Cara ADUC
Fastweb: rinegoziazione del contratto ed adeguamento delle tariffe
Domanda
30 marzo 2009
Salve,
oggetto della mia mail è la "rinegoziazione" del contratto con Fastweb... e relative sorprese.
Recentemente scopriamo (nella mailbox indicata da Fastweb per comunicazioni economico-amministrative non se ne è mai avuta notizia) che il nostro contratto è rinegoziabile e che, a parità di servizi, spendiamo molto di più rispetto all'attuale listino (promozioni limitate nel tempo escluse).
Aderiamo alla variazione del contratto (via telefono) per ottenere un canone più basso ed adeguamento alle attuali caratteristiche (voce e internet).
Risultato:
1. canone più basso (ma più salato rispetto alle attuali tariffe, promozioni escluse)
2. euro 30 + Iva una tantum per il "passaggio"
3. penale in caso di migrazione ad altro operatore durante i 12 mesi successivi alla rinegoziazione
Va "bene"! A suo tempo abbiamo firmato un contratto, la politica è quella del "prendere o lasciare", spostare numeri telefonici utilizzati per lavoro presso un altro operatore è un'operazione soggetta a rischi e disservizi...
La domanda che Vi pongo è un'altra. A fronte di tutto ciò, secondo Voi è lecito mantenere la tariffazione della chiamate verso i cellulari inchiodata al contratto del lontano 2004?
Noi continuiamo e continueremo a spendere 18 cent. + Iva al minuto contro i 12 + Iva praticati attualmente per quel medesimo piano tariffario (e simile proporzione per lo scatto alla risposta).
Grazie e cordiali saluti
Paolo, da Genova (GE)
oggetto della mia mail è la "rinegoziazione" del contratto con Fastweb... e relative sorprese.
Recentemente scopriamo (nella mailbox indicata da Fastweb per comunicazioni economico-amministrative non se ne è mai avuta notizia) che il nostro contratto è rinegoziabile e che, a parità di servizi, spendiamo molto di più rispetto all'attuale listino (promozioni limitate nel tempo escluse).
Aderiamo alla variazione del contratto (via telefono) per ottenere un canone più basso ed adeguamento alle attuali caratteristiche (voce e internet).
Risultato:
1. canone più basso (ma più salato rispetto alle attuali tariffe, promozioni escluse)
2. euro 30 + Iva una tantum per il "passaggio"
3. penale in caso di migrazione ad altro operatore durante i 12 mesi successivi alla rinegoziazione
Va "bene"! A suo tempo abbiamo firmato un contratto, la politica è quella del "prendere o lasciare", spostare numeri telefonici utilizzati per lavoro presso un altro operatore è un'operazione soggetta a rischi e disservizi...
La domanda che Vi pongo è un'altra. A fronte di tutto ciò, secondo Voi è lecito mantenere la tariffazione della chiamate verso i cellulari inchiodata al contratto del lontano 2004?
Noi continuiamo e continueremo a spendere 18 cent. + Iva al minuto contro i 12 + Iva praticati attualmente per quel medesimo piano tariffario (e simile proporzione per lo scatto alla risposta).
Grazie e cordiali saluti
Paolo, da Genova (GE)
Risposta ADUC
il contratto, fino a decisione delle parti anche separate, e' tale, per cui deve decidere se scinderlo o meno, visto che i "passaggi" sono convenienti fino ad un certo punto. Si ricordi che non c'e' regola contrattuale che tenga di fronte alla legge che, per lo scioglimento di un contratto, prevede che si possa fare tramite raccomandata A/R con un anticipo di almeno 30 giorni e che non devono essere pagate penali ma solo le spese vive di disattivazione previste in contratto.
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