Venerdì 5 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Difficolta' fiscali per gli ETF's

14 agosto 2004
Domanda 14 agosto 2004
Egregi signori, leggo sempre con molto interesse la vostra vetrina e scrivo riguardo agli ormai noti ETF. Ho visto negli ultimi mesi che voi li avete sempre consigliati come strumento idoneo a realizzare un portafoglio efficiente in quanto trattasi di strumenti trasparenti ed economici. Tuttavia, ultimamente leggo sempre piu' messaggi di risparmiatori che non riescono a districarsi nella complessa normativa fiscale che li riguarda. In effetti anche voi ammettete che la tassazione sugli ETF "puo' sicuramente (sic!) ingenerare incomprensioni e talvolta errori". Si tratta quindi di un prodotto idoneo ad un risparmiatore di cultura normale o, come temo, di un prodotto per addetti ai lavori? Siete sicuri che sia un bene per il risparmiatore medio fare una cosi' forte propaganda per questo strumento finanziario? Non temete che il risparmiatore non rimanga poi disorientato dalla complessita' fiscale degli ETF e percepisca come oneri non dovuti quello che invece e' prelievo fiscale, magari facendo un confronto con la maggiore semplicita' dei FCI? Grazie per l'attenzione.
Paolo, da Siena

Risposta ADUC
Le difficolta', che sono soprattutto nella comprensione del meccanismo, nascono dalla distinzione fatta dal fisco tra "redditi di capitale" e "redditi diversi", due categorie le cui plus/minusvalenze non compensabili tra di loro (clicca qui e
clicca qui).
Riteniamo sia davvero esagerato bollare gli ETF's come "strumento per addetti ai lavori" solo sulla base del trattamento fiscale di non immediata comprensione. La presenza nello stesso strumento di redditi di capitale e redditi diversi avviene anche, ad esempio, per le obbligazioni. Cosa dovremmo fare, quindi? Bollare i titoli di Stato come "strumento per addetti ai lavori" perche' le cedole e lo scarto di emissione sono tassate in maniera distinta rispetto al capital gain vero e proprio? La riforma della tassazione delle rendite finanziarie, pronta da tempo, eliminera' la distinzione tra le due categorie di reddito, e quindi semplifichera' moltissimo l'aspetto fiscale degli ETF's (e delle obbligazioni, ribadiamo). Tale aspetto della riforma, inoltre, e' pronto da tempo ma non ha potuto essere attuato per colpa dell'enorme credito di imposta accumulato proprio dai fondi comuni di investimento. Il tema e' importantissimo, e se non se ne parla molto e' grazie alla solita compiacenza dei mezzi di informazione di massa nei confronti di tutto cio' che e' risparmio gestito. Il credito di imposta accumulato (i fondi di diritto italiano calcolano il capital gain sul controvalore della gestione, anche se non hanno venduto i titoli) incide sull'andamento dei fondi comuni perche' rappresenta una voce attiva in bilancio (credito nei confronti del fisco) ma che non puo' essere concretamente spesa sul mercato. Un fondo comune con molto credito di imposta ha a disposizione poco danaro per investire sul mercato perche' una buona fetta dell'attivo e' bloccata. Sara' molto difficile, quindi, riuscire anche solo a pareggiare il mercato di riferimento (ammesso che il gestore ne sia capace pure senza la zavorra del credito di imposta...). Il fenomeno e' visibilissimo, ad esempio, nei fondi specializzati in nuove tecnologie: anche considerando la svalutazione del dollaro, le loro performance sono enormemente inferiori rispetto all'andamento del Nasdaq. Casi-limite sono alcuni fondi il cui valore e' costituito soprattutto da credito di imposta: addirittura, se arrivassero forti richieste di disinvestimento, tali fondi non avrebbero danaro sufficiente a liquidare i sottoscrittori. Possiamo tranquillamente affermare, quindi, che e' proprio "colpa" dei fondi comuni se gli ETF's (e le obbligazioni) non hanno un inquadramento fiscale semplificato, ed i venditori dei fondi comuni cercano di screditare gli ETF's proprio in base a cio'.
--------------------------------------------
Ha risposto Giuseppe D'Orta
clicca qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →