Cara ADUC
Fondo comune Intesa Garanzia Attiva
Domanda
27 gennaio 2006
Salve, in Banca Intesa mi hanno proposto il prodotto "Intesa Garanzia Attiva". E' un fondo italiano a capitale garantito. Ha le seguenti caratteristiche:
- bastano 250 euro per sottoscriverlo ed e' possibile disinvestire le somme in ogni momento.
- nessuna commissione di uscita o di performance; costo fisso di sottoscrizione e switch pari a 5 euro; costo di gestione annuo pari all'1,30%, compreso il costo della garanzia - Capitale garantito alla scadenza del quinto anno.
- Tipologia: fondo comune di diritto italiano.
- Categoria Assogestioni: flessibili.
- Qualifica Assogestioni: fondo a capitale garantito.
- Esposizione Azionara: da 0 a 75%.
Mi e' chiaro che il costo di gestione non e' proprio bassissimo, sicuramente un ETF e' meglio da questo punto di vista. Pero' e' anche piu' rischioso, con questo prodotto e' praticamente sicuro (se non ho capito male) che dopo 5 anni riesco ad avere indietro il capitale anche a fronte di andamenti tremendi del mercato azionario/obbligazionario, e quindi a contenere le perdite (5 anni senza interessi mi rendo conto essere una perdita, pero' contenuta). Se invece i mercati dovessero andare bene si potrebbe guadagnare (anche se con un'efficienza minore rispetto ad altri prodotti). Voi cosa ne pensate? Costi e/o benefici di cui non mi rendo conto quali possono essere? Grazie per la vostra consulenza.
Enrico, da Rho
- bastano 250 euro per sottoscriverlo ed e' possibile disinvestire le somme in ogni momento.
- nessuna commissione di uscita o di performance; costo fisso di sottoscrizione e switch pari a 5 euro; costo di gestione annuo pari all'1,30%, compreso il costo della garanzia - Capitale garantito alla scadenza del quinto anno.
- Tipologia: fondo comune di diritto italiano.
- Categoria Assogestioni: flessibili.
- Qualifica Assogestioni: fondo a capitale garantito.
- Esposizione Azionara: da 0 a 75%.
Mi e' chiaro che il costo di gestione non e' proprio bassissimo, sicuramente un ETF e' meglio da questo punto di vista. Pero' e' anche piu' rischioso, con questo prodotto e' praticamente sicuro (se non ho capito male) che dopo 5 anni riesco ad avere indietro il capitale anche a fronte di andamenti tremendi del mercato azionario/obbligazionario, e quindi a contenere le perdite (5 anni senza interessi mi rendo conto essere una perdita, pero' contenuta). Se invece i mercati dovessero andare bene si potrebbe guadagnare (anche se con un'efficienza minore rispetto ad altri prodotti). Voi cosa ne pensate? Costi e/o benefici di cui non mi rendo conto quali possono essere? Grazie per la vostra consulenza.
Enrico, da Rho
Risposta ADUC
Ci sono parole che eccitano, letteralmente, gli investitori. Una di queste parole e' "garanzia" (un altro termine e' "risparmio fiscale"). Chi prepara i prodotti lo sa molto bene e li costruisce apposta, a partire dal nome, per allettare il grande pubblico. Questo fondo presenta molte illusioni, la prima delle quali e' "si puo' solo guadagnare e non perdere". Ancora una volta mi domando, e domando a tutti gli interessati: ma se questo fondo e' talmente perfetto che si puo' solo guadagnare e non perdere, come mai la banca lo vende ai clienti ma non ci mette un centesimo dei propri soldi? Un'altra illusione e' l'esposizione azionaria da zero al 75%: puo' stare certo che l'esposizione sara' sempre molto bassa o anche inesistente. Soprattutto, le garanzie costano. E non costano solo l'eventuale mancanza di interessi per tutta la durata del prodotto, ma costano anche sotto l'aspetto dei limiti imposti nella gestione. Alla fine si comprende come questo fondo comune sia, in pratica, assimilabile ai prodotti strutturati e noi siamo contrari agli strutturati non solo per i costi assurdi che si sostengono all'emissione (sul mercato a volte il discorso e' diverso) ma anche per le modalita' di costruzione che limitano in maniera notevole le possibilita' vere (molto diverse da quelle dichiarate) di mettere in pratica un valido investimento. L'impostazione migliore del portafoglio e' quella di separare le esigenze utilizzando prodotti adatti a ciascuna di esse, senza usare ibridi che offrono certezze solo a chi li vende. Ed infatti la banca non ci mette un centesimo di suo.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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