Cara ADUC
Esenzione bollo auto ex legge 39/2003
Domanda
11 agosto 2009
Gentile ADUC, nel 2003 ho acquistato una auto con esenzione del pagamento bollo per tre anni 2003,2004,2005 (Legge 14 marzo 2003 n. 39).
La GEC Gestione Esazioni Convenzionate per regione Piemonte, ogni anno mi invia una raccomandata con la quale vengo avvisato del mancato pagamento dei bolli 2004 e 2005 e pertanto di provvedere o spiegare loro perché non ho ancora pagato (il 2003 è stato pagato dal concessionario in attesa del decreto correttivo S.C. a parziale sanatoria per le auto immatricolate dal 1° al 12 gennaio 2003, non coperte dal D.L. 13 gennaio 2003 n. 2). Naturalmente ho spiegato loro perché non ho pagato, inviandogli anche copia della legge. Non è bastato. Quindi Il 13/11/2007 su mia richiesta, previo pagamento di 15 euro per il servizio, l'Ufficio Provinciale ACI di Cuneo effettua un controllo sulla targa dell'auto in questione e accerta che sussistono i requisiti di cui alla legge in oggetto. Mi viene rilasciato un documento ACI - Protocollo uscita xxxxxx dove è scritto che per "un'anomalia del flusso procedurale e organizzativo" la targa dell'auto non è stata inserita negli elenchi trasmessi a suo tempo dall'ACI al Ministero dell'Economia e delle Finanze per l'esenzione dal pagamento della tassa Automobilistica per gli anni 2003, 2004, 2005. Scusandosi per l'accaduto, mi scrivono, sempre nel documento, che provvederanno alla comunicazione al citato Ministero al fine dell'aggiornamento dell'Archivio Nazionale Tasse Automobilistiche e del relativo Archivio Regionale.
Ho spedito alla GEC ben tre raccomandate e un Fax con copia del documento rilasciato all'ACI. Tutto inutile, i primi di agosto c.a. ricevo tramite ennesima raccomandata della GEC una ingiunzione di pagamento per il bollo 2004 più sanzioni e interessi (Euro 207,94,) con intimazione, dopo 60 giorni dal ricevimento, di riscossione coattiva, con espropriazione forzata senza ulteriore avviso, firmata dall'Ufficiale di riscossione e il presidente e legale rappresentante. Cosa posso fare, che non sia pagare ciò che non devo? Grazie
Natalino, da Piobesi D'alba (CN)
La GEC Gestione Esazioni Convenzionate per regione Piemonte, ogni anno mi invia una raccomandata con la quale vengo avvisato del mancato pagamento dei bolli 2004 e 2005 e pertanto di provvedere o spiegare loro perché non ho ancora pagato (il 2003 è stato pagato dal concessionario in attesa del decreto correttivo S.C. a parziale sanatoria per le auto immatricolate dal 1° al 12 gennaio 2003, non coperte dal D.L. 13 gennaio 2003 n. 2). Naturalmente ho spiegato loro perché non ho pagato, inviandogli anche copia della legge. Non è bastato. Quindi Il 13/11/2007 su mia richiesta, previo pagamento di 15 euro per il servizio, l'Ufficio Provinciale ACI di Cuneo effettua un controllo sulla targa dell'auto in questione e accerta che sussistono i requisiti di cui alla legge in oggetto. Mi viene rilasciato un documento ACI - Protocollo uscita xxxxxx dove è scritto che per "un'anomalia del flusso procedurale e organizzativo" la targa dell'auto non è stata inserita negli elenchi trasmessi a suo tempo dall'ACI al Ministero dell'Economia e delle Finanze per l'esenzione dal pagamento della tassa Automobilistica per gli anni 2003, 2004, 2005. Scusandosi per l'accaduto, mi scrivono, sempre nel documento, che provvederanno alla comunicazione al citato Ministero al fine dell'aggiornamento dell'Archivio Nazionale Tasse Automobilistiche e del relativo Archivio Regionale.
Ho spedito alla GEC ben tre raccomandate e un Fax con copia del documento rilasciato all'ACI. Tutto inutile, i primi di agosto c.a. ricevo tramite ennesima raccomandata della GEC una ingiunzione di pagamento per il bollo 2004 più sanzioni e interessi (Euro 207,94,) con intimazione, dopo 60 giorni dal ricevimento, di riscossione coattiva, con espropriazione forzata senza ulteriore avviso, firmata dall'Ufficiale di riscossione e il presidente e legale rappresentante. Cosa posso fare, che non sia pagare ciò che non devo? Grazie
Natalino, da Piobesi D'alba (CN)
Risposta ADUC
sarebbe l'ora di fare un ricorso vero e proprio, visto che i suoi numerosi tentativi di risolvere la questione "amichevolmente" non sono andati a buon fine. Presumiamo, dall'ultimo atto che dice di aver ricevuto, che debba procedere in commissione provinciale tributaria. Controlli, sull'atto stesso dovrebbe trovare delucidazioni sulle modalita' di ricorso.
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