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Cara ADUC

Ficonsum: la solita storiella dei vecchi titoli e libretti

3 giugno 2013
Domanda 3 giugno 2013
Leggo la notizia che copio sotto. Posseggo anche io un vecchio titolo di Stato del Regno d'Italia, posso aspirare a qualche pagamento?
PESCARA - Massimo Saccenti, abruzzese residente a Roma, durante alcuni lavori di ristrutturazione della casa paterna a Pescara, ha ritrovato sotto la pavimentazione un involucro contenente alcuni vecchi ricordi di famiglia, tra i quali un certificato di debito pubblico del Regno d’Italia del 1938 del valore nominale di lire 1600 intestato allo zio materno, Pietro Sorbo, deceduto celibe e senza figli.
Il titolo è stato fatto stimare da un consulente contabile Ficonsum (Fondazione Italiana Consumatori) ed è risultato un valore monetario attuale, tra interessi, rivalutazione e capitalizzazione, per circa 75 anni di giacenza nelle casse dello Stato di 980mila euro (calcolo effettuato dal 2 settembre 1938 al 22 maggio 2013).
Saccenti ha conferito mandato all'ufficio legale Ficonsum per agire per il recupero della somma presso la Banca d’Italia ed il Ministero delle Finanze obbligati in solido ad “onorare” tutti i debiti degli Istituti bancari non più esistenti e dei titoli pubblici facenti capo al Regno d’Italia.
La somma una volta liquidata sarà devoluta al 50%, per volere dello stesso Saccenti, ai Comuni maggiormente danneggiati dal terremoto dell’Aquila.
Aaa, da Roma (RM)

Risposta ADUC
Si tratta della solita leggenda metropolitana che si presenta ciclicamente. Il diritto a riscuotere capitale ed interessi di quel titolo è prescritto da "qualche annetto", diciamo. Se non fosse prescritto, inoltre, il beneficiario potrebbe incassare al massimo il capitale di 1600 lire più gli interessi indicati nel titolo, e non certo la stratosferica rivalutazione monetaria che, secondo gli "esperti" che spacciano queste notizie, consentirebbe a tante persone di diventare milionarie.
La notizia, quindi, è uno dei tipici artifici troppo spesso messi adottati anche da avvocati che cercano di farsi pubblicità a buon mercato. A suo tempo, tanto per fare un esempio niente affatto casuale, ci occupammo della bufala dei vecchi libretti di risparmio spacciata dal "famoso" avvocato Giacinto Canzona: http://investire.aduc.it/lettera/libretti+risparmio+antichi_233092.php
Sarebbe anzi ora che chi di dovere (magistratura, ordine degli avvocati) intervenga con seri provvedimenti nei confronti di chi promette guadagni milionari per farsi pubblicità a buon mercato. Anche una maggiore attenzione da parte delle agenzie giornalistiche, che puntualmente cascano in queste trappole, non guasterebbe affatto.
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