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Cara ADUC

Fineco aumenta i costi: commenti ad una nostra risposta

18 maggio 2004
Domanda 18 maggio 2004
In risposta alla risposta di Giuseppe D'Orta alla Lettera del 16 Aprile 2004 su INVESTIRE INFORMATI.
"Fineco introduce il canone mensile sul conto corrente".
Lei dice: " Prima di tutto... Fineco ha dato una prova di trasparenza ecc. ".
Prima di tutto basta, per piacere, di portare sugli allori chi fa semplicemente il proprio dovere; non mi interessa se gli altri non lo fanno o lo fanno alla chetichella con avvisi nella Gazzetta Ufficiale.
Lei dice: " Inoltre, circa i 2/3 dei conti bancari web non sono attivi: conti del genere costituiscono una manna per le banche tradizionali che possono incamerare le commissioni che ben sappiamo, ma per gli intermediari via web e' un fenomeno che si traduce solo in maggiori costi. " Gli intermediari via web sono composti da poche decine di persone, non da decine di migliaia come le banche tradizionali. Ma che fa D'Orta, mette sullo stesso piano una banca tradizionale con una elettronica?
Lei dice: " Esistono alternative a costo zero? Sempre meno: altre banche hanno da tempo abbandonato il canone zero (oppure mantenendolo a determinate condizioni: ad esempio, solo per i clienti che rinunciano alla remunerazione della liquidita', ecc.): inoltre, e' abbastanza facile prevedere che le poche alternative attuali spariranno entro breve. " A COSTO ZERO per il cliente, cioe' pagando solo quello che usa, non vuol dire A GUADAGNO ZERO per la banca; e la banca elettronica, lo ripeto a lei che sembra ignorarlo E' COMPOSTA DA UNA MANCIATA DI IMPIEGATI.
Pero' dice bene D'Orta che esistono sempre meno alternative a costo zero. In Italia s'intende, dove vive e opera (per statistica scientificamente provata) il piu' cretino utente e consumatore del mondo. E lei, pero', Giuseppe D'Orta, coi suoi ragionamenti bislacchi non ci aiuta di certo, noi utenti, a maturare.
Lei dice: "Si puo', infine, notare come l'iniziativa coincida con le crescenti difficolta' di bilancio della capogruppo. L'introduzione del nuovo profilo di calcolo delle commissioni e' stata probabilmente accelerata dalle esigenze di redditivita' di Capitalia... ".
E meno male che ci e' arrivato! Questo e' il vero punto: gli aumenti servono per garantire interessi privilegiati a due cifre a pochi potenti; a dimezzare debiti di 40 miliardi al partito del Pds per esempio; o a salvare squadre di calcio...
E poi, abbia pazienza D'Orta, ma la sua ricostruzione della nascita di Fineco e' proprio sua personale.
Veda, che una banca debba per forza e a tutti i costi mantenere al lavoro una pletora di bancari (che lei sembra sottintendere) non c'e' scritto da nessuna parte, quando con l'invenzione del computer gli stessi clienti si possono sostituire al bancario, scrivendo una linea di testo, nelle operazioni che gli bisogna fare, da casa propria e senza andare nell'ufficio fisico della banca. Si', perche' una banca elettronica sostanzialmente non e' che un computer con pochi addetti (si spera di buona marca) a cui gli utenti si possono collegare per dare ordini (cioe' righe di testo!) completamente in automatico ad altri computer; punto e basta. E siccome i computer tanto piu', col tempo, diventano sofisticati e potenti, quanto meno vengono a costare... da una banca elettronica, per definizione, ci si aspetterebbe che se non diminuisce i prezzi, almeno non li aumenti.
Caro D'Orta, la banca formato baraccone che da' lavoro a decine di migliaia di bancari e' destinata a scomparire nel corso del tempo, grazie al computer, cosa che lei sembra ignorare. Come sembra ignorare che poco piu' di cento anni fa centinaia di migliaia di persone persero pian piano il posto di lavoro perche' in vece delle carrozze a cavalli cominciarono a circolare le automobili a scoppio: erano gli operai che alla fine di ogni giorno spalavano via dalle strade delle citta' le scorie lasciate dai cavalli.
Lei la ha vista la sede italiana del Conto Arancio? c'era sul Giornale poco tempo fa. Non mi ricordo bene, ma in tutto erano circa una ventina di persone in un ufficio non grande. Il Conto Arancio non fa pagare neppure il bollo di legge di 26 euri.
Torno a dire: i 400.000 clienti Fineco devono mantenere il lavoro, fra aiuti in linea, addetti ai computer, e call center poche decine di persone non decine di migliaia, E NIENTE ALTRO.
Infine, vorrei riportare almeno due delle Faq: " Le nuove condizioni sono coerenti con la volonta' di migliorare costantemente i servizi e la qualita' dell'offerta Fineco e hanno l'obiettivo di premiare i clienti che fanno un utilizzo frequente del servizio. ".
"Migliorare costantemente i servizi e la qualita'" dunque. Peccato che per migliorare la qualita' di una banca elettronica basti tenere aggiornati i computer su cui si fonda la banca. Migliorare i servizi offerti poi, non vuol dire altro che fare contratti, che so, per rendere possibile on-line l'acquisto di un certo tipo di prodotti finanziari; contratti, non solo non difficili a fare, ma che portano piu' guadagni per la banca di quanto essa non spenda per fare quei contratti che permettono appunto di aumentare i servizi.
E poi, gli utenti credono di aver sottoscritto il contratto con una banca, e non un baraccone da fiera con giochi a premi.
Altra faq: "L'introduzione di una quota di spese mensili che si azzera con un normale utilizzo del conto e' la risposta all'esigenza di attribuire valore ai servizi del conto Fineco. " Questa "esigenza di attribuire valore ai servizi del conto Fineco" a cui e' stata data dalla banca una anche troppo pronta risposta, si deduce che sia del cliente. Cioe' io, come cliente, sentirei l'esigenza che i servizi del conto Fineco costino qualcosa perche' cosi' hanno piu' valore... Ma questi son matti da legare...
Un saluto a tutti.
Luciano, da Firenze

Risposta ADUC
Pubblichiamo volentieri le Sue considerazioni. Per quanto mi riguarda, confermo le opinioni espresse nella risposta cui si riferisce. Trovo davvero molto riduttivo effettuare il confronto tra banche tradizionali ed intermediari web (a proposito, Fineco che cosa e'?) basandosi solo ed esclusivamente sul costo del lavoro, come se il resto del conto economico non esistesse, cosi' come il resto dell'attivita' bancaria che gli intermediari web non praticano. In un settore dominato, purtroppo, dall'opacita' dei rapporti, e' certamente da far notare la scelta di Fineco che, anticipando l'annuncio di ben due mesi rispetto alla sua decorrenza, ha consentito a tutti i clienti di prendere le opportune decisioni, soprattutto considerato che la maggioranza di essi possiede anche bancomat, carta di credito, effettua la domiciliazione delle utenze, ecc.. Chi ha deciso di cambiare banca, quindi, ha beneficiato di tutto il tempo a disposizione per farlo senza subire disservizi di vario genere. Quella dei conti inattivi, poi, e' una vera piaga degli intermediari italiani (non solo Fineco), e si tratta di conti ai quali bisogna comunque garantire la tecnologia, la sicurezza, ed a cui sono legati degli adempimenti di legge (sulla privacy, ad esempio). Tutto cio'
comporta dei costi, anche se invisibili e che, quindi, non e' facile considerare. Tali conti sono graditi dalle banche tradizionali, che come minimo incamerano qualche decina di euro all'anno, ma cio' non vale per gli intermediari web. Quanto alle esigenze di redditivita' della capogruppo, attenzione a non riferirsi solo ad esse. I conti di Fineco erano traballanti anche prima, magari dette esigenze hanno contribuito a velocizzare una scelta che sarebbe comunque arrivata.
Infine: attenzione a non guardare solo ai costi dei servizi senza considerare la qualita' degli stessi.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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