Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Fastweb

26 settembre 2014
Domanda 26 settembre 2014
Cliente Fastweb da ottobre 2013. A marzo 2014 smette di funzionare l'impianto. Internet inesistente, telefonia a singhiozzo. Inizio di un'odissea. Mille segnalazioni al servizio clienti, fax, mail, raccomandate, telefonate (a pagamento) cui rispondono operatori scortesi e incompetenti quasi mai italiani, spesso nordafricani o bulgari o serbi o non so cosa.
Conclusione, blocco il pagamento di una bolletta e il 14 aprile do la disdetta per loro disservizio. E sono costretta a chiedere un nuovo impianto, con i disagi del caso. Mi mandano un sollecito per il pagamento della bolletta bloccata e una fattura per il periodo maggio/luglio (disdetta data ad aprile) dove mi accreditano la quasi totalità dell'importo per servizi non usufruiti. E parte l'ennesima raccomandata nella quale dico che il rimborso doveva coprire la bolletta precedente e che questa non doveva essere proprio emessa in quanto il contratto era stato disdetto. Non sento più nulla fino a ieri,quando mi chiama un servizio di recupero crediti che mi chiede 250 euro di cui 50 per la bolletta che avevo bloccato e 166 per una fattura(che non ho MAI ricevuto) relativa al recesso anticipato dal contratto più varie altre spese. Faccio presente di non avere questa fattura e mi dicono che non possono mandarmela. Faccio presente che non avrei mai dato la disdetta se avessi avuto un impianto funzionante. Non sentono ragioni. Cosa devo fare?
Silvia, da Nepi (VT)

Risposta ADUC
se la disdetta per raccomandata AR e' stata regolarmente ricevuta , lei ha il dovere di pagare il servizio fino al 30° successivo. Non legittimo e' invece ricorrere alla sospensione dei pagamenti sia pure in presenza di disservizi ripetuti: in questo caso, per contestarli si invia una messa in mora al gestore dando il tempo necessario per rimediare, altrimenti addebitando al gestore il risarcimento dei danni subiti (gia' comunicati e meglio se documentati, almeno per quanto riguarda l'ADSL).
Quindi lei, avendo sospeso unilateralmente i pagamenti, si trova nella scomoda condizione di chi da una ragione si e' fatta un torto: ha il dovere di pagare fino alla cessazione del servizio e al contempo probabilmente non ha elementi da rivendicare in sede CORECOM a compensazione. Fino a che non decidera' cosa fare, le consigliamo di ignorare i solleciti non formali della societa' di recupero crediti, attendendo una eventuale loro lettera raccomandata di fronte alla quale dovra' comunque agire.
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