Cara ADUC
Fattura Tim
Domanda
30 maggio 2017
Contestazione fattura n. xxxxxx del 05/=5/2017.
Fatti: sono titolare della linea xxxx fin dal 1965, dimostrabile dagli archivi telefonici, mentre posso dimostrarlo dal marzo 2009 (tramite un estratto conto bancario).
In data 15/07/2016 aderendo alla richiesta fraudolenta di un’operatrice di una società di comparazione tariffe, ho registrato un contratto vocale di migrazione da Tim ad Infostrada, contratto confermato in pari data tramite fax.
Subito dopo, avendo contattato il servizio clienti infostrada al 155, accortomi della frode (l’operatrice aveva assicurato una navigazione ADSL a 20 MG nominali, mentre in infetti era ancora a 7 MG nominali. pur promettendo il Call Center infostrada che sarebbe passata a 20MG, ma senza precisare la data dell'aumento della velocità di navigazione), nello stesso giorno 15/07/2017 ho esercitato il diritto di recesso, ai sensi dell’art.64 D.Lgs 206/05 tramite fax inviati ad entrambi gli operatori interessati e l’indomani, 16/07/2017, ho inviato la raccomandata A.R. a Infostrada, raccomandata ricevuta il 26/07/2017, come si rileva dalla cartolina di ritorno.
In data 22/07/2017, in totale dispregio delle mie comunicazioni via fax, la linea risultava già attivata da Infostrada, dopo appena 6 giorni dalla richiesta di migrazione:che lodevole solerzia!!!!!
Vane sono state le mie lamentele rivolte ad ambedue gli operatori, che non hanno tenuto conto dei fax inviati, come posso provare dai rapporti stampati dal mio fax ed anche dai tabulati telefonici della tim, mi davano risposte evasive, tra le quali quella che avrei potuto inviare un foglio bianco!!!!
Intanto Infostrada mi ha assicurato che il rientro in Tim sarebbe avvenuto quanto prima possibile e non mi avrebbero addebitato alcuna penalità, ma soltanto i costi dei servizi effettivamente fruiti.
Obtorto collo ho dovuto accettare quest’ultima proposta.
Intanto la Tim mi ha fatto pagare il distacco euro 35,18, ignorando completamente tutte le mie comunicazioni in cui sostenevo che il recesso annullava la richiesta di migrazione e tutte le sue conseguenze, e che avevo diritto di ritornare nello status quo ante, cioè di continuare a fruire di tutti i servizi Tim di cui fruivo prima.
Qui sta il nocciolo della questione, la Tim non mi considerava più un cliente e nemmeno un ex cliente, tant’è vero che prima di farmi rientrare mi ha costretto a registrare un nuovo contratto, a cui non è seguito però nessun contratto cartaceo, affermando che era necessario il “verbal order”.
Per farla breve il rientro è avvenuto in Tim il !4/10/2017, ma con cambio del piano tariffario e, cosa più grave, anche del mio numero telefonico.
Senza alcuna mia richiesta, almeno scritta, mi hanno mandato lo Smart modem, che io, previo accordi verbali con un operatore del 187, ho restituito all’indirizzo indicatomi (magazzino di Landriano PV), affidandolo al corriere il 19/10/2017, che lo ha consegnato al destinatario il 24/10/2017, cioè 10 giorni dopo l’attivazione della linea. come risulta dalla bolla di spedizione.
Nonostante ciò la Tim ha continuato a farmi pagare la rata della vendita del modem di euro 3,90 mensili, ignorando completamente ogni mia richiesta di non pagare più le rate e chiedendo il rimborso di quelle già pagate.
Alla fine, stanco delle continue vessazioni, ho chiesto la migrazione verso infostrada, che mi è sembrato il meno peggiore degli unici due gestori di linee telefoniche analogiche, gli altri operatori usano il Voip
La Tim, ”dulcis in fundo” ha emesso una fattura a mio carico di ben 268,14 euro.
Dettaglio dei costi: disattivazione euro 35,18; Addebito smart modem per altre 42 rate residue euro 163,80; annullamento sconto smart voce casa per cessazione anticipata euro 60,00; annullamento sconto di Benvenuto per cessazione anticipata euro 29,90. Tutto ciò mi sembra allucinante, considerato che il mio è stato un rientro per recesso della migrazione e che non ho mai fruito dello smart modem.
A mia volta io chiedo l’indennizzo dovuto per la perdita del mio numero telefonico.
Allego copia della fattura.
Calogero, da Naro (AG)
Fatti: sono titolare della linea xxxx fin dal 1965, dimostrabile dagli archivi telefonici, mentre posso dimostrarlo dal marzo 2009 (tramite un estratto conto bancario).
In data 15/07/2016 aderendo alla richiesta fraudolenta di un’operatrice di una società di comparazione tariffe, ho registrato un contratto vocale di migrazione da Tim ad Infostrada, contratto confermato in pari data tramite fax.
Subito dopo, avendo contattato il servizio clienti infostrada al 155, accortomi della frode (l’operatrice aveva assicurato una navigazione ADSL a 20 MG nominali, mentre in infetti era ancora a 7 MG nominali. pur promettendo il Call Center infostrada che sarebbe passata a 20MG, ma senza precisare la data dell'aumento della velocità di navigazione), nello stesso giorno 15/07/2017 ho esercitato il diritto di recesso, ai sensi dell’art.64 D.Lgs 206/05 tramite fax inviati ad entrambi gli operatori interessati e l’indomani, 16/07/2017, ho inviato la raccomandata A.R. a Infostrada, raccomandata ricevuta il 26/07/2017, come si rileva dalla cartolina di ritorno.
In data 22/07/2017, in totale dispregio delle mie comunicazioni via fax, la linea risultava già attivata da Infostrada, dopo appena 6 giorni dalla richiesta di migrazione:che lodevole solerzia!!!!!
Vane sono state le mie lamentele rivolte ad ambedue gli operatori, che non hanno tenuto conto dei fax inviati, come posso provare dai rapporti stampati dal mio fax ed anche dai tabulati telefonici della tim, mi davano risposte evasive, tra le quali quella che avrei potuto inviare un foglio bianco!!!!
Intanto Infostrada mi ha assicurato che il rientro in Tim sarebbe avvenuto quanto prima possibile e non mi avrebbero addebitato alcuna penalità, ma soltanto i costi dei servizi effettivamente fruiti.
Obtorto collo ho dovuto accettare quest’ultima proposta.
Intanto la Tim mi ha fatto pagare il distacco euro 35,18, ignorando completamente tutte le mie comunicazioni in cui sostenevo che il recesso annullava la richiesta di migrazione e tutte le sue conseguenze, e che avevo diritto di ritornare nello status quo ante, cioè di continuare a fruire di tutti i servizi Tim di cui fruivo prima.
Qui sta il nocciolo della questione, la Tim non mi considerava più un cliente e nemmeno un ex cliente, tant’è vero che prima di farmi rientrare mi ha costretto a registrare un nuovo contratto, a cui non è seguito però nessun contratto cartaceo, affermando che era necessario il “verbal order”.
Per farla breve il rientro è avvenuto in Tim il !4/10/2017, ma con cambio del piano tariffario e, cosa più grave, anche del mio numero telefonico.
Senza alcuna mia richiesta, almeno scritta, mi hanno mandato lo Smart modem, che io, previo accordi verbali con un operatore del 187, ho restituito all’indirizzo indicatomi (magazzino di Landriano PV), affidandolo al corriere il 19/10/2017, che lo ha consegnato al destinatario il 24/10/2017, cioè 10 giorni dopo l’attivazione della linea. come risulta dalla bolla di spedizione.
Nonostante ciò la Tim ha continuato a farmi pagare la rata della vendita del modem di euro 3,90 mensili, ignorando completamente ogni mia richiesta di non pagare più le rate e chiedendo il rimborso di quelle già pagate.
Alla fine, stanco delle continue vessazioni, ho chiesto la migrazione verso infostrada, che mi è sembrato il meno peggiore degli unici due gestori di linee telefoniche analogiche, gli altri operatori usano il Voip
La Tim, ”dulcis in fundo” ha emesso una fattura a mio carico di ben 268,14 euro.
Dettaglio dei costi: disattivazione euro 35,18; Addebito smart modem per altre 42 rate residue euro 163,80; annullamento sconto smart voce casa per cessazione anticipata euro 60,00; annullamento sconto di Benvenuto per cessazione anticipata euro 29,90. Tutto ciò mi sembra allucinante, considerato che il mio è stato un rientro per recesso della migrazione e che non ho mai fruito dello smart modem.
A mia volta io chiedo l’indennizzo dovuto per la perdita del mio numero telefonico.
Allego copia della fattura.
Calogero, da Naro (AG)
Risposta ADUC
per una prossima volta, dovrebbe essere cosi' gentile da usare, per le nostre comunicazioni, solo lo spazio apposito, e usare gli allegati solo per le necessarie documentazioni.
Nello specifico, dovrebbe chiarire con Telecom la sequenza e la logica dei fatti, e dovrebbe farlo in forma ufficiale (raccomandata A/R di messa in mora). Deve rilevare che l'hanno costretta a fare un nuovo contratto (la cui successiva cancellazione le e' stata addebitata come recesso anticipato, da qui gli importi richiesti) per l semplice fatto che non hanno preso atto della sua espressa volonta' del diritto di recesso.
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Per il prosieguo, legga qui:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
Nello specifico, dovrebbe chiarire con Telecom la sequenza e la logica dei fatti, e dovrebbe farlo in forma ufficiale (raccomandata A/R di messa in mora). Deve rilevare che l'hanno costretta a fare un nuovo contratto (la cui successiva cancellazione le e' stata addebitata come recesso anticipato, da qui gli importi richiesti) per l semplice fatto che non hanno preso atto della sua espressa volonta' del diritto di recesso.
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Per il prosieguo, legga qui:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
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