Cara ADUC
Finanziamento Findomestic finito in pignoramento presso terzi
Domanda
7 maggio 2008
Cara ADUC,
anzitutto mi complimento del buon servizio che fornite a tutti noi, e vi incoraggio a continuare. Il mio problema è questo: ho contratto un prestito con Findomestic, e per una serie di cause concomitanti, non ho potuto far fronte ai miei impegni, e per diversi mesi non ho pagato quello che dovevo. Ho avuto qualche colloquio telefonico con qualche rappresentante di Findomestic, dicendo appunto che avrei voluto appianare il debito con delle rate mensili se possibile. L'ultimo colloquio l'ho avuto circa un paio di mesi fa con un avvocato rappresentante di Findomestic a cui ho comunicato la mia disponibilità ad erogare rate mensili di importo pari ad euro 250 per cercare di risolvere la questione. Non mi è stato accettato, perché avrei dovuto contestualmente versare una cifra di circa 5000 euro, cifra della quale non dispongo e che non sono riuscito a reperire nonostante abbia chiesto a chiunque potevo chiedere.
Sapevo quindi che mi sarebbe stato pignorato un quinto dello stipendio, anche se in verità io avevo offerto un'erogazione mensile, che poteva anche essere garantita tramite cambiali, superiore al quinto. Arriva la comunicazione al mio datore di lavoro, che mi chiama, un paio di giorni fa, e mi dice che non mi può erogare lo stipendio fino all'udienza, fissata per il 6 giugno, perché così c'è scritto sulla comunicazione del pignoramento a lui pervenuta. Ora, io mi chiedo, se il pignoramento riguarda il quinto dello stipendio, perché non posso essere pagato per due mesi circa della totalità del mio stipendio? e nel frattempo di cosa campo, d'aria?? Sono amareggiato ed in difficoltà. Cosa posso fare? E' lecito questo comportamento? E' proprio vero che per due mesi una persona che non riesce a far fronte ad un debito, debba lavorare senza percepire alcunché? Magari forse questi soldi verranno restituiti dopo il 6 giugno, ma io intanto come faccio a vivere? Aiutatemi a capire, per favore, grazie.
Luca, da Prato (PO)
anzitutto mi complimento del buon servizio che fornite a tutti noi, e vi incoraggio a continuare. Il mio problema è questo: ho contratto un prestito con Findomestic, e per una serie di cause concomitanti, non ho potuto far fronte ai miei impegni, e per diversi mesi non ho pagato quello che dovevo. Ho avuto qualche colloquio telefonico con qualche rappresentante di Findomestic, dicendo appunto che avrei voluto appianare il debito con delle rate mensili se possibile. L'ultimo colloquio l'ho avuto circa un paio di mesi fa con un avvocato rappresentante di Findomestic a cui ho comunicato la mia disponibilità ad erogare rate mensili di importo pari ad euro 250 per cercare di risolvere la questione. Non mi è stato accettato, perché avrei dovuto contestualmente versare una cifra di circa 5000 euro, cifra della quale non dispongo e che non sono riuscito a reperire nonostante abbia chiesto a chiunque potevo chiedere.
Sapevo quindi che mi sarebbe stato pignorato un quinto dello stipendio, anche se in verità io avevo offerto un'erogazione mensile, che poteva anche essere garantita tramite cambiali, superiore al quinto. Arriva la comunicazione al mio datore di lavoro, che mi chiama, un paio di giorni fa, e mi dice che non mi può erogare lo stipendio fino all'udienza, fissata per il 6 giugno, perché così c'è scritto sulla comunicazione del pignoramento a lui pervenuta. Ora, io mi chiedo, se il pignoramento riguarda il quinto dello stipendio, perché non posso essere pagato per due mesi circa della totalità del mio stipendio? e nel frattempo di cosa campo, d'aria?? Sono amareggiato ed in difficoltà. Cosa posso fare? E' lecito questo comportamento? E' proprio vero che per due mesi una persona che non riesce a far fronte ad un debito, debba lavorare senza percepire alcunché? Magari forse questi soldi verranno restituiti dopo il 6 giugno, ma io intanto come faccio a vivere? Aiutatemi a capire, per favore, grazie.
Luca, da Prato (PO)
Risposta ADUC
deve rivolgersi ad un legale, che valuti la comunicazione pervenuta al datore di lavoro e la validita' e oppugnabilita' del provvedimento del giudice che ne e' alla base.
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