Cara ADUC
Enelgas spese accertamento impianto
Domanda
22 gennaio 2009
Il mio problema è questo. Nella sezione "varie" dell'ultima fattura Enel Gas ho notato la dicitura "accertamento del. 40/04 (impedito)" con relativo addebito di ¤ 40+IVA. Ho chiamato tre volte il call-center ricevendo non 1 risposta certa ma ben 3 "ipotesi" diverse:
1) i 40 euro vengono addebitati perché FORSE il tecnico è dovuto tornare una seconda volta dopo che il primo appuntamento non è stato da me rispettato;
2) fino all'anno scorso le società distributrici potevano scegliere se addebitare o meno all'utente i 40 euro per diritto di accertamento dell'impianto mentre ora sono obbligate per legge a farlo proprio in base alla "delibera 40/04" indicata in fattura;
3) i 40 euro vanno pagati perché l'utente (cioè io) non ha permesso il normale accertamento di idoneità dell'impianto non avendo spedito la necessaria documentazione.
Io so bene di non aver mancato il primo appuntamento fissato con un loro tecnico e ricordo anche che, dopo aver inviato i documenti, fui sollecitata dal call-center Enel ad effettuare la spedizione ma, dopo aver risposto di aver già provveduto, mi fu detto di non preoccuparmi perché era tutto a posto.
Purtroppo la documentazione, completa di certificazione di idoneità del mio impianto firmato dall'idraulico e di copia del documento d'identità, fu spedita con posta semplice sia perché un operatore telefonico raccomandò di non procedere all'inoltro con raccomandata A/R (come da me proposto!), sia perché quanto scritto nel rettangolino in alto a destra della busta già predisposta dall'Enel per l'invio della documentazione (non poteva essere utilizzata altro tipo di busta) suggeriva di procedere in tal senso. Leggendo una seconda volta la fattura trovo anche scritto che "l'impianto è stato attivato senza che il distributore abbia potuto accertare la documentazione di legge. Di ciò è stato informato il suo Comune che potrebbe effettuare un sopralluogo per la verifica diretta del suo impianto con un costo a suo carico di ¤ 60.00". Controllando nel sito internet dell'Authority per il gas e l'energia elettrica verifico che tale segnalazione all'utente ed al Comune è stabilita proprio dagli artt. 8 e 11 della delibera 40/04. Nella delibera è stabilito anche un compenso a favore del distributore del gas di ¤ 40.00 per accertamento di idoneità dell'impianto che, nel caso in cui la verifica non vada a buon fine, viene classificato come "impedito" (ecco spiegata la dicitura tra parentesi indicata in fattura). Ora chiedo come posso muovermi per limitare i danni. Non sarebbe stato mio diritto ricevere da Enel Gas una "tempestiva" comunicazione scritta prima che procedesse a classificare l'accertamento del mio impianto come "impedito" sostenendo il mancato reperimento della documentazione che io invece ho spedito e che ora dopo due anni Enel gas si accorge di non aver ricevuto? Posso chiedere ad Enel Gas che revochi la segnalazione al Comune dove risiedo per evitare ulteriore aggravio di spese? Ringrazio anticipatamente per la risposta.
Iole, da Arrone (TR)
1) i 40 euro vengono addebitati perché FORSE il tecnico è dovuto tornare una seconda volta dopo che il primo appuntamento non è stato da me rispettato;
2) fino all'anno scorso le società distributrici potevano scegliere se addebitare o meno all'utente i 40 euro per diritto di accertamento dell'impianto mentre ora sono obbligate per legge a farlo proprio in base alla "delibera 40/04" indicata in fattura;
3) i 40 euro vanno pagati perché l'utente (cioè io) non ha permesso il normale accertamento di idoneità dell'impianto non avendo spedito la necessaria documentazione.
Io so bene di non aver mancato il primo appuntamento fissato con un loro tecnico e ricordo anche che, dopo aver inviato i documenti, fui sollecitata dal call-center Enel ad effettuare la spedizione ma, dopo aver risposto di aver già provveduto, mi fu detto di non preoccuparmi perché era tutto a posto.
Purtroppo la documentazione, completa di certificazione di idoneità del mio impianto firmato dall'idraulico e di copia del documento d'identità, fu spedita con posta semplice sia perché un operatore telefonico raccomandò di non procedere all'inoltro con raccomandata A/R (come da me proposto!), sia perché quanto scritto nel rettangolino in alto a destra della busta già predisposta dall'Enel per l'invio della documentazione (non poteva essere utilizzata altro tipo di busta) suggeriva di procedere in tal senso. Leggendo una seconda volta la fattura trovo anche scritto che "l'impianto è stato attivato senza che il distributore abbia potuto accertare la documentazione di legge. Di ciò è stato informato il suo Comune che potrebbe effettuare un sopralluogo per la verifica diretta del suo impianto con un costo a suo carico di ¤ 60.00". Controllando nel sito internet dell'Authority per il gas e l'energia elettrica verifico che tale segnalazione all'utente ed al Comune è stabilita proprio dagli artt. 8 e 11 della delibera 40/04. Nella delibera è stabilito anche un compenso a favore del distributore del gas di ¤ 40.00 per accertamento di idoneità dell'impianto che, nel caso in cui la verifica non vada a buon fine, viene classificato come "impedito" (ecco spiegata la dicitura tra parentesi indicata in fattura). Ora chiedo come posso muovermi per limitare i danni. Non sarebbe stato mio diritto ricevere da Enel Gas una "tempestiva" comunicazione scritta prima che procedesse a classificare l'accertamento del mio impianto come "impedito" sostenendo il mancato reperimento della documentazione che io invece ho spedito e che ora dopo due anni Enel gas si accorge di non aver ricevuto? Posso chiedere ad Enel Gas che revochi la segnalazione al Comune dove risiedo per evitare ulteriore aggravio di spese? Ringrazio anticipatamente per la risposta.
Iole, da Arrone (TR)
Risposta ADUC
crediamo di no, perche' lei non e' in grado di dimostrare di aver inviato i documenti richiesti. Avrebbe dovuto fare la spedizione tramite raccomandata A/R, anche se al call center le dicevano il contrario.... proprio per eventualita' come queste....
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