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Cara ADUC

Danneggiamento in seguito a lavaggio

6 febbraio 2008
Domanda 6 febbraio 2008
Buonasera,
ho subito il danneggiamento di un abito firmato Gucci, indossato solo due volte, da parte della lavanderia. Ho inviato loro la seguente lettera di messa in mora con Raccomandata A/R
Oggetto: Richiesta di risarcimento per danneggiamento capi in seguito a pulitura.
La sottoscritta XXXX porta alla Vs. conoscenza che, avendo portato a lavare presso di Voi in data 17/11/07 un abito da donna firmato "Gucci" in seta rosa, di cui ha evidenziato all'atto della consegna il notevole valore, si sono verificati i seguenti disagi:
-all'atto della consegna veniva evidenziato alla commessa che ritirava l'abito il valore dell'abito stesso, la delicatezza del tessuto e venivano ricercate insieme eventuali macchie. In relazione a ciò, ho effettuato in presenza della commessa, la quale aveva nel frattempo tratteneva il vestito sul banco della tintoria, una telefonata volta ad accertare l'eventuale presenza di macchie conosciute da mia sorella, che aveva indossato il vestito, che la stessa ha negato fermamente. Alla conclusione della telefonata la commessa asseriva di aver trovato alcune macchie (prima assenti) e che si trattava probabilmente di macchie di sangue, difficilmente eliminabili;
-recatami a ritirare il vestito dopo circa una settimana, mi veniva riferito da un'altra commessa che lo stesso era da rilavare perché le macchie non erano state eliminate. Avendo illustrato alla stessa quanto accaduto all'atto della consegna (così come descritto al punto precedente) e ipotizzando che il sangue fosse presente sulle mani della commessa che aveva ritirato l'abito, la commessa mi rispondeva che ciò era probabile in quanto lo stesso era presente anche sulla copia dello scontrino (emessa al momento della consegna dell'abito insieme ad altri capi) che era stato trattenuto dalla tintoria. Ho chiesto pertanto alla commessa di poter avere detto scontrino che si trova tutt'ora nelle mie mani;
-dopo varie richieste di ritiro dell'abito, in relazione alle quali mi veniva risposto che l'abito non si trovava al momento presso la tintoria, agli inizi di dicembre mi veniva finalmente mostrato il vestito sul quale immediatamente notavo alcuni punti in cui il colore era sbiadito e il tessuto aveva perso lucentezza. Il titolare della tintoria ammetteva il danneggiamento dell'abito, dovuto a suo dire, al trattamento effettuato sulle macchie con sola acqua, e si riferiva disposto ad avviare una pratica di risarcimento danni tramite la propria compagnia assicurativa, ma affermando che in tal caso non avrei potuto riavere l'abito, il quale ad oggi si trova ancora presso la tintoria.
In relazione a quanto sopra esposto, e tenuto conto del fatto che ad oggi tale pratica non è stata ancora avviata malgrado ripetuti solleciti da parte mia e la produzione di un'attestazione del valore dell'abito rilasciata del venditore, Vi invito ad un equo risarcimento dei danni e disagi subiti, nonché alla restituzione immediata dell'abito stesso, che metto a disposizione per eventuali perizie da parte dell'assicurazione, ma che è e rimane di mia proprietà e non può da Voi essere espropriato, vedendomi costretta in mancanza di riscontro entro 5 gg. dal ricevimento della presente, ad adire le vie legali per la tutela dei miei interessi.
A tale lettera il titolare della lavanderia ha risposto che ha attivato la propria assicurazione e che mi darà notizia appena aperto il sinistro, ma che la restituzione dell'abito non dipende da lui. Inoltre ho visto che gli usi per la provincia di Milano prevedono che in alcuni casi il tintore possa trattenere l'abito per cui ha risarcito il danno.
ora vi chiedo:
1-come posso fare per riavere il vestito, che ha anche un valore affettivo essendo stato indossato a un matrimonio;
2- il risarcimento è commisurato al valore o al prezzo d'acquisto (se minore ad esempio in caso di saldi);
3- in caso non riceva altre notizie cosa mi consigliate di fare?
Grazie
Rosita, da Bareggio (MI)

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