Cara ADUC
Fondo Pensione
Domanda
21 dicembre 2006
Buongiorno, anzitutto i miei complimenti per il vs. sito, che riporta utili informazioni, all'insegna di una "contro informazione finanziaria" che mi sta appassionando sempre piu'. La mia situazione:
- lavoratore dipendente, 36 anni, mi ritengo abbastanza esperto in materie finanziarie;
- lavoro in una ditta con ccnl commercio e sono iscritto al fondo di categoria del terziario (FON.TE) sottolineo che sono l'unico iscritto in ditta (1 su 17) ma non mi stupisco: in Italia siamo 24-25.000 su un milione e mezzo potenziali...
- FON.TE: senza infamia e senza lode, il sito web mi pare gestito parzialmente dalla Previnet; di buono c'e' il prospetto riepilogativo dell'utente, con i versamenti effettuati e la situazione; di cattivo manca una minima indicazione della futura pensione. Al di la' del sito vi porto come testimonianza l'ultima comunicazione ricevuta come iscritto: si doveva votare per il rinnovo dell'assemblea dei delegati, chiamati a decidere le sorti del fondo. Ebbene, una votazione BULGARA (!) un pezzo di carta con LISTA UNICA su cui apporre una croce e rispedire per posta in busta chiusa.... Dico io, siamo in 25.000 iscritti, come dire un comune di medie dimensioni, e non possiamo scegliere fra almeno 2 liste? Al momento verso il 50% del tfr + contributo mio (2%) + contributo datore (1,55%), sono incerto se versare il residuo 50% del tfr dal 2007. Cosa potete suggerirmi ?
- Pensione futura e pianificazione: sono potenzialmente interessato ad un servizio di consulenza a parcella; certo bisogna valutare costi e convenienza; se una consultazione costasse 30-100 euro e' un conto, se costa 200-300 e' un altro, al di la' della effettiva resa. Vedo i listini di Francesco Carla' e di Renato di Lorenzo, alcuni sono accessibili, altri no. Sto guardando molto in giro fra i siti e il grosso di quello che leggo e' materiale di propaganda delle assicurazioni; un "osservatorio" indipendente sarebbe ben gradito. Siamo ancora al punto che alcune categorie di lavoratori non sanno con esattezza quale sia il proprio fondo di categoria o se esiste un proprio fondo. Se tale osservatorio, di concerto con la covip, si creasse, sarei favorevole ad una quota di iscrizione annua. Per ora basta cosi', ringrazio per l'attenzione.
Antonio
- lavoratore dipendente, 36 anni, mi ritengo abbastanza esperto in materie finanziarie;
- lavoro in una ditta con ccnl commercio e sono iscritto al fondo di categoria del terziario (FON.TE) sottolineo che sono l'unico iscritto in ditta (1 su 17) ma non mi stupisco: in Italia siamo 24-25.000 su un milione e mezzo potenziali...
- FON.TE: senza infamia e senza lode, il sito web mi pare gestito parzialmente dalla Previnet; di buono c'e' il prospetto riepilogativo dell'utente, con i versamenti effettuati e la situazione; di cattivo manca una minima indicazione della futura pensione. Al di la' del sito vi porto come testimonianza l'ultima comunicazione ricevuta come iscritto: si doveva votare per il rinnovo dell'assemblea dei delegati, chiamati a decidere le sorti del fondo. Ebbene, una votazione BULGARA (!) un pezzo di carta con LISTA UNICA su cui apporre una croce e rispedire per posta in busta chiusa.... Dico io, siamo in 25.000 iscritti, come dire un comune di medie dimensioni, e non possiamo scegliere fra almeno 2 liste? Al momento verso il 50% del tfr + contributo mio (2%) + contributo datore (1,55%), sono incerto se versare il residuo 50% del tfr dal 2007. Cosa potete suggerirmi ?
- Pensione futura e pianificazione: sono potenzialmente interessato ad un servizio di consulenza a parcella; certo bisogna valutare costi e convenienza; se una consultazione costasse 30-100 euro e' un conto, se costa 200-300 e' un altro, al di la' della effettiva resa. Vedo i listini di Francesco Carla' e di Renato di Lorenzo, alcuni sono accessibili, altri no. Sto guardando molto in giro fra i siti e il grosso di quello che leggo e' materiale di propaganda delle assicurazioni; un "osservatorio" indipendente sarebbe ben gradito. Siamo ancora al punto che alcune categorie di lavoratori non sanno con esattezza quale sia il proprio fondo di categoria o se esiste un proprio fondo. Se tale osservatorio, di concerto con la covip, si creasse, sarei favorevole ad una quota di iscrizione annua. Per ora basta cosi', ringrazio per l'attenzione.
Antonio
Risposta ADUC
In primo luogo complimenti per le osservazioni che svolge nella sua email dalle quali si evince che le scelte che prende sono ponderate, consapevoli e frutto di informazioni ben vagliate. Se (non diciamo tutti ma) una buona parte dei lavoratori avesse il suo approccio cambierebbero molte cose. Lei solleva un problema fondamentale relativo ai fondi pensione negoziali. Di fatto sono strumenti assai poco trasparenti (nella gestione finanziaria e non solo, come ha sperimentato). Venendo alla sua domanda, lei capisce che non possiamo dare una risposta secca sul trasferire o meno l'altro 50% del TFR. Dipende da molti fattori anche suoi personali. Certo che uno dei vantaggi principali del trasferito del TFR risiede nel contributo datoriale che lei gia' ha. Si dovrebbe cercare di stimare la sua pensione (pubblica e integrativa) e valutare se questa pensione e' ritenuta sufficiente. In caso contrario si dovrebbero valutare i modi per integrare ulteriormente ed uno strumento potrebbe essere quello della quota residua del TFR. Ci sono poi da valutare le esigenze personali in rapporto al patrimonio personale. I vantaggi, in termini di disponibilita', del TFR sono un elemento importante per la sua situazione specifica? Quanto al costo della pianificazione previdenziale, crediamo che dipenda molto dalla complessita' della consulenza necessaria. Un conto e' fare solo i calcoli relativi alle stime della pensione futura ed un conto e' cercare di analizzare una situazione complessa (nel quale il lavoratore ha partecipato a gestioni diverse, si devono analizzare tutte le diverse opzioni di ricongiungimenti, totalizzazioni, riscatti, ecc; si devono analizzare i prodotti gia' sottoscritti ed infine si devono suggerire le alternative). Se la necessita' che avverte e' prevalentemente quella di fare delle stime affidabili (per quanto ogni stima implica dei margini di errore), riteniamo che la prima fascia di costo da lei indicata sia congrua. Per quanto riguarda le stime, le ricordo che ogni stima si basa su alcuni dati oggettivi (i contributi versati, la rivalutazione ottenuta fino ad oggi, il quadro normativo attuale, ecc.) vi sono poi una serie di variabili da stimare come: l'andamento futuro dei redditi, l'inflazione, il prodotto interno lordo, il rendimento dei fondi pensione, l'evoluzione del quadro normativo e fiscale. Per questa ragione e' importante fare le stime, valutarle per quello che sono, e aggiornale di tanto in tanto con i dati oggettivi che mano a mano diventano sempre piu' importanti rispetto a quelli stimati.
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