Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Fi-Gà offensiva per le donne

1 maggio 2009
Domanda 1 maggio 2009
A seguito della nostra lettera del 15 febbraio e alla conversazione telefonica odierna, vi re-invio la lettera in oggetto, in cui Vi segnalavamo l'esistenza della bibita in oggetto e chiedevamo un Vs. intervento in merito.
Nel caso questo non fosse possibile per qualche strana ragione, gradiremmo avere l'indicazione dell'autorità preposta a farlo.
Inoltre Vi chiediamo comunque di pubblicare sul Vs. sito la ns. segnalazione, completa di intestazione e di altri dettagli.
Nel ringraziarVi anticipatamente, porgo distinti saluti.
Donatella Martini
DonneInQuota
LUXURY IMPORT S.R.L.
Corso Milano, 43 - Padova
e-mail: [email protected]
Ai presidenti del CODACONS
Presidente Nazionale CENTRO
Prof. Avv. Carlo RIENZI
Roma
e-mail:[email protected]
Presidente Nazionale NORD
Avv. Marco DONZELLI
e-mail:[email protected]
Presidente Onorario SUD
Avv. Raffaella D'ANGELO
Salerno
e-mail:[email protected]
ADUC Sede nazionale
50129 Firenze, via Cavour 68
tel. 055.290606, fax 055.2302452
Confindustria
Viale dell'Astronomia, 30 - 00144 ROMA
Dott.ssa Emma Marcegaglia
[email protected]
AIIPA
Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari
Corso di Porta Nuova, 34 - 20121 Milano (MI)
[email protected]
Dott. Cesare Ponti
Dott. Valerio Bordoni
ASSOBIBE
Associazione Italiana tra gli Industriali delle
Bevande Analcooliche
Via Flavio Domiziano, 10 - 00145 Roma (RM)
[email protected]
Dott. Fabrizio Capua
Dott. David Dabiankov Lorini
MINERACQUA
Federazione delle Industrie delle Acque Minerali e
delle Bevande Analcooliche
Via delle Tre Madonne, 12 - 00197 Roma (RM)
[email protected]
Dott. Ettore Fortuna
Al Parlamento Europeo
Commissione per i diritti della donna e
l'uguaglianza di genere
Alla c.a.dott.ssa
Eva-Britt Svensson
DonneInQuota - Associazione culturale - Milano - [email protected] - www.DonneInQuota.org
[email protected]
Ufficio di Rappresentanza
Via 4 Novembre, 149
00149 Roma
Alla Consigliera Delegata alle Politiche di Genere
della Provincia di Milano
Arianna Censi
Corso Monforte 35
20122 Milano
[email protected]
Alla Presidente della Commissione Pari
Opportunità della Regione Lombardia
Rossana Caggiano
Via Fabio Filzi, 22
20124 Milano
[email protected]
[email protected]
[email protected]
E a tutta la commissione
Alla Commissione Pari Opportunità della
Città di Milano
Patrizia Ines Quartieri
E a tutta la Commissione
Piazza della Scala, 2
20100 Milano
[email protected]
All'Unione Donne in Italia
Via dell' Arco di Parma 15
00186 Roma (RM)
[email protected]
[email protected]
[email protected]
E a tutte le Associazioni Donne
Gentili signore/i in indirizzo,
in principio una nuova bevanda a base di fuori di guaranà è stata distribuita nei club sportivi, in quanto bevanda con un effetto tonico che aiuta a prevenire la stanchezza.
Attualmente la bevanda viene distribuita in molte regioni d'Italia presso alcuni locali pubblici.
Troviamo che il nome di questa bevanda,"fi.GÁ" offenda il genere femminile.
Riteniamo che il nome sia non solo offensivo per il genere femminile ma anche portatore di un'immagine della donna, e in particolare del suo corpo e delle sue parti sessuali, equiparabili a merce da consumare. Ma la donna e il suo corpo non sono oggetti consumabili. Troppo spesso siamo state silenziose di fronte ai messaggi che attraverso il DonneInQuota - Associazione culturale - Milano - [email protected] - www.DonneInQuota.org marketing o la comunicazione pubblicitaria veicolano violenza o stereotipi di genere. Ma
adesso diciamo basta.
D'altra parte le reazioni dei consumatori italiani si possono facilmente verificare su youtube:
http://www.youtube.com/watch?v=mj-fn-QLZQ4&feature=related http://www.youtube.com/watch?v=0z3YmEMfPPs&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=ecd6YEp3AJE&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=_3BkenrU5bw&NR=1
http://www.youtube.com/watch?v=e7GRalCVvlM&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=J6PcGYLCs0I&eurl=http://www.izzyweb.it/societa/figa-la-nuova-invitantebevanda-energy-drink/
Inutile dire "che non sappiamo divertirci" se per divertimento un branco di ragazzini quindicenni abusa a turno di una coetanea o un branco di amici violenta una ragazza migrante. No grazie, non vogliamo fare dell'ironia o del divertimento sul corpo delle donne troppo spesso straziato, abusato, ferito.
Per questo ci rivolgiamo:
- a Lei, Onorevole Ministra Carfagna, chiedendoLe esplicitamente che la bevanda
venga commercializzata con un altro nome, che peraltro nulla toglierà al sapore e al
gusto della bibita.
- a Lei, Dottoressa Marcegaglia, in quanto Presidente degli Industriali, chiedendole di intervenire affinché l'azienda che produce questa bibita compia un atto di responsabilità sociale, in un momento in cui da molte parti, Europa in primis, si richiama alla necessità, per favorire l'economia, che le donne entrino a pieno titolo nel mondo del lavoro e vengano raggiunti gli obiettivi auspicati a Lisbona.
- alle Associazioni dei Consumatori, in quanto consumatrici offese e lese nella
propria dignità
- alle Associazioni Femminili, chiedendo che condividano il messaggio e ci aiutino e supportino in questa ennesima battaglia che questa volta va oltre la cultura di genere.
Cordiali saluti.

Risposta ADUC
La ringraziamo della lettera che ci ha inviato per conoscenza e che pubblichiamo su Cara Aduc. L'autorita' preposta eventualmente e' l'Antitrust (clicca qui).
Per quanto ci riguarda, non siamo d'accordo con le sue conclusioni. O meglio, indipendentemente da cio' che suggerisce il nome e la campagna pubblicitaria, crediamo che debbano essere i consumatori a punire l'offesa (ad esempio organizzandosi per non acquistare il prodotto), piuttosto che invocare l'intervento coercitivo e censorio dell'autorita' governativa.
Ci permettiamo anche di far notare, come gia' saprete, che il nome e il marketing di questa bevanda e' solo un piccolissimo, minimo e banale sintomo di un Paese profondamente malato che, a partire dalla politica alla tv, dal mondo del lavoro fino alla salute, umilia le donne.
Una battaglia squisitamente d'immagine di questo genere contro una bibita, ci creda, puo' solo generare pubblicita' per i suoi produttori (ed e' proprio questo forse lo scopo di un nome cosi' ardito).
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