Cara ADUC
Disdetta canone Rai e lettere contraddittorie
Domanda
24 febbraio 2009
Ho disdetto il Canone RAI dichiarando di aver rottamato il mio apparecchio e di non possederne più il 19 dicembre 2008, anche se la comunicazione non l'ho mandata alla casella postale dell'Ufficio SAT dell'Agenzia delle Entrate di Torino ma direttamente alla RAI di Torino (non ero molto ben informato allora sulle modalità di disdetta del canone).
Dopo essermi documentato, nel mese di gennaio 2009 ho mandato altre due raccomandate A/R, questa volta al giusto recapito, ribadendo nella prima la disdetta già espressa (facendo rinvio alla prima raccomandata) e, successivamente, pagando "pro bono pacis" il primo semestre 2009 e il canone di disdetta, dicendo chiaramente che questi pagamenti li facevo anche se non dovuti (il primo perché già la disdetta era regolarmente fatta nel 2008, il secondo perché non c'era alcun apparecchio da suggellare) per evitare inutili contenziosi e dicevo espressamente che tale pagamento non era da intendere in alcun modo come rinnovo dell'abbonamento.
Il 12 febbraio lo sportello SAT mi risponde "due volte" con due lettere (non raccomandate) diverse, pervenutemi il 18 febbraio che dicono due cose completamente diverse (forse in risposta alle mie diverse raccomandate).
Una dice che la disdetta non è valida perché carente di informazioni etc. (forse in risposta alla mia dichiarazione di pagamento del primo semestre 2009 in cui facevo riferimento alla precedente disdetta ma in cui non disdettavo ancora una volta). Un'altra, dello stesso giorno, in cui mi si dice che se voglio procedere alla disdetta devo mandare una allegata dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui attesto di non possedere più alcun apparecchio televisivo e di avere rottamato quelli vecchi. Bene. La seconda per me annulla la prima e sono tentato di dichiarare ciò che in fondo è vero. Ma mi sembra pericoloso e soprattutto non richiesto dalla norma. Se dichiaro ciò che mi chiedono e poi, poniamo, per tre giorni mio padre mi presta una radio, e qualcuno fa o tenta di fare accertamenti successivi in cui dice che posseggo etc. (procura della repubblica, investigatori della RAI o dell'Agenzia delle Entrate,...) rischio sanzioni penali gravi (min 2 anni di reclusione) pur non possedendo alcun apparecchio televisivo. Mi si intima di rispondere entro 15 giorni dalla ricevuta (?) della presente per completare la disdetta. Cosa devo fare? Non rispondere perché non è raccomandata? Rispondere che è una richiesta non dovuta e poi eventualmente resistere in Commissione Tributaria? Dichiarare fiducioso ciò che mi chiedono (per fortuna non parlano di PC) e attendere gli eventi?
Massimo, da Palermo (PA)
Dopo essermi documentato, nel mese di gennaio 2009 ho mandato altre due raccomandate A/R, questa volta al giusto recapito, ribadendo nella prima la disdetta già espressa (facendo rinvio alla prima raccomandata) e, successivamente, pagando "pro bono pacis" il primo semestre 2009 e il canone di disdetta, dicendo chiaramente che questi pagamenti li facevo anche se non dovuti (il primo perché già la disdetta era regolarmente fatta nel 2008, il secondo perché non c'era alcun apparecchio da suggellare) per evitare inutili contenziosi e dicevo espressamente che tale pagamento non era da intendere in alcun modo come rinnovo dell'abbonamento.
Il 12 febbraio lo sportello SAT mi risponde "due volte" con due lettere (non raccomandate) diverse, pervenutemi il 18 febbraio che dicono due cose completamente diverse (forse in risposta alle mie diverse raccomandate).
Una dice che la disdetta non è valida perché carente di informazioni etc. (forse in risposta alla mia dichiarazione di pagamento del primo semestre 2009 in cui facevo riferimento alla precedente disdetta ma in cui non disdettavo ancora una volta). Un'altra, dello stesso giorno, in cui mi si dice che se voglio procedere alla disdetta devo mandare una allegata dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui attesto di non possedere più alcun apparecchio televisivo e di avere rottamato quelli vecchi. Bene. La seconda per me annulla la prima e sono tentato di dichiarare ciò che in fondo è vero. Ma mi sembra pericoloso e soprattutto non richiesto dalla norma. Se dichiaro ciò che mi chiedono e poi, poniamo, per tre giorni mio padre mi presta una radio, e qualcuno fa o tenta di fare accertamenti successivi in cui dice che posseggo etc. (procura della repubblica, investigatori della RAI o dell'Agenzia delle Entrate,...) rischio sanzioni penali gravi (min 2 anni di reclusione) pur non possedendo alcun apparecchio televisivo. Mi si intima di rispondere entro 15 giorni dalla ricevuta (?) della presente per completare la disdetta. Cosa devo fare? Non rispondere perché non è raccomandata? Rispondere che è una richiesta non dovuta e poi eventualmente resistere in Commissione Tributaria? Dichiarare fiducioso ciò che mi chiedono (per fortuna non parlano di PC) e attendere gli eventi?
Massimo, da Palermo (PA)
Risposta ADUC
invii una nuova (e speriamo ultima raccomandata ar) in cui dichiara quanto le chiedono (ho rottamato e non posseggo altri apparecchi). Sulla radio non grava il canone.
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