Cara ADUC
Difficolta' nello smaltire minusvalenze generate da Sicav estere
Domanda
27 marzo 2006
Buongiorno vi avevo gia' scritto il 6 giugno 2005 e questa e' la lettera con la vostra risposta: Domanda: "Volevo chiedere cosa ne pensate dei fondi azionari da me acquistati tramite un promotore finanziario in cui ho investito un totale di 72.000 euro (attualmente sono in perdita di circa 30.000 euro):
- Invesco GT Pan European Enterprise fund A Euro.
- Invesco GT Nippon Growth fund A - Yen sottoscritti nel 2000.
- Morgan Stanley European Small Cap Value B - Euro. Sottoscritto nel marzo 2005.
Sono strumenti efficienti o si fanno sentire i costi di gestione? Rimanendo nell'azionario mi conviene indirizzarmi verso gli ETF? Grazie e saluti. " Risposta: "Sono tutti e tre inefficienti perche' i loro rendimenti non pareggiano nemmeno, ed anzi sono parecchio inferiori, il mercato in cui investono. Se desidera passare dai fondi ai rispettivi ETF's esiste un ostacolo fiscale. Riscattando le SICAV contabilizza una minusvalenza fiscale che resta a disposizione fino alla fine del quarto anno successivo a quello in cui viene realizzato. Gli ETF's, essendo dei fondi chiusi, ricevono dal fisco un trattamento particolare (http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=76354) e quindi i relativi guadagni non possono del tutto essere usati per la compensazione. Se, per la composizione del resto del portafoglio, si ha la ragionevole idea di essere in grado di smaltire le minus (tramite altri guadagni) il problema non si pone. Sempre in attesa del fisco, che da anni deve eliminare questo assurdo ma che sa solo rinviare i tempi. "I fondi li ho liquidati questo mese, intanto ho approfondito l'argomento ETF. Alla mia richiesta di un certificato di minusvalenze il promotore (di Banca Generali) mi ha detto (a voce) che i fondi acquistati erano di regime gestito e che quindi la minus non poteva essere portata in un dossier titoli. Mi e' arrivata solo la lettera di conferma di avvenuto disinvestimento con l'indicazione di una minus lorda (a titolo informativo cosi' e' scritto) di circa euro 13000 relativamente alle Sicav invesco. Come mi devo comportare? La minus restera' per sempre una minus? Nel caso ci fosse una soluzione mi pare che nell'ambito obbligazionario uno strumento per smaltire minus sia quello di acquistare obbligazioni sotto la pari (come la Mediobanca Russia). E' corretto? Grazie saluti.
Samuele, da Piandimeleto
- Invesco GT Pan European Enterprise fund A Euro.
- Invesco GT Nippon Growth fund A - Yen sottoscritti nel 2000.
- Morgan Stanley European Small Cap Value B - Euro. Sottoscritto nel marzo 2005.
Sono strumenti efficienti o si fanno sentire i costi di gestione? Rimanendo nell'azionario mi conviene indirizzarmi verso gli ETF? Grazie e saluti. " Risposta: "Sono tutti e tre inefficienti perche' i loro rendimenti non pareggiano nemmeno, ed anzi sono parecchio inferiori, il mercato in cui investono. Se desidera passare dai fondi ai rispettivi ETF's esiste un ostacolo fiscale. Riscattando le SICAV contabilizza una minusvalenza fiscale che resta a disposizione fino alla fine del quarto anno successivo a quello in cui viene realizzato. Gli ETF's, essendo dei fondi chiusi, ricevono dal fisco un trattamento particolare (http://investire.aduc.it/php/mostra.php?id=76354) e quindi i relativi guadagni non possono del tutto essere usati per la compensazione. Se, per la composizione del resto del portafoglio, si ha la ragionevole idea di essere in grado di smaltire le minus (tramite altri guadagni) il problema non si pone. Sempre in attesa del fisco, che da anni deve eliminare questo assurdo ma che sa solo rinviare i tempi. "I fondi li ho liquidati questo mese, intanto ho approfondito l'argomento ETF. Alla mia richiesta di un certificato di minusvalenze il promotore (di Banca Generali) mi ha detto (a voce) che i fondi acquistati erano di regime gestito e che quindi la minus non poteva essere portata in un dossier titoli. Mi e' arrivata solo la lettera di conferma di avvenuto disinvestimento con l'indicazione di una minus lorda (a titolo informativo cosi' e' scritto) di circa euro 13000 relativamente alle Sicav invesco. Come mi devo comportare? La minus restera' per sempre una minus? Nel caso ci fosse una soluzione mi pare che nell'ambito obbligazionario uno strumento per smaltire minus sia quello di acquistare obbligazioni sotto la pari (come la Mediobanca Russia). E' corretto? Grazie saluti.
Samuele, da Piandimeleto
Risposta ADUC
Le sicav estere non sottostanno al regime fiscale del risparmio gestito perche' si tratta di societa' estere che non possono essere sostituto d'imposta per conto del fisco italiano. E se anche fossero state presenti in un rapporto di risparmio gestito sarebbe stato possibile compensarle in un rapporto di risparmio amministrato. Lo stabilisce la normativa sul capital gain. La banca corrispondente rilascia la certificazione delle minusvalenze ma non e' vero che Banca Generali non puo' caricarle nella posizione fiscale del cliente. Puo' utilizzarle per compensare anche guadagni da capital gain su azioni. Per le obbligazioni (quel bond va bene) non basta che siano sotto il prezzo di rimborso, ma serve anche che il prezzo di emissione sia pari a quello di rimborso. Come sempre, le minus restano a disposizione fino alla fine del quarto anno successivo a quello in cui sono state conseguite, quindi fino alla fine del 2010. Gli etf's, come detto nella risposta che ha riportato, non sono purtroppo adatti a smaltire in pieno le minusvalenze fiscali per via del trattamento fiscale che vede in essi la duplice veste di "reddito di capitale" e "reddito diverso".
- I "redditi di capitale", vale a dire i dividendi e il Delta nav, net asset value (differenza tra nav del giorno di vendita e nav del giorno di acquisto) che sono colpiti dall'imposta sostitutiva pari al 12.5% senza possibilità di portare in detrazione minusvalenze precedenti. Il nav è il valore netto di bilancio del fondo.
- I "redditi diversi", che emergono dalla differenza tra prezzo di vendita e di acquisto dell' etf e differenza tra nav del giorno di vendita e nav dell' acquisto, sono considerati plus/minusvalenze da capital gain e quindi originano un debito di imposta se in gain (dal quale si possono detrarre eventuali crediti derivanti da minus precedenti) oppure minusvalenze da utilizzare a compensazione di future plusvalenze da capital gain fino alla fine del quarto anno successivo. Nel suo caso, se desidera mantenere la stessa impostazione degli investimenti e contemporaneamente smaltire le minusvalenze, puo' prendere in considerazione l'investimento in certificates i quali replicano l'indice di riferimento ma non presentano le complicazioni fiscali che caratterizzano gli etf's. Altra idea e' sperare che qualche ministro decida di semplificare la vita dei cittadini, ma vivere di speranze non e' il massimo.
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Ha risposto Giuseppe D'Orta.
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- I "redditi di capitale", vale a dire i dividendi e il Delta nav, net asset value (differenza tra nav del giorno di vendita e nav del giorno di acquisto) che sono colpiti dall'imposta sostitutiva pari al 12.5% senza possibilità di portare in detrazione minusvalenze precedenti. Il nav è il valore netto di bilancio del fondo.
- I "redditi diversi", che emergono dalla differenza tra prezzo di vendita e di acquisto dell' etf e differenza tra nav del giorno di vendita e nav dell' acquisto, sono considerati plus/minusvalenze da capital gain e quindi originano un debito di imposta se in gain (dal quale si possono detrarre eventuali crediti derivanti da minus precedenti) oppure minusvalenze da utilizzare a compensazione di future plusvalenze da capital gain fino alla fine del quarto anno successivo. Nel suo caso, se desidera mantenere la stessa impostazione degli investimenti e contemporaneamente smaltire le minusvalenze, puo' prendere in considerazione l'investimento in certificates i quali replicano l'indice di riferimento ma non presentano le complicazioni fiscali che caratterizzano gli etf's. Altra idea e' sperare che qualche ministro decida di semplificare la vita dei cittadini, ma vivere di speranze non e' il massimo.
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