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Cara ADUC

Enel ci lascia senza corrente!

31 luglio 2008
Domanda 31 luglio 2008
«L'ENERGIA CHE TI ASCOLTA»
L'inizio di questa storia è come quello di mille altre normali storie: il 7 giugno 2007 presentiamo la richiesta a Enel per un nuovo allaccio di quella che diventerà la nostra abitazione principale in Località Fontane a Gerola Alta, all'interno del Parco delle Orobie Valtellinesi. Ci arriva un preventivo di ¤ 487,69 che rispediamo firmato il 21 giugno.
Il 23 giugno ci arriva il perfezionamento del contratto che noi rispediamo firmato insieme ai documenti richiesti. Fin qui tutto normale, l'energia ci sente bene.
A questo punto, però, segue una lunga parentesi di silenzio fino al 16 agosto 2007, quando noi mandiamo un fax a Enel per velocizzare la nostra pratica di allacciamento, in quanto risultiamo residenti in Località Fontane dal 14 agosto.
Siccome l'energia «ti ascolta», con incredibile tempismo il 21 agosto, solo 5 giorni dopo, ci perviene un nuovo contratto per allaccio abitazione NON residente di ¤ 12.299,99.
Va da sé che questo contratto resta in bianco. Ma il precedente, firmato da entrambe le parti, che fine ha fatto?
Però c'è qualcosa che non quadra: noi siamo effettivamente residenti in Località Fontane. Perché ci è arrivato un contratto da NON residenti?
Enel che nel frattempo è diventata un po' dura d'orecchi ci sorprende il 13 febbraio 2008 con l'invio di un preventivo di nuovo allaccio abitazione residente. Colpo di scena: la cifra adesso è lievitata ancora, si tratta di ¤ 17.594,11. Ci guardiamo bene dal firmare anche questo contratto e diamo il via alla girandola di appuntamenti, spiegazioni, telefonate, regolamenti negati, pic-nic davanti alla sede Enel di Fusine. Tutto inutile. Intanto noi sverniamo senza la corrente elettrica nella nostra unica abitazione.
Spulciando la Gazzetta Ufficiale, nelle lunghe sere invernali a lume di candela, ci sembra proprio che il preventivo corretto sia il primo: quello di giugno 2007. Visto che l'energia ha ormai bisogno dell'apparecchio acustico decidiamo di rivolgerci ad un legale, il quale fa riferimento al primo preventivo firmato da entrambe le parti e sollecita l'allaccio.
Enel comincia a sentirci di nuovo e a seguito delle lettere del nostro legale ci spedisce un nuovo contratto, datato 25 marzo 2008, per un nuovo allaccio abitazione residente di ¤ 541,63.
Nelle comuni intenzioni, questo contratto sostituisce il primo ed evita una causa legale che sembrava avvicinarsi precipitosamente.
Il 7 aprile inviamo l'accettazione del contratto, ma dobbiamo attendere fino al 12 maggio per l'arrivo del perfezionamento (il totale delle spese a nostro carico è stabilito in ¤ 516,33) che noi accettiamo, fiduciosi di avere la corrente elettrica entro l'inverno, che altrimenti sarebbe il secondo a lume di candela.
Il 5 giugno 2008 è una data cruciale: Enel è in possesso delle autorizzazioni necessarie per avviare i lavori del nostro allaccio: l'autorizzazione del Parco delle Orobie Valtellinesi con la prescrizione di interrare l'intera linea e il successivo nulla osta del Comune di Gerola Alta. L'avventura dovrebbe essere giunta al termine.
Ma. il 25 giugno c'è una sorpresa: Enel scrive al Parco facendo presente che preferisce la linea aerea piuttosto di quella interrata. Dov'è la famosa attenzione per il territorio? Evidentemente l'ambiente parla a voce troppo bassa e l'energia non riesce a sentirlo. I privati interessati al passaggio della linea elettrica, il Comune ed il Parco sono tutti d'accordo sull'interramento ma, a quanto pare, manca una normativa che possa imporlo al gestore elettrico, il quale può presentare progetti all'infinito finché il Parco non gliene approva uno.
Ma allora si ricomincia daccapo? E senza corrente chi ci rimane?
Paolo E Carlotta, da Gerola Alta (SO)

Risposta ADUC
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