Cara ADUC
Fastweb, disdetta e fatturazione penale
Domanda
17 luglio 2009
Gentilissima ADUC,
mi permetto di scrivervi poichè, come molti altri, ho l'ennesimo problema con Fastweb e vorrei capire, in qualità di consumatore, come comportarmi e quali sono i miei diritti. Di seguito vi illustro il problema, sorto in seguito alla mia disdetta avvenuta circa due mesi fa a mezzo raccomandata. Successivamente, circa un mese fa, mi è stato inviato un sms nel quale mi veniva richiesto, entro 30 giorni, di restituire tutti gli apparati in mio possesso presso un centro Fastweb. Essendo io residente a Milano, ma attualmente domiciliata a Roma, ho contattato il call center 192 193 per ricevere maggiori informazioni sulle modalità di ritiro, poichè mi trovavo impossibilitata ad adempire a questa richiesta entro i termini stabiliti per limiti oggettivi. Oltretutto, all'epoca dell'installazione (anno 2005), i tecnici avevano provveduto a fissare gli apparati alla parete e, purtroppo, in queste circostanze non mi era ed è possibile ingaggiare qualcuno per rimuoverli. L'operatore del call center mi ha rassicurata, dicendomi che non dovevo preoccuparmi, poiché sarei stata contattata direttamente da un tecnico per fissare un appuntamento per la rimozione. In questo modo, avrei potuto provvedere affinchè qualcuno si trovasse in loco nel giorno ed orario pattuito. Mi è stata più volte data conferma che non avrei ricevuto alcuna fattura e che, in ogni caso, non avrei dovuto pagare nulla. Trascorsi circa due mesi e non avendo ricevuto alcuna chiamata da parte di un tecnico, mi sono trovata a ricevere una fattura per l'addebito della penale di importo pari a ¤ 110 (fatt. n°. XXX), oltretutto domiciliata direttamente presso il mio conto corrente. Domiciliazione che, in teoria, avrebbe dovuto cessare al momento della sua disattivazione, ovvero al ricevimento della mia richiesta di disdetta, in quanto non più esistente la mia condizione di "cliente". In ogni caso, in seguito a tutto questo, il mio problema continua a persistere e si è oltretutto aggravato con questo "obbligo" di pagamento (che si sta attuando in questi giorni). Questa mattina ho contattato il callcenter e l'operatrice mi ha detto che ho ricevuto un'informazione errata e che non viene effettuato mai il ritiro presso il cliente e di inoltrare quindi reclamo/richiesta di rimborso al numero di fax dedicato. In quest'ultimo caso, mi chiedo, come può il cliente garantire l'integrità degli apparati che deve lui stesso rimuovere? Nel frattempo, verifico se, per caso, la banca può bloccare il pagamento (anche se dubito, dato che ho preso visione della cosa con molto ritardo). Spero vi sia possibile aiutarmi e vi ringrazio per la disponibilità.
Silvia, da Milano (MI)
mi permetto di scrivervi poichè, come molti altri, ho l'ennesimo problema con Fastweb e vorrei capire, in qualità di consumatore, come comportarmi e quali sono i miei diritti. Di seguito vi illustro il problema, sorto in seguito alla mia disdetta avvenuta circa due mesi fa a mezzo raccomandata. Successivamente, circa un mese fa, mi è stato inviato un sms nel quale mi veniva richiesto, entro 30 giorni, di restituire tutti gli apparati in mio possesso presso un centro Fastweb. Essendo io residente a Milano, ma attualmente domiciliata a Roma, ho contattato il call center 192 193 per ricevere maggiori informazioni sulle modalità di ritiro, poichè mi trovavo impossibilitata ad adempire a questa richiesta entro i termini stabiliti per limiti oggettivi. Oltretutto, all'epoca dell'installazione (anno 2005), i tecnici avevano provveduto a fissare gli apparati alla parete e, purtroppo, in queste circostanze non mi era ed è possibile ingaggiare qualcuno per rimuoverli. L'operatore del call center mi ha rassicurata, dicendomi che non dovevo preoccuparmi, poiché sarei stata contattata direttamente da un tecnico per fissare un appuntamento per la rimozione. In questo modo, avrei potuto provvedere affinchè qualcuno si trovasse in loco nel giorno ed orario pattuito. Mi è stata più volte data conferma che non avrei ricevuto alcuna fattura e che, in ogni caso, non avrei dovuto pagare nulla. Trascorsi circa due mesi e non avendo ricevuto alcuna chiamata da parte di un tecnico, mi sono trovata a ricevere una fattura per l'addebito della penale di importo pari a ¤ 110 (fatt. n°. XXX), oltretutto domiciliata direttamente presso il mio conto corrente. Domiciliazione che, in teoria, avrebbe dovuto cessare al momento della sua disattivazione, ovvero al ricevimento della mia richiesta di disdetta, in quanto non più esistente la mia condizione di "cliente". In ogni caso, in seguito a tutto questo, il mio problema continua a persistere e si è oltretutto aggravato con questo "obbligo" di pagamento (che si sta attuando in questi giorni). Questa mattina ho contattato il callcenter e l'operatrice mi ha detto che ho ricevuto un'informazione errata e che non viene effettuato mai il ritiro presso il cliente e di inoltrare quindi reclamo/richiesta di rimborso al numero di fax dedicato. In quest'ultimo caso, mi chiedo, come può il cliente garantire l'integrità degli apparati che deve lui stesso rimuovere? Nel frattempo, verifico se, per caso, la banca può bloccare il pagamento (anche se dubito, dato che ho preso visione della cosa con molto ritardo). Spero vi sia possibile aiutarmi e vi ringrazio per la disponibilità.
Silvia, da Milano (MI)
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