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Cara ADUC

diritti del condòmino

25 gennaio 2013
Domanda 25 gennaio 2013
Espongo brevemente il problema.
Mio padre ha ricevuto, dall'amministratore di condominio, una lettera di diffida dove vengono esposti fatti non rispondenti alla verità sulla base dei quali lo stesso dispone che per due anni non sia possibile, da parte di mio padre, richiedere documentazione di contabilità condominiale.
In precedenza, a seguito di una segnalazione, da parte del gestore del riscaldamento di mancati pagamenti delle bollette condominiali e ad altre vicissitudini capitate nel corso dell'amministrazione precedente del condominio, mio padre aveva richiesto all'amministratore in carica (subentrato da qualche mese) evidenza del pagamento di una particolare bolletta assieme ad una chiara ricapitolazione della situazione dei pagamenti del condominio, avendo ricevuto come risposta la fotocopia di una "disposizione di bonifico".
A questo punto, senza effettuare alcuna accusa, mio padre ha solamente evidenziato all'amministratore come quel documento non attestasse un avvenuto pagamento ma solamente una disposizione, peraltro annullabile.
Volendo chiarire la sua posizione e puntualizzare i suoi diritti secondo quanto disposto dalla legge, mio padre si è rivolto ad un avvocato il quale ha inviato all'amministratore una lettera raccomandata che riepilogava i fatti avvenuti evidenziando, in via ancora amichevole, come non fosse possibile tenere conto delle diffide e di quanto disposto.
In risposta l'amministratore ha inviato una lettera all'avvocato e a mio padre, dai toni aggressivi e a mio avviso anche calunniosi, in cui sostanzialmente non si ravvede di quanto scritto nella prima lettera, aggiungendo che si ritiene in diritto di non prendere in considerazione ulteriori lettere dell'avvocato che gli venissero recapitate.
In definitiva, quindi, mio padre si trova privato di un diritto stabilito dalla legge senza che, a mio avviso, l'amministratore ne abbia facoltà in alcun modo (infatti anche qualora i fatti da lui indicati fossero veri, e non lo sono, avrebbe potuto procedere con una querela ma non disporre la negazione di un diritto) per di piu' giustificando questa disposizione in base a fatti non avvenuti e sottraendosi a qualsiasi forma di confronto.
Vi chiedo un parere su come sia meglio comportarsi in una situazione come questa e se esistano modi per cautelarsi rispetto al comportamento e alle azioni messe in atto dall'amministratore, senza intraprendere azioni legali che, probabilmente, avrebbero tempi che comunque permetterebbero allo stesso di proseguire nel suo comportamento.
Inoltre, relativamente alla modalità di conduzione dell'amministrazione del condominio, esistono altri fatti, sui quali vorrei avere un vostro parere, per capire se in relazione a questi sia possibile procedere ad un ricorso presso il tribunale per la rimozione dell'amministratore.
Grazie
Vittorino, da Torino (TO)

Risposta ADUC
quanto all'accesso alla documentazione condominiale, se le lettere da voi inviate non sono state risolutive, l'unica azione possibile per ottenerla è quella giudiziaria o, al massimo, una deliberazione assembleare che imponga la consegna di tale documentazione.
Per il resto siamo a disposizione tramite questo servizio o, a seconda della richiesta, per mezzo dei servizi di assistenza a pagamento.
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Ha risposto Alessandro Gallucci: https://www.aduc.it/info/gallucci.php
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