non sono disposta ad accettare che un'azienda di tale rilevanza ignori totalmente la mia richiesta di assistenza, lasciandomi di fatto all'asciutto (però il contatore, a suo tempo, hanno fatto in fretta ad installarlo!).
Credo di aver diritto ad un servizio essenziale che deve essere garantito a TUTTI e per cui pago, l'acqua non può essere considerato un bene secondario e prescindibile.
Non sto, ovviamente, a menzionare i contatti telefonici e i fax inviati (tutto documentabile) nel frattempo, che non hanno mai avuto seguito.
Sto pensando di inviare una r.r. di messa in mora sia per risarcimento danni sia per intimare un rifornimento periodico coatto tramite un automezzo adeguato, finchè non venga ripristinato il normale approvvigionamento.
L'unico mio dubbio però, prima di procedere, è nelle condizioni contrattuali che ho consultato dal sito Acea, dove, secondo l'art. 17, 'Acea Ato2 spa non sarà responsabile per sospensione o diminuzione di acqua o di pressione da qualsiasi causa provocate. Le interruzioni o limitazioni di fornitura per cause accidentali (...) e le variazioni di pressione per cause accidentali e non direttamente imputabili a colpa di Acea ato2, non danno luogo a risarcimento danni ne' a riduzioni di corrispettivi e/o a risoluzione del contratto. Qualora la sospensione della somministrazione dell'acqua superi i 15 gg l'utente potrà richiedere un abbuono proporzionale sui corrispettivi fissi. Acea ato2 spa può interrompere la fornitura per manutenzione o altre esigenze, arrecando, compatibilmente con le necessità del servizio, il minimo disturbo all'utenza.'
Sinceramente, non vedo come un abbuono possa sopperire alla mia personale emergenza idrica e mi chiedo se questo possa essere un elemento inappellabile per poter avvalorare le mie ragioni anche in sede giudiziaria, eventualmente, e per pretendere ciò che mi spetta.
Come mi conviene muovermi?
Vi ringrazio ancora di cuore per il supporto fondamentale che fornite.
Sara, da Palombara Sabina (RM)
sono a scrivervi ancora per una questione già segnalatavi precedentemente (vedi 'cara aduc' del 13 ottobre 2007) relativamente a un (oramai) disservizio ricorrente da parte di Acea Ato2 s.p.a.
L'azienda in questione non mi rifornisce più dal 23 dicembre 2007 per questioni legate ad un calo del flusso idrico della zona; come me, altre persone sono senza approvvigionamento, al punto che Acea ha disposto un servizio di rifornimento alternativo tramite autobotte (servizio in appalto ad aziende esterne, specifico).
Essendo la mia abitazione ubicata in un sito particolarmente difficile da raggiungere (strada stretta e dissestata in piena campagna), l'autobotte in questione non è mai giunta da me, nonostante innumerevoli richieste, costringendomi diverse volte a rivolgermi alla Protezione Civile locale che, con stesso tipo di automezzo ma di dimensioni più ridotte e adeguate tubature, ha colmato di acqua il mio serbatoio esterno.
Ora, sono disposta ad accettare che una falda acquifera possa esaurirsi, ma non sono disposta ad accettare che un'azienda di tale rilevanza ignori totalmente la mia richiesta di assistenza, lasciandomi di fatto all'asciutto (però il contatore, a suo tempo, hanno fatto in fretta ad installarlo!).
Credo di aver diritto ad un servizio essenziale che deve essere garantito a TUTTI e per cui pago, l'acqua non può essere considerato un bene secondario e prescindibile.
Non sto, ovviamente, a menzionare i contatti telefonici e i fax inviati (tutto documentabile) nel frattempo, che non hanno mai avuto seguito.
Sto pensando di inviare una r.r. di messa in mora sia per risarcimento danni sia per intimare un rifornimento periodico coatto tramite un automezzo adeguato, finchè non venga ripristinato il normale approvvigionamento.
L'unico mio dubbio però, prima di procedere, è nelle condizioni contrattuali che ho consultato dal sito Acea, dove, secondo l'art. 17, 'Acea Ato2 spa non sarà responsabile per sospensione o diminuzione di acqua o di pressione da qualsiasi causa provocate. Le interruzioni o limitazioni di fornitura per cause accidentali (...) e le variazioni di pressione per cause accidentali e non direttamente imputabili a colpa di Acea ato2, non danno luogo a risarcimento danni ne' a riduzioni di corrispettivi e/o a risoluzione del contratto. Qualora la sospensione della somministrazione dell'acqua superi i 15 gg l'utente potrà richiedere un abbuono proporzionale sui corrispettivi fissi. Acea ato2 spa può interrompere la fornitura per manutenzione o altre esigenze, arrecando, compatibilmente con le necessità del servizio, il minimo disturbo all'utenza.'
Sinceramente, non vedo come un abbuono possa sopperire alla mia personale emergenza idrica e mi chiedo se questo possa essere un elemento inappellabile per poter avvalorare le mie ragioni anche in sede giudiziaria, eventualmente, e per pretendere ciò che mi spetta.
Come mi conviene muovermi?
Vi ringrazio ancora di cuore per il supporto fondamentale che fornite.
Sara, da Palombara Sabina (RM)
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