Cara ADUC
Differenza di prezzo dal produttore al consumatore delle vongole nostrane
Domanda
17 gennaio 2008
cara Aduc,
sono un pescatore di vongole della specie "Venus gallina" operante nel mare Adriatico e, precisamente, nel litorale abruzzese.
Solo in Abruzzo, operano 104 unità da pesca che danno lavoro a circa 250 persone più l'indotto.
Di difficoltà la categoria ne ha superate tante,nella mia esperienza trentennale lavorativa, ma adesso il mio settore è praticamente al collasso.
Il motivo di questa grave crisi è dato da una politica scellerata di vendita del prodotto.
Attualmente la pesca, in Abruzzo, è ferma da quasi 5 mesi, mentre i nostri colleghi marchigiani che continuano a pescare, stanno vendendo il prodotto in oggetto ad un prezzo che oscilla dai 20 centesimi ai 2 euro al kg. Con prezzi del genere sommati ai fatidici aumenti del prezzo dei carburanti, un pescatore di vongole difficilmente riuscirà a guadagnare 700800 euro al mese.
Ho notato sui banchi dei vari mercati del centro Italia, prevalentemente della Capitale, un ricarico esorbitante: infatti tutti possono verificare il prezzo al dettaglio del prodotto difficilmente scende sotto i 10 euro |kg.
I dettaglianti, da qualche anno a questa parte, si stanno accontentando di vendere esigui quantitativi di prodotto ricaricandolo esageratamente ottenendo quasi gli stessi risultati in termini economici. Questo, ovviamente, va a discapito non solo dei consumatori, i quali si devono privare del prodotto nazionale ripiegando, spesso, su surrogati di vongole del Pacifico ma, soprattutto, dei produttori che non riescono più a sopravvivere del loro lavoro.
C'è una soluzione al mio problema? La mia categoria è proprio destinata all'estinzione?grazie.
Angelo, da Alba Adriatica (TE)
sono un pescatore di vongole della specie "Venus gallina" operante nel mare Adriatico e, precisamente, nel litorale abruzzese.
Solo in Abruzzo, operano 104 unità da pesca che danno lavoro a circa 250 persone più l'indotto.
Di difficoltà la categoria ne ha superate tante,nella mia esperienza trentennale lavorativa, ma adesso il mio settore è praticamente al collasso.
Il motivo di questa grave crisi è dato da una politica scellerata di vendita del prodotto.
Attualmente la pesca, in Abruzzo, è ferma da quasi 5 mesi, mentre i nostri colleghi marchigiani che continuano a pescare, stanno vendendo il prodotto in oggetto ad un prezzo che oscilla dai 20 centesimi ai 2 euro al kg. Con prezzi del genere sommati ai fatidici aumenti del prezzo dei carburanti, un pescatore di vongole difficilmente riuscirà a guadagnare 700800 euro al mese.
Ho notato sui banchi dei vari mercati del centro Italia, prevalentemente della Capitale, un ricarico esorbitante: infatti tutti possono verificare il prezzo al dettaglio del prodotto difficilmente scende sotto i 10 euro |kg.
I dettaglianti, da qualche anno a questa parte, si stanno accontentando di vendere esigui quantitativi di prodotto ricaricandolo esageratamente ottenendo quasi gli stessi risultati in termini economici. Questo, ovviamente, va a discapito non solo dei consumatori, i quali si devono privare del prodotto nazionale ripiegando, spesso, su surrogati di vongole del Pacifico ma, soprattutto, dei produttori che non riescono più a sopravvivere del loro lavoro.
C'è una soluzione al mio problema? La mia categoria è proprio destinata all'estinzione?grazie.
Angelo, da Alba Adriatica (TE)
Risposta ADUC
la ringraziamo della sua lettera e testimonianza che pubblichiamo. Per quanto riguarda la sua categoria, non siamo competenti. Dovrebbe forse porre la domanda ad una associazione di categoria (sindacato, etc.).
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