Cara ADUC
Esposto-denuncia sull'eutanasia clandestina: cosa ne pensate?
Domanda
4 dicembre 2006
Vi rimetto quanto mi è stato inviato dall'Ordine dei Medici di Roma im risposta alla mia Denuncia-Esposto contro l'Eutanasia Clandestina inviata da me con Racc. Ricev. Ritorno il 6/11 c. a. Avevo parlato anche con uno dei Cosiglieri dell'Ordine che mi aveva assicurato una convocazione che ancora tarda a venire. Porto questa risposta alla Vs. attenzione e vi sarei grato di una Vs. Valutazione. Grazie dell'Attenzione.
Luciano, da Roma
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Facendo seguito alla corrispondenza pervenuta in merito al tema dell'Eutanasia, da Lei esaminato anche nel libro "De Eutanasia, lettera aperta di un laico ai laici", l'Ordine di Roma, considerata la rilevanza che tale questione riveste a livello nazionale sia dal punto di vista etico che sociale, ritiene che tale problematica debba essere affrontata dalla Federazione, all'esame della quale, in questi giorni, è la revisione del Codice Deontologico. Ad ogni buon fine, con l'intento di fornire ulteriori elementi, si riporta di seguito uno stralcio della dichiarazione della Commissione Nazionale di Bioetica:
"In sintesi, il CNB, riconfermata la legittimità delle dichiarazioni anticipate, ritiene che esse abbiano valenza bioetica quando:
- abbiano carattere pubblico, cioè siano fornite di data, redatte in forma scritta e mai orale, da soggetti maggiorenni capaci di intendere e di volere, informati, autonomi e non sottoposti ad alcuna pressione familiare, sociale o ambientale. Non contengano finalità eutanasiche. In ogni caso il medico non può essere costretto a fare nulla che contrasti con la sua scienza e la sua coscienza.
- siano auspicabilmente compilate con l'assistenza di un medico, che può controfirmarle.
- siano tali da garantire la massima personalizzazione della volontà del futuro paziente, non consistano nella mera sottoscrizione di moduli o stampati, siano redatte in maniera non generica, in modo tale da non lasciare equivoci sul loro contenuto e da chiarire quanto è più possibile le situazioni cliniche nelle quali devono poi essere prese in considerazione. Tali salvaguardie evitano che la cultura del Testamento di vita faccia esclusivo riferimento ad una condizione contrattualistica, in cui colui che fissa le condizioni è il padrone del suo bene (vita-salute) di cui vuole disporre in senso proprietario ed il medico è l'esecutore tecnico della altrui volontà, privo di facoltà di discernimento. L'atto medico è invece un incontro di persone libere, caratterizzate ciascuna, da una propria personalità ed una pari dignità morale, che collaborano anche allorché uno dei due non può più partecipare direttamente al dialogo." Per quanto riguarda "l'esposto-denuncia" la Lei inoltrato in data 16 ottobre 2006, Le comunico che Don Verzè non risulta essere iscritto a questo Ordine. Distinti saluti.
Luciano, da Roma
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Facendo seguito alla corrispondenza pervenuta in merito al tema dell'Eutanasia, da Lei esaminato anche nel libro "De Eutanasia, lettera aperta di un laico ai laici", l'Ordine di Roma, considerata la rilevanza che tale questione riveste a livello nazionale sia dal punto di vista etico che sociale, ritiene che tale problematica debba essere affrontata dalla Federazione, all'esame della quale, in questi giorni, è la revisione del Codice Deontologico. Ad ogni buon fine, con l'intento di fornire ulteriori elementi, si riporta di seguito uno stralcio della dichiarazione della Commissione Nazionale di Bioetica:
"In sintesi, il CNB, riconfermata la legittimità delle dichiarazioni anticipate, ritiene che esse abbiano valenza bioetica quando:
- abbiano carattere pubblico, cioè siano fornite di data, redatte in forma scritta e mai orale, da soggetti maggiorenni capaci di intendere e di volere, informati, autonomi e non sottoposti ad alcuna pressione familiare, sociale o ambientale. Non contengano finalità eutanasiche. In ogni caso il medico non può essere costretto a fare nulla che contrasti con la sua scienza e la sua coscienza.
- siano auspicabilmente compilate con l'assistenza di un medico, che può controfirmarle.
- siano tali da garantire la massima personalizzazione della volontà del futuro paziente, non consistano nella mera sottoscrizione di moduli o stampati, siano redatte in maniera non generica, in modo tale da non lasciare equivoci sul loro contenuto e da chiarire quanto è più possibile le situazioni cliniche nelle quali devono poi essere prese in considerazione. Tali salvaguardie evitano che la cultura del Testamento di vita faccia esclusivo riferimento ad una condizione contrattualistica, in cui colui che fissa le condizioni è il padrone del suo bene (vita-salute) di cui vuole disporre in senso proprietario ed il medico è l'esecutore tecnico della altrui volontà, privo di facoltà di discernimento. L'atto medico è invece un incontro di persone libere, caratterizzate ciascuna, da una propria personalità ed una pari dignità morale, che collaborano anche allorché uno dei due non può più partecipare direttamente al dialogo." Per quanto riguarda "l'esposto-denuncia" la Lei inoltrato in data 16 ottobre 2006, Le comunico che Don Verzè non risulta essere iscritto a questo Ordine. Distinti saluti.
Risposta ADUC
Abbiamo pubblicato integralmente la risposta dell'Ordine dei Medici al suo esposto-denuncia: clicca qui
Nel merito, riteniamo che la lettera dell'Ordine sia una -purtroppo prevedibile- non-risposta.
Per quanto riguarda i punti citati del documento del Cnb, noi non riteniamo che le cosiddette "finalita' eutanasiche" debbano poter far parte del testamento biologico, in quanto un paziente deve essere libero di poter decidere liberamente sul proprio corpo e sulla propria vita. Siamo d'accordo sugli altri punti: naturalmente il testamento deve essere scritto da persona adulta e capace; bene il coinvolgimento di un medico nella scrittura del testamento, basta che questo non diventi un obbligo di legge per dare validita' alle dichiarazioni; bene anche che il testo sia il piu' completo e meno schematico possibile, proprio per non creare ambiguita' (anche qua, comunque, vorremmo che non ci fosse un obbligo di legge sulla forma del testamento).
Infine, siamo d'accordo che un medico possa astenersi dal seguire le indicazioni del paziente quando si richiedono prestazioni eutanasiche. Questo pero' non significa che il medico che obietta possa imporre le proprie valutazioni etiche e mediche, che incidono non gia' sul suo corpo ma su quello del malato. Questi dovra' farsi da parte e lasciare il campo a quei medici che sono in grado di eseguire le volonta' del paziente. In altre parole, il testamento biologico deve essere vincolante, a prescindere dal medico che si fara' carico di seguire il medico.
Nel merito, riteniamo che la lettera dell'Ordine sia una -purtroppo prevedibile- non-risposta.
Per quanto riguarda i punti citati del documento del Cnb, noi non riteniamo che le cosiddette "finalita' eutanasiche" debbano poter far parte del testamento biologico, in quanto un paziente deve essere libero di poter decidere liberamente sul proprio corpo e sulla propria vita. Siamo d'accordo sugli altri punti: naturalmente il testamento deve essere scritto da persona adulta e capace; bene il coinvolgimento di un medico nella scrittura del testamento, basta che questo non diventi un obbligo di legge per dare validita' alle dichiarazioni; bene anche che il testo sia il piu' completo e meno schematico possibile, proprio per non creare ambiguita' (anche qua, comunque, vorremmo che non ci fosse un obbligo di legge sulla forma del testamento).
Infine, siamo d'accordo che un medico possa astenersi dal seguire le indicazioni del paziente quando si richiedono prestazioni eutanasiche. Questo pero' non significa che il medico che obietta possa imporre le proprie valutazioni etiche e mediche, che incidono non gia' sul suo corpo ma su quello del malato. Questi dovra' farsi da parte e lasciare il campo a quei medici che sono in grado di eseguire le volonta' del paziente. In altre parole, il testamento biologico deve essere vincolante, a prescindere dal medico che si fara' carico di seguire il medico.
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