Cara ADUC
Diffida ad adempiere da società di recupero crediti
Domanda
20 maggio 2015
Due anni or sono avevo sottoscritto per mio figlio un contratto dati-Iphone presso un punto Vodafone di Malnate (VA).
Dopo aver prelevato inizialmente 200 EUR, Vodafone doveva prelevare mensilmente 20 Euro dalla mia carta di credito. Cosa che non fece mai malgrado mi fossi recata più volte al Punto Vodafone per sollecitarli. Ci diedero una SIM e un Iphone 5.
D'altra parte, mio figlio che è sordo e non abita con me e che quindi aveva necessità di comunicare subito, non potendo aspettare l'attivazione, inserì subito una SIM della Tim e trovandosi bene non usò quella della Vodafone. Sembra sia stato quello a non aver fatto scattare il prelievo mensile, almeno così ho adesso capito, ma sono procedure loro e non hanno funzionato.
Vodafone ha avuto due anni DUE per richiedere l'inserimento della SIM e fare il prelievo di 20 EUR mensili. Hanno chiesto tutti dettagli, luogo e data di nascita, mio numero di telefono fisso e cellulare, ancora un poco anche il numero di scarpe. Ma hanno aspettato due anni per mandarmi dietro questa ditta di recupero credito che mi ha chiesto, anzi mi ha ingiunto di pagare 680 Euro tutti alla volta per un servizio non reso e per un cellulare che è dopotutto un accessorio.
Non mi pare che Vodafone si sia comportata correttamente, non da buon padre di famiglia comunque. Io invece mi sono recata più volte al Punto Vodafone (purtroppo ha chiuso) per sollecitare e poi ho lasciato perdere.
Adesso penso di offrire loro 100 Euro (oltre ai 200 che hanno già) e il loro cellulare indietro ma proprio 680 EUR (che comunque non ho)non penso sia giusto versarli.
E' corretto?
Valeria, da Vedano Olona (VA)
Dopo aver prelevato inizialmente 200 EUR, Vodafone doveva prelevare mensilmente 20 Euro dalla mia carta di credito. Cosa che non fece mai malgrado mi fossi recata più volte al Punto Vodafone per sollecitarli. Ci diedero una SIM e un Iphone 5.
D'altra parte, mio figlio che è sordo e non abita con me e che quindi aveva necessità di comunicare subito, non potendo aspettare l'attivazione, inserì subito una SIM della Tim e trovandosi bene non usò quella della Vodafone. Sembra sia stato quello a non aver fatto scattare il prelievo mensile, almeno così ho adesso capito, ma sono procedure loro e non hanno funzionato.
Vodafone ha avuto due anni DUE per richiedere l'inserimento della SIM e fare il prelievo di 20 EUR mensili. Hanno chiesto tutti dettagli, luogo e data di nascita, mio numero di telefono fisso e cellulare, ancora un poco anche il numero di scarpe. Ma hanno aspettato due anni per mandarmi dietro questa ditta di recupero credito che mi ha chiesto, anzi mi ha ingiunto di pagare 680 Euro tutti alla volta per un servizio non reso e per un cellulare che è dopotutto un accessorio.
Non mi pare che Vodafone si sia comportata correttamente, non da buon padre di famiglia comunque. Io invece mi sono recata più volte al Punto Vodafone (purtroppo ha chiuso) per sollecitare e poi ho lasciato perdere.
Adesso penso di offrire loro 100 Euro (oltre ai 200 che hanno già) e il loro cellulare indietro ma proprio 680 EUR (che comunque non ho)non penso sia giusto versarli.
E' corretto?
Valeria, da Vedano Olona (VA)
Risposta ADUC
la sua responsabilità sarà quella di non aver adempiuto agli impegni sottoscritti con il contratto. Le consigliamo di verificare cosa prevedeva il contratto.
In ogni caso, da quello che ci scrive, ci pare che anche il gestore (per il tramite del negozio cui si è recata) abbia responsabilità nel non averla ben informata e assistita.
Pertanto, le consigliamo di non offrire niente e anzi richiedere i 200 Euro indietro. Dopodiché, seguendo la procedura che le stiamo per indicare, potrà eventualmente raggiungere un accordo transattivo se ce ne saranno i presupposti.
Questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
In ogni caso, da quello che ci scrive, ci pare che anche il gestore (per il tramite del negozio cui si è recata) abbia responsabilità nel non averla ben informata e assistita.
Pertanto, le consigliamo di non offrire niente e anzi richiedere i 200 Euro indietro. Dopodiché, seguendo la procedura che le stiamo per indicare, potrà eventualmente raggiungere un accordo transattivo se ce ne saranno i presupposti.
Questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
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