Cara ADUC
Il diritto fisso comporta una serie di effetti negativi
Domanda
4 luglio 2008
Gentile Antonio Alessi,
quella che Enel chiama diritto fisso non e' una tassa, ne' e' stabilita da legge. E' un importo che la compagnia richiede per l'attivazione del contratto (ad esempio, l'allacciamento della linea Telecom prevede il pagamento di un importo per l'attivazione del contratto). E' una richiesta, legittima, di qualsiasi gestore. Sta al cliente sceglierne uno che non applichi diritti fissi, o chieda (al di la' del nome) importi per l'attivazione. Questo il senso della nostra precedente risposta, che rimane attuale.
Cordiali saluti.
Gentilissima ADUC,
tutto immaginavo, tranne aprire un dibattito proprio con Voi :)
Prendo atto della precisazione sul concetto, tuttavia resta il fatto di non aver ancora visto il contratto che lo contiene (e che quindi NON ho sottoscritto) e nondimeno di aver già ricevuto tale addebito come obbligatorio e non preavvisato. Nella specie ho scelto ed attivato la fornitura quasi subito con un altro gestore, che NON CHIEDE ALCUN IMPORTO del genere, e da qui è sorta la mia domanda.
Mi pare vieppiù indicativo che si faccia riferimento a Telecom! ho già avuto modo di denunciarla alla Procura più di una volta e mandarla sui giornali, e non sono certo il solo!
Merita invece citare alcuni passi dalla Camera, reperiti nel frattempo:
"il diritto fisso è una cifra definita per la stipula del contratto e quindi non verrà restituita."
"come è noto il «diritto fisso» comporta una serie di effetti negativi: la... nel caso specifico dell'Enel, principale operatore del settore elettrico a...
http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed684/bt33.htm
"nel dettaglio, il suddetto costo è determinato da tutta una serie di voci (alcune delle quali davvero inspiegabili) quali il contributo di allacciamento, il diritto fisso, il deposito cauzionale, il bollo, l'iva ed altre imposte; tale costo, a giudizio dell'interrogante appare decisamente elevato ed ingiustificato, atteso che lo stesso si riferisce ad un servizio primario di pubblica utilità, quale l'energia elettrica, che insieme agli altrettanto onerosi costi contrattuali di altre forniture essenziali, come l'acqua, il gas e il telefono, determinano un panorama di imposte, canoni e tributi vari che gravano in maniera spropositata sui consumatori italiani, contribuendo ad appesantire ulteriormente bilanci familiari già erosi dal galoppante aumento di prezzi e tariffe;..."
(Pag. 21674)
Cordiali saluti,
(non è richiesta risposta)
Antonio , da Rowsignano S. (LI)
quella che Enel chiama diritto fisso non e' una tassa, ne' e' stabilita da legge. E' un importo che la compagnia richiede per l'attivazione del contratto (ad esempio, l'allacciamento della linea Telecom prevede il pagamento di un importo per l'attivazione del contratto). E' una richiesta, legittima, di qualsiasi gestore. Sta al cliente sceglierne uno che non applichi diritti fissi, o chieda (al di la' del nome) importi per l'attivazione. Questo il senso della nostra precedente risposta, che rimane attuale.
Cordiali saluti.
Gentilissima ADUC,
tutto immaginavo, tranne aprire un dibattito proprio con Voi :)
Prendo atto della precisazione sul concetto, tuttavia resta il fatto di non aver ancora visto il contratto che lo contiene (e che quindi NON ho sottoscritto) e nondimeno di aver già ricevuto tale addebito come obbligatorio e non preavvisato. Nella specie ho scelto ed attivato la fornitura quasi subito con un altro gestore, che NON CHIEDE ALCUN IMPORTO del genere, e da qui è sorta la mia domanda.
Mi pare vieppiù indicativo che si faccia riferimento a Telecom! ho già avuto modo di denunciarla alla Procura più di una volta e mandarla sui giornali, e non sono certo il solo!
Merita invece citare alcuni passi dalla Camera, reperiti nel frattempo:
"il diritto fisso è una cifra definita per la stipula del contratto e quindi non verrà restituita."
"come è noto il «diritto fisso» comporta una serie di effetti negativi: la... nel caso specifico dell'Enel, principale operatore del settore elettrico a...
http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed684/bt33.htm
"nel dettaglio, il suddetto costo è determinato da tutta una serie di voci (alcune delle quali davvero inspiegabili) quali il contributo di allacciamento, il diritto fisso, il deposito cauzionale, il bollo, l'iva ed altre imposte; tale costo, a giudizio dell'interrogante appare decisamente elevato ed ingiustificato, atteso che lo stesso si riferisce ad un servizio primario di pubblica utilità, quale l'energia elettrica, che insieme agli altrettanto onerosi costi contrattuali di altre forniture essenziali, come l'acqua, il gas e il telefono, determinano un panorama di imposte, canoni e tributi vari che gravano in maniera spropositata sui consumatori italiani, contribuendo ad appesantire ulteriormente bilanci familiari già erosi dal galoppante aumento di prezzi e tariffe;..."
(Pag. 21674)
Cordiali saluti,
(non è richiesta risposta)
Antonio , da Rowsignano S. (LI)
Risposta ADUC
il fatto che sia stata presentata una interrogazione parlamentare (da cui lei evince il testo che ci ha riportato), non modifica le valutazioni che le abbiamo gia' fatto e, soprattutto, le norme.
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