Cara ADUC
Fondi di investimento
Domanda
21 settembre 2009
Ormai ci sono una serie di agenzie indipendenti alcune anche molto affidabili che valutano la gestione attiva dei Fondi.
Leggo che in generale voi siete per la gestione passiva, ci sono anche teorie economiche dimostrate che consigliano questo (per il bene medio della collettività dei risparmiatori, sottolineo medio).
Però alcune gestioni attive sono veramente eccellenti (poche), hanno per anni battuto sempre il loro benchmark ripagando ampiamente, lasciando un margine di utile, le commissioni che hanno chiesto.
Fatta questa premessa vengo alle domande:
1) Secondo voi nemmeno dei pochi casi di eccellenza ci si può fidare, sperando in rendimenti analoghi futuri? O per voi è sempre meglio l'Etf? (che tra l'altro costa comunque nell'operazione di compravendita).
Faccio l'esempio paragonando i fondi alle squadre di calcio. La Juventus, ha vinto tantissimi scudetti, si può credere che in futuro ci siano buone probabilità che faccia altrettanto. Così per qualche gestione attiva?
2) un'altra domanda, alcuni gestori magari hanno nomi poco noti, per i non addetti ai lavori (la maggior parte sono società straniere che operano dal lussemburgo), che rischio ci sono che spariscano dal mercato per i più disparati motivi e quindi ci siano problemi nel recuperare quanto investito? (anche se i loro fondi sono stati comprati magari tramite una banca italiana rinomata, pensate quest'ultima dia assistenza?).
3) infine che ne pensate della cosiddetta rottamazione dei fondi, quando ci si accorge di una gestione se non scadente, inferiore alla media? (Sostituzione con etf o con fondi non quotati con gestione eccellente, oppure si andrebbero solo a pagare altre commissioni, se la gestione non è proprio pessima).
Stefano, da Roma (RM)
Leggo che in generale voi siete per la gestione passiva, ci sono anche teorie economiche dimostrate che consigliano questo (per il bene medio della collettività dei risparmiatori, sottolineo medio).
Però alcune gestioni attive sono veramente eccellenti (poche), hanno per anni battuto sempre il loro benchmark ripagando ampiamente, lasciando un margine di utile, le commissioni che hanno chiesto.
Fatta questa premessa vengo alle domande:
1) Secondo voi nemmeno dei pochi casi di eccellenza ci si può fidare, sperando in rendimenti analoghi futuri? O per voi è sempre meglio l'Etf? (che tra l'altro costa comunque nell'operazione di compravendita).
Faccio l'esempio paragonando i fondi alle squadre di calcio. La Juventus, ha vinto tantissimi scudetti, si può credere che in futuro ci siano buone probabilità che faccia altrettanto. Così per qualche gestione attiva?
2) un'altra domanda, alcuni gestori magari hanno nomi poco noti, per i non addetti ai lavori (la maggior parte sono società straniere che operano dal lussemburgo), che rischio ci sono che spariscano dal mercato per i più disparati motivi e quindi ci siano problemi nel recuperare quanto investito? (anche se i loro fondi sono stati comprati magari tramite una banca italiana rinomata, pensate quest'ultima dia assistenza?).
3) infine che ne pensate della cosiddetta rottamazione dei fondi, quando ci si accorge di una gestione se non scadente, inferiore alla media? (Sostituzione con etf o con fondi non quotati con gestione eccellente, oppure si andrebbero solo a pagare altre commissioni, se la gestione non è proprio pessima).
Stefano, da Roma (RM)
Risposta ADUC
la questione della scelta degli investimenti, siano essi fondi, etf, sicav obbligazioni, azioni e quant'altro devono servire a soddisfare il bisogno di investire il proprio denaro non puntando alla massimizzazione del suo rendimento, bensì in modo da permettere che possa assolvere a quella che è la sua funzione principale, vale a dire di risorsa per il soddisfacimento dei propri bisogni. Ecco allora che improvvisamente il costo dei prodotti che acquistiamo acquisiscono la giusta importanza nelle scelte di asset allocation, poiché costituiscono l'unico elemento di certezza per l'investitore, qualunque sia l'andamento del mercato.
In quest'ottica la prima domanda a cui l'investitore deve rispondere è : cosa voglio io? di cosa ho bisogno? Quando?
Ha risposto Roberto Cappiello
In quest'ottica la prima domanda a cui l'investitore deve rispondere è : cosa voglio io? di cosa ho bisogno? Quando?
Ha risposto Roberto Cappiello
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