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Cara ADUC

ENEL per un riallaccio di una fornitura preesistente una richiesta dell'Ente, ritenuta ingiusta.

23 giugno 2008
Domanda 23 giugno 2008
E' giusto che l'ENEL chieda il corrispettivo di allacciamento, con riferimento della distanza dalla cabina, per un riallaccio di una fornitura preesistente? A settembre del 2007 mio figlio, essendosi trasferito, per casa sua ha chiesto all'Enel la fornitura di energia per uso residenziale. L'Enel, nell'evadere la richiesta, dopo aver effettuato una verifica con personale intervenuto sul posto, ha inconfutabilmente accertato che l'abitazione, in passato, era stata fornita di energia elettrica (basetta del contatore, vecchio impianto e cablaggio Enel che dall'esterno arrivava sino al contatore). L'Enel, successivamente, ha fatto pervenire un preventivo per "nuovo allaccio" dove chiede la somma di euro 185,65 per corrispettivo allacciamento importo determinato dalla distanza dalla cabina (mt.50). In data successiva siamo riusciti a ritrovare l'originale della richiesta di cessazione di utenza fatta dal precedente usuario dell'abitazione, deceduto, il quale nel lasciare l'abitazione perché doveva essere destinataria di importanti lavori di ristrutturazione, avanzò la richiesta di cessazione utenza, anche perché il contatore si trovava all'interno dell'abitazione in una parte che doveva essere interessata ai suddetti lavori. Purtroppo negli Uffici del " Punto Enel" di Agrigento, dalle verifiche presso i loro terminali, ci dicono che non riescono a trovare traccia ne' di questa pratica ne del vecchio titolare fruitore del servizio, nonostante, come detto, mio figlio è in possesso dell'originale della richiesta di cessazione utenza (RC3) dove, purtroppo non è ben leggibile (si tratta di un documento verdino in carta copiativa dell'84) il numero di presa. Asseriscono che per il riallaccio mio figlio dovrebbe pagare questi 185 euro imputati ai costi di distanza dalla cabina Enel pubblica più vicina, come se fosse un allaccio ex nuovo, in aggiunta alle altre spese di rito per l'allaccio. Qualcuno può aiutarmi in merito, atteso che appare non percorribile la strada di chiarire con le signorine addette al call center Enel questa situazione? E' possibile che i consumatori devono pagare, sempre e senza discutere, quello che viene richiesto dall'Ente erogatore. E' forse colpa di mio figlio se non trovano la pratica di cessazione al computer? E' forse colpa di mio figlio se dalla copia originale della richiesta di cessazione dell'84 non riescono a leggere tutte le cifre del numero di presa, seppure possono rilevare tutti gli altri dati comprese le generalità del vecchio utente e le coordinate dell'abitazione (via e nr. Civico) che tra l'altro non trattasi di un condominio? Mio figlio, no potendo affrontare questa spesa ed essendosi anche impuntato a non voler subire questa ingiustizia, attualmente fruisce la casa a lume di candela e con mezzi di fortuna quale un piccolo gruppo elettrogeno. Gradirei avere una competente risposta. Ringrazio anticipatamente.
Michele, da Agrigento (AG)

Risposta ADUC
crediamo che l'Enel abbia ragione e lei torto, perche' non si tratta di un subentro, quindi un contratto che continua cambiando solo l'intestazione, ma di un contratto completamente nuovo in quanto l'utenza precedente e' stata cessata. Certamente ci sono alcune parti tecniche che "facilitano" il nuovo attacco per il nuovo contratto, ma sono parti di proprieta' dell'Enel che ne dispone come ritiene piu' opportuno... e le loro condizioni di contratto in merito non danno adito a fraintendimenti.
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