Cara ADUC
Distacco del citofono per colpa del proprietario
Domanda
27 luglio 2018
Nel 2007 entro in un appartamento a cui si accedeva liberamente anche se il piazzale antistante il portone e il cancello è di pertinenza dei proprietari di alcune villette vicine.
Circa 5-6 anni dopo i proprietari delle villette decidono di mettere un cancello elettrico e i citofoni all'entrata del piazzale. Il mio padrone di casa prima si oppone e poi accetta la situazione, concordando però di non pagare un euro per i lavori.
Qualche mese fa il cancello si rompe, ma il mio padrone di casa si rifiuta di prendere parte alla riparazione. Io dico al sedicente "condominio" che un contributo una tantum lo avrei pure potuto dare, ma sicuramente non avrei pagato successive spese straordinarie.
Comunque sia tra il "condominio" e il mio padrone di casa si forma un bel po' di ruggine e vola qualche lettera di avvocato. Alla fine, poiché il mio padrone di casa ha rifiutato di aderire al "condominio", mi ritrovo a dover aprire il cancello senza telecomando e, cosa ancora più grave, non ho più il citofono: hanno staccato la mia linea.
Questo sebbene io abbia manifestato a entrambe le parti la volontà di pagare la parte ordinaria del condominio.
Visto il danno e il disagio che questo mi crea (pensate ad una visita del medico fiscale che suona e io non apro), vorrei scrivere una diffida ad entrambe le parti per riallacciarmi il citofono e ricodificarmi il telecomando. Poi se la vedano loro in tribunale il da farsi.
Voi che mi consigliate?
Grazie per la lunga lettura! ;-)
Giovanni, dalla provincia di CS
Circa 5-6 anni dopo i proprietari delle villette decidono di mettere un cancello elettrico e i citofoni all'entrata del piazzale. Il mio padrone di casa prima si oppone e poi accetta la situazione, concordando però di non pagare un euro per i lavori.
Qualche mese fa il cancello si rompe, ma il mio padrone di casa si rifiuta di prendere parte alla riparazione. Io dico al sedicente "condominio" che un contributo una tantum lo avrei pure potuto dare, ma sicuramente non avrei pagato successive spese straordinarie.
Comunque sia tra il "condominio" e il mio padrone di casa si forma un bel po' di ruggine e vola qualche lettera di avvocato. Alla fine, poiché il mio padrone di casa ha rifiutato di aderire al "condominio", mi ritrovo a dover aprire il cancello senza telecomando e, cosa ancora più grave, non ho più il citofono: hanno staccato la mia linea.
Questo sebbene io abbia manifestato a entrambe le parti la volontà di pagare la parte ordinaria del condominio.
Visto il danno e il disagio che questo mi crea (pensate ad una visita del medico fiscale che suona e io non apro), vorrei scrivere una diffida ad entrambe le parti per riallacciarmi il citofono e ricodificarmi il telecomando. Poi se la vedano loro in tribunale il da farsi.
Voi che mi consigliate?
Grazie per la lunga lettura! ;-)
Giovanni, dalla provincia di CS
Risposta ADUC
il locatore ha il dovere di garantire l'accesso all'immobile alle stesse condizioni di utilizzo stabilire nel contratto di locazione. Eventuali variazioni connesse ad una qualunque innovazione intervenuta nel frattempo che comporti una eventuale quota concordata di spese a carico del conduttore, non può alterare questo principio. Legittima è la sua iniziativa di reclamo formale, che prudentemente può essere inoltrata anche al condominio con richiesta dei danni presenti o futuri che l'impedimento descritto possa a lei causare.
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
Si faccia valere con una lettera raccomandata A/R o PEC di messa in mora:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
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