Cara ADUC
Disdetta “Fibra” TIM a seguito della modifica su condizioni contrattuali
Domanda
24 marzo 2018
Esposizione breve.
A fine 2016, finalmente attivo una linea Fibra. Nel Febbraio 2017 TIM cambia le condizioni contrattuali e da qui decido il recesso.
Telefono al 187 e chiedo cosa fare del modem, li mi viene confermato (in linea con quanto ricordavo di aver letto sul contratto), che il modem deve essere spedito entro 14 giorni dalla comunicazione.
Spedisco il Modem, TIM mi conferma la ricezione, ma mesi dopo mi arriva la fattura di 212 euro da pagare. Non solo, un mese dopo TIM mi chiede il ristorno di sconti che secondo loro ho avuto nelle bollette precedenti, ma non sono puntualmente indicati nelle fatture.
--- Problema Modem
Se da contratto leggo:
“…..in caso di cessazione dell’offerta TIM SMART per cause a te imputabili, prima dello
scadere del ventiquattresimo mese di durata dell’offerta (recesso volontario o risoluzione per inadempimento), sarai tenuto al pagamento delle rate residue in un’unica soluzione a completare l’importo di 187,2€…”
Ora:
1) Perché mi hanno chiesto 212 euro, anziche 187,2 euro meno rate già pagate?, al 187 mi dicono che era per il modem ma io non ho mai ricevuto in nessuna forma (posta o email) la relativa fattura e “al 187” dicono che loro non possono inviare copie via email.
2) La frase sul contratto “…per cause a te imputabili…” fa intendere che il costo dell’apparecchio viene fatturato sulla base di scelte effettuato dallo scrivente che esulano dal contratto sottoscritto con TIM, ma l’aumento di prezzo non l’ho chiesto io a TIM.
3) Perché il 187 mi ha confermato che il modem doveva essere reso?
--- Problema sconti
1) Mi hanno chiesto 80,65 euro per sconti goduti, quali ?, perché non vengono chiaramente indicati nella fattura?
2) Se da contratto leggo:
Ti ricordiamo che potrai recedere ……. per causa a te imputabile, sarai tenuto a corrispondere:
Gli sconti di cui hai già usufruito sull’ Abbonamento mensile…., Saranno inoltre dovuti i costi di disattivazione sostenuti ….
La frase “…per cause a te imputabili…” fa intendere che i presunti sconti saranno richiesti da TIM sulla base di scelte effettuato dallo scrivente che esulano dal contratto sottoscritto, ma l’aumento di prezzo non l’ho chiesto io a TIM.
Domanda
Ho scelto di pagare le fatture per mia “scelta di principio”, ma ora sulla base di quanto indicato posso richiedere il rimborso a TIM ?
Può ADUC intercedere a mio nome ?
Nota:
L’esposizione degli eventi è stata indicata a grandi linee…, non voglio avere soldi gratis da TIM, ma non credo nemmeno che TIM abbia bisogno dei miei soldi soprattutto se non dovuti.
Se ritenete che vi siano le basi per valutare un azione “scoretta” da parte di TIM, posso/devo fare un memorandum più dettagliato con tutte le indicazioni in mio possesso. Altrimenti se le indicazioni contrattuali sono state mal interpretate dal sottoscritto, va bene anche cosi.
Distinti saluti
Roberto, da Cologna (FE)
A fine 2016, finalmente attivo una linea Fibra. Nel Febbraio 2017 TIM cambia le condizioni contrattuali e da qui decido il recesso.
Telefono al 187 e chiedo cosa fare del modem, li mi viene confermato (in linea con quanto ricordavo di aver letto sul contratto), che il modem deve essere spedito entro 14 giorni dalla comunicazione.
Spedisco il Modem, TIM mi conferma la ricezione, ma mesi dopo mi arriva la fattura di 212 euro da pagare. Non solo, un mese dopo TIM mi chiede il ristorno di sconti che secondo loro ho avuto nelle bollette precedenti, ma non sono puntualmente indicati nelle fatture.
--- Problema Modem
Se da contratto leggo:
“…..in caso di cessazione dell’offerta TIM SMART per cause a te imputabili, prima dello
scadere del ventiquattresimo mese di durata dell’offerta (recesso volontario o risoluzione per inadempimento), sarai tenuto al pagamento delle rate residue in un’unica soluzione a completare l’importo di 187,2€…”
Ora:
1) Perché mi hanno chiesto 212 euro, anziche 187,2 euro meno rate già pagate?, al 187 mi dicono che era per il modem ma io non ho mai ricevuto in nessuna forma (posta o email) la relativa fattura e “al 187” dicono che loro non possono inviare copie via email.
2) La frase sul contratto “…per cause a te imputabili…” fa intendere che il costo dell’apparecchio viene fatturato sulla base di scelte effettuato dallo scrivente che esulano dal contratto sottoscritto con TIM, ma l’aumento di prezzo non l’ho chiesto io a TIM.
3) Perché il 187 mi ha confermato che il modem doveva essere reso?
--- Problema sconti
1) Mi hanno chiesto 80,65 euro per sconti goduti, quali ?, perché non vengono chiaramente indicati nella fattura?
2) Se da contratto leggo:
Ti ricordiamo che potrai recedere ……. per causa a te imputabile, sarai tenuto a corrispondere:
Gli sconti di cui hai già usufruito sull’ Abbonamento mensile…., Saranno inoltre dovuti i costi di disattivazione sostenuti ….
La frase “…per cause a te imputabili…” fa intendere che i presunti sconti saranno richiesti da TIM sulla base di scelte effettuato dallo scrivente che esulano dal contratto sottoscritto, ma l’aumento di prezzo non l’ho chiesto io a TIM.
Domanda
Ho scelto di pagare le fatture per mia “scelta di principio”, ma ora sulla base di quanto indicato posso richiedere il rimborso a TIM ?
Può ADUC intercedere a mio nome ?
Nota:
L’esposizione degli eventi è stata indicata a grandi linee…, non voglio avere soldi gratis da TIM, ma non credo nemmeno che TIM abbia bisogno dei miei soldi soprattutto se non dovuti.
Se ritenete che vi siano le basi per valutare un azione “scoretta” da parte di TIM, posso/devo fare un memorandum più dettagliato con tutte le indicazioni in mio possesso. Altrimenti se le indicazioni contrattuali sono state mal interpretate dal sottoscritto, va bene anche cosi.
Distinti saluti
Roberto, da Cologna (FE)
Risposta ADUC
Lei ha esercitato il recesso entro 14 giorni dalla comunicazione di cambiamento contrattuale.
MODIFICA CONDIZIONI CONTRATTUALI
Le condizioni contrattuali possono subire modifiche solo se previste dalla legge o dal contratto; al di fuori di questi casi le modifiche possono essere fatte solo se a vantaggio esclusivo del cliente.
In caso di modifica gli operatori devono preavvisare i clienti dando loro la possibilità di recedere senza penali né costi di disattivazione nel caso non siano d'accordo, entro minimo 30 giorni (il termine può anche essere più lungo).
In ogni caso la volontà di recedere deve essere comunicata entro la data di entrata in vigore delle modifiche (contenuta nel preavviso) e in questo caso le nuove condizioni sono inapplicabili.
Quanto sopra è contenuto nel Codice del Consumo, aggiornato dal D.L. 21/2014.
Pertanto lei non dovrebbe pagare alcunchè per rate residue, sconti non goduti, costi successivi al recesso, etc.
Quindi può contestare la fattura al gestore mediante lettera a/r; questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
MODIFICA CONDIZIONI CONTRATTUALI
Le condizioni contrattuali possono subire modifiche solo se previste dalla legge o dal contratto; al di fuori di questi casi le modifiche possono essere fatte solo se a vantaggio esclusivo del cliente.
In caso di modifica gli operatori devono preavvisare i clienti dando loro la possibilità di recedere senza penali né costi di disattivazione nel caso non siano d'accordo, entro minimo 30 giorni (il termine può anche essere più lungo).
In ogni caso la volontà di recedere deve essere comunicata entro la data di entrata in vigore delle modifiche (contenuta nel preavviso) e in questo caso le nuove condizioni sono inapplicabili.
Quanto sopra è contenuto nel Codice del Consumo, aggiornato dal D.L. 21/2014.
Pertanto lei non dovrebbe pagare alcunchè per rate residue, sconti non goduti, costi successivi al recesso, etc.
Quindi può contestare la fattura al gestore mediante lettera a/r; questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
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