Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Finmek e soci forti

2 gennaio 2005
Domanda 2 gennaio 2005
Cara Aduc, ti riscrivo ancora per il caso Finmek. Purtroppo devo rilevare un vostro peccato veniale, avete ripubblicato la mia ed altre lettere spacciandole per pervenute da pochi giorni, non era piu' semplice fare una raccolta per "tema" e lasciare le date originali? Ma vengo al vero motivo della mia lettera, sono un dipendente bancario e vi posso assicurare che non ho avuto pressioni per vendere le obbligazioni Finmek che tra l'altro ho anch'io comperato, direi che se c'e' colpa delle banche e' di non avere fatto niente perche' tali ed altre obbligazioni venissero vendute da noi promotori (e' comunque evidente che i clienti che le hanno comperate erano convinti dell'acquisto perche' alla ricerca di cedole alte). La mia banca solo dal febbraio 2004 ha impedito la vendita di obbligazioni senza rating! Ma quello a cui non avete risposto nella mia prima lettera e che invece per me e' molto importante dove sono finiti i soci forti di Finmek?
Assicurazioni Generali (11%) Banca Monte Paschi di Siena (4%) Bpc partners (2%) sono letteralmente spariti nel momento del bisogno e dire che io ed altri abbiamo comperato in proprio e venduto ai clienti soprattutto fidandoci della serieta' della prima assicurazione italiana e della quinta banca in Italia (gestita dai DS tramite il comune e la provincia di Siena)! Per favore rispondete a questi quesiti, l'insinuazione l'ho gia' fatta e sinceramente non posso fare causa alla mia banca sapendo che le ho vendute e comperate senza nessuna pressione ma se si scoprisse che i vertici sapevano delle difficolta' ma non dicevano, le cose potrebbero cambiare. Un consiglio: siate onesti anche nelle cose semplici (vedi date delle lettere) e non fate di ogni erba un fascio, non sempre e' colpa della banca, nella mia lunga vita lavorativa ho avuto casi di persone che pur coscienti del rischio hanno comperato obbligazioni per le quali hanno poi fatto causa alla banca solo per convenienza. Grazie ancora per l'opera meritoria.
Roberto, da Bologna

Risposta ADUC
La doppia risposta alla Sua lettera deriva semplicemente da un nostro errore. Riceviamo decine di mail alla settimana, ed a volte avviene qualche intoppo nella loro gestione. Ci chiede dei "soci forti", definizione su cui spesso gli investitori poco preparati inciampano. Per una grande banca come MPS, ed ancora di piu' per un fondo di private equity come Bpc Partners, perdere, anche interamente, il valore di una partecipazione in una societa' come Finmek fa parte del normale rischio e non e' una cosa grave perche' quella partecipazione e' solo una piccolissima parte dei loro investimenti. Non ha ricevuto pressioni dalla Sua banca ma ci parla di altri clienti che l'hanno comprata, ed allora vuol dire che il titolo era nel paniere delle obbligazioni proposte. Ci chiede di non attribuire sempre la colpa alle banche, ma secondo Lei e' credibile la storiella per cui migliaia di investitori si siano svegliati una mattina con l'intenzione di comprare titoli di una societa' sconosciuta al grande pubblico? Ci stanno pervenendo segnalazioni di come alcune banche abbiano fatto prenotare i titoli un mese prima del collocamento. Secondo Lei e' possibile che un normale investitore sappia con un mese di anticipo che una sconosciuta societa' sta per emettere un'obbligazione, e la desideri al punto tale da prenotarla un mese prima? Non e', invece, che c'e' stata una notevole spinta nella vendita da parte degli istituti interessati a trasferire il rischio al grande pubblico proprio tramite le obbligazioni? Non possiamo ancora valutare il comportamento della Sua banca (non mancheremo di farlo quando il quadro sara' ancora piu' chiaro), quindi non possiamo dire se si tratti di conflitto di interesse oppure di "semplici" (ma imperdonabili) dilettantismo o menefreghismo ("dato che ce li chiedono, diamo ai clienti titoli a cedola alta"). Il fatto che dal febbraio 2004 non consenta piu' la negoziazione di titoli senza rating la dice lunga sulla serieta' del Suo istituto che, come tanti altri, passa da un eccesso all'altro. Ci sono titoli senza rating ma dal basso rischio, ad esempio, e non si vede perche' non si debba consentire ai clienti di comprarli. L'importante, per loro, e' poter dichiarare che lo fanno "a tutela dell'investitore", anche se la realta' e' un'altra.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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