Cara ADUC
Diritto di famiglia e minori
Domanda
3 aprile 2009
Buon giorno,
Vorrei sapere quali sono le prassi amministrative per il riconoscimento di un minore. Il minore in questione è stato riconosciuto inizialmente solo dalla madre e pertanto porta il suo cognome. Successivamente il padre ha manifestato la volontà di riconoscerlo e trova il consenso da parte della madre. Occorre andare da un giudice o è sufficiente l'anagrafe?
In virtù della situazione attuale la madre del minore gode di alcune agevolazioni, seppur minime, quali un maggior punteggio per la graduatoria degli asili nidi e delle materne, la possibilità di maggiore detrazione per figli a carico, dei fattori di correzione maggiori per il calcolo del reddito ISEE. Dal momento che i genitori non sono sposati né conviventi, che il padre è residente in un comune diverso da quello della madre e del minore, e che il padre non ha mezzi economici e quindi comunque non potrebbe provvedere o contribuire al mantenimento del minore, la madre andrebbe a perdere i pochi benefici che la posizione attuale le garantisce oppure ci sono altre misura di tutela e/o sostegno che si potrebbero attivare a seguito del riconoscimento da parte del padre? Premesso che la madre ha un impiego a tempo indeterminato con posizione dirigenziale, una casa di proprietà, seppur con mutuo trentennale, e nessuna situazione particolare di disagio tale da richiedere l'intervento dei servizi sociali, nell'eventualità che per il riconoscimento si debba ricorrere a un giudice ci potrebbero essere dei rischi di ingerenza da parte del tribunale nella tutela del minore o altri rischi derivanti da possibili, anche se poco probabili, rivendicazioni future del padre?
Grazie per la risposta
Erica, da Roma (RM)
Vorrei sapere quali sono le prassi amministrative per il riconoscimento di un minore. Il minore in questione è stato riconosciuto inizialmente solo dalla madre e pertanto porta il suo cognome. Successivamente il padre ha manifestato la volontà di riconoscerlo e trova il consenso da parte della madre. Occorre andare da un giudice o è sufficiente l'anagrafe?
In virtù della situazione attuale la madre del minore gode di alcune agevolazioni, seppur minime, quali un maggior punteggio per la graduatoria degli asili nidi e delle materne, la possibilità di maggiore detrazione per figli a carico, dei fattori di correzione maggiori per il calcolo del reddito ISEE. Dal momento che i genitori non sono sposati né conviventi, che il padre è residente in un comune diverso da quello della madre e del minore, e che il padre non ha mezzi economici e quindi comunque non potrebbe provvedere o contribuire al mantenimento del minore, la madre andrebbe a perdere i pochi benefici che la posizione attuale le garantisce oppure ci sono altre misura di tutela e/o sostegno che si potrebbero attivare a seguito del riconoscimento da parte del padre? Premesso che la madre ha un impiego a tempo indeterminato con posizione dirigenziale, una casa di proprietà, seppur con mutuo trentennale, e nessuna situazione particolare di disagio tale da richiedere l'intervento dei servizi sociali, nell'eventualità che per il riconoscimento si debba ricorrere a un giudice ci potrebbero essere dei rischi di ingerenza da parte del tribunale nella tutela del minore o altri rischi derivanti da possibili, anche se poco probabili, rivendicazioni future del padre?
Grazie per la risposta
Erica, da Roma (RM)
Risposta ADUC
per riconoscere il minore e' sufficiente recarsi all'Anagrafe. Per quanto riguarda i benefici fiscali le consigliamo di consultarsi con un esperto fiscale o con un patronato. Una volta riconosciuto comunque anche il padre deve provvedere al mantenimento del figlio minore.
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