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Cara ADUC

ETF: differenza tra cedola media ponderata e rendimento da distribuzione

29 gennaio 2020
Domanda 29 gennaio 2020
Mi scuso se la domanda è troppo tecnica. Consideriamo, a titolo di puro esempio, l'ETF IEAG. Nella pagina relativa, sul sito iShares, è riportata una "Cedola media ponderata" al 21/01/2020 pari al 2,10%, mentre il "Rendimento da distribuzione" al 20/01/2020 è pari a 0,77%.
Effettivamente gli ultimi due dividendi semestrali, per singola quota, al lordo di tutto, riportati nella pagina di IEAG di Borsa Italiana, sono 0,4346+0,5361=0,9707 EUR; rispetto a un controvalore di una quota pari a 127 EUR sono lo 0,764%.
Uno è 2,10%, l'altro è 0,77%: perché una differenza cosí grande? Non dovrebbero essere quasi uguali, tolti i costi i gestione del fondo?
Grazie in anticipo!
https://www.ishares.com/it/investitore-privato/it/prodotti/251725/
https://www.borsaitaliana.it/borsa/etf/scheda/IE00B3DKXQ41.html?lang=it
Marco, dalla provincia di CR

Risposta ADUC
sono due dati diversi.
Sarebbero identici se il valore delle obbligazioni in cui investe l'etf non variassero di prezzo.
Infatti la cedola media ponderata è calcolata sul valore nominale delle obbligazioni, mentre se lei rapporta le cedole medie al controvalore della quota ottiene il rendimento effettivo che rappresenta appunto il rendimento che realmente ottiene acquistando le quote del fondo al prezzo di 127 euro ed incassando i dividendi indicati.
Nel caso specifico questo dato, in percentuale, è molto inferiore al tasso medio cedolare perché il prezzo delle obbligazioni è aumentato moltissimo nel corso degli ultimi anni a causa del calo dei tassi.
Inoltre il prezzo è aumentato molto anche per effeto della duration (durata media finanziaria) dell'etf in questione che è superiore a 7 anni.
Per comprendere meglio il concetto prendiamo ad esempio un BTP a 10 anni e supponiamo di acquistarlo all'emissione al prezzo pari a 100, supponiamo anche che paghi una cedola del 5%. Se manteniamo il titolo fino a scadenza avremo che il rendimento effettivo del titolo a scadenza (TRES) coincide con il 5% della cedola.
Per semplicità immaginiamo che il giorno dopo il tasso di interesse sul mercato passi al 2,5% (per esempio per effetto di una forte riduzione dello spread BTP/Bund) il prezzo del Btp non può più essere 100.
Infatti sul mercato adesso il tasso per un BTP a 10 anni è il 2,5% e se voglio vendere il mio titolo che paga una cedola del 5% per fare in modo che l'acquirente ottenga proprio il tasso di mercato ed io rinunci ad un titolo che paga una cedola doppia, devo semplicemente vendere il titolo al doppio del prezzo. Infatti se faccio il rapporto fra 5 che è la cedola del mio btp e 200 che è il prezzo a cui venderei il mio titolo fa esattamente 2,5%.
Vediamo quindi che il rendimento cedolare è 5% ma quello effettivo è il 2,5%.
Questo effetto è tanto maggiore quanto più lunga è la durata vita residua del titolo. Ecco perché quando i tassi di interesse sono ai minimi acquistare obbligazioni con durate molto lunghe può essere molto rischioso se non si conoscono queste dinamiche.
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Ha risposto Roberto Cappiello: https://www.aduc.it/info/cappiello.php
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