Cara ADUC
Estratto conto con quotazione sbagliata
Domanda
4 marzo 2004
Cara Aduc vorrei un chiarimento in merito alla seguente vicenda: mia madre cliente di Cassa di Risparmio di Firenze compro' a giugno del 2001 delle obbligazioni CRF 2001/2008 a tasso variabile, durante tutti questi anni non e' mai stato possibile venderle perche' tutte le volte che ci siamo informati avremmo portato a casa sempre una perdita.
Ieri controllando l'estratto del deposito titoli al 31/12/2003 di mia madre ho notato che accanto all'indicazione della denominazione del titolo suddetto del suo valore nominale e del rateo c'era l'indicazione "CORSO" pari a 100. Le mie reminescenze di studi ragionieristici mi hanno fatto accendere una lampadina, vuoi vedere che stavolta ce la facciamo a venderle senza rimetterci niente.
Stamani con mia madre ci siamo recati alla Cassa di Risparmio di Firenze e la consulente di turno di fronte alla mia richiesta di rivenderle senza rimetterci niente, le ho fatto notare che il "corso" e' a 100, non sapeva cosa risponderci, ha dovuto fare due telefonate, era in difficolta', poi ci ha detto che non sarebbe stato possibile, perche' l'indicazione contenuta nell'estratto non era esatta, oggi l'avrei vendute a 96, 00 con una rimessa del 4%.
Mi chiedo: l'estratto del deposito titoli e' un documento ufficiale? penso di si.. ci si paga anche i bolli allo stato. Allora come puo' una banca mettere un corso pari a 100 e poi dopo qualche giorno dire che l'indicazione fornita su un documento ufficiale non e' corretta, potrei far valere i miei diritti in qualche modo o alle banche e' permesso scrivere tutto e poi smentirlo dopo qualche giorno.
Aspetto la risposta ed intanto vi ringrazio.
Giorgio, da Firenze
Ieri controllando l'estratto del deposito titoli al 31/12/2003 di mia madre ho notato che accanto all'indicazione della denominazione del titolo suddetto del suo valore nominale e del rateo c'era l'indicazione "CORSO" pari a 100. Le mie reminescenze di studi ragionieristici mi hanno fatto accendere una lampadina, vuoi vedere che stavolta ce la facciamo a venderle senza rimetterci niente.
Stamani con mia madre ci siamo recati alla Cassa di Risparmio di Firenze e la consulente di turno di fronte alla mia richiesta di rivenderle senza rimetterci niente, le ho fatto notare che il "corso" e' a 100, non sapeva cosa risponderci, ha dovuto fare due telefonate, era in difficolta', poi ci ha detto che non sarebbe stato possibile, perche' l'indicazione contenuta nell'estratto non era esatta, oggi l'avrei vendute a 96, 00 con una rimessa del 4%.
Mi chiedo: l'estratto del deposito titoli e' un documento ufficiale? penso di si.. ci si paga anche i bolli allo stato. Allora come puo' una banca mettere un corso pari a 100 e poi dopo qualche giorno dire che l'indicazione fornita su un documento ufficiale non e' corretta, potrei far valere i miei diritti in qualche modo o alle banche e' permesso scrivere tutto e poi smentirlo dopo qualche giorno.
Aspetto la risposta ed intanto vi ringrazio.
Giorgio, da Firenze
Risposta ADUC
E' prassi comune, nelle banche, indicare il valore di emissione (quasi sempre 100) per evitare che i clienti si accorgano che l'obbligazione da esse stesse emesse e tanto suggerita dall'impiegato si trova al di sotto
del prezzo di acquisto. L'indicazione del prezzo corrente di mercato non costituisce un elemento obbligatorio dell'estratto conto, ed infatti numerosi intermediari non la riportano. Aver riportato un prezzo sbagliato, anche se in un dato non obbligatorio, certamente costituisce una negligenza. E' difficile, pero', impostare una richiesta di risarcimento solo in base ad essa, tanto piu' che la quotazione del titolo puo' variare di giorno in giorno. Si puo', invece, segnalare l'accaduto alla Consob ed alla Banca d'Italia per la chiara violazione del principio di trasparenza.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
clicca qui
del prezzo di acquisto. L'indicazione del prezzo corrente di mercato non costituisce un elemento obbligatorio dell'estratto conto, ed infatti numerosi intermediari non la riportano. Aver riportato un prezzo sbagliato, anche se in un dato non obbligatorio, certamente costituisce una negligenza. E' difficile, pero', impostare una richiesta di risarcimento solo in base ad essa, tanto piu' che la quotazione del titolo puo' variare di giorno in giorno. Si puo', invece, segnalare l'accaduto alla Consob ed alla Banca d'Italia per la chiara violazione del principio di trasparenza.
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