Cara ADUC
Costruirsi una pensione integrativa per un giornalista
Domanda
5 agosto 2004
Ho 41 anni, lavoro dal 1999 da libero professionista con partita Iva e verso regolermente il 12 per cento del mio reddito alla mia cassa autonoma. All'aumentare dei miei guadagni e vista lo scarso numero di anni di versamenti alla cassa Inpgi 2 ai fini pensionistici e anche in funzione di un risparmio fiscale (reddito circa 40 mila netti annui) sto pensando ad una pensione integrativa. Me ne e' stata proposta una da Genesi Sim, abbastanza elastica e non vincolante ma trattandosi di un Fip sono titubante e l'unico incentivo e', credo, il risparmio fiscale. Ho una discreta capacita' di risparmio e l'unico investimento fatto finora e' nel conto arancio che mi garantisce pochissimi rischi e liquidita' immediata visto che sono in una fase di consolidamento della mia attivita'.
Cosa fare per la pensione e cosa per gli investimenti?
Grazie.
Ettore, da Napoli
Cosa fare per la pensione e cosa per gli investimenti?
Grazie.
Ettore, da Napoli
Risposta ADUC
Concordiamo pienamente con lei circa la necessita' di costruirsi una forma di pensione integrativa, in considerazione dell'esiguita' dei versamenti effettuati sinora alla cassa Inpgi. Oltretutto tali versamenti sono stati effettuati solamente a partire dal 1999, cioe' dall'eta' di 36 anni. Con riferimento alle forme di pensione integrativa, va chiarito prima di tutto che l'enorme risparmio fiscale su cui fanno leva promotori e assicuratori per vendere i loro prodotti, in realta' non e' poi cosi' enorme, dato che, quando inizieremo a percepire la nostra pensione integrativa, questa costituira' un reddito tassabile dal fisco.
In sostanza, mediante la deduzione dall'imponibile delle somme destinate a queste forme previdenziali, lo stato ci permette di postporre il momento in cui pagheremo le tasse, rimandandolo cioe' all'epoca in cui saremo pensionati.
Tale possibilita' rimane comunque interessante: ovviamente, meglio pagare a 65 anni che oggi, anche con la speranza che a quel tempo, magari, le aliquote saranno un po' meno pesanti rispetto a quelle attuali... Mediante alcune simulazioni e' possibile affermare che, realisticamente, si ha un risparmio fiscale non trascurabile nei casi di redditi piuttosto alti, pari ad almeno 40-45 mila euro. Dobbiamo infatti tener conto dei costi medi dei prodotti previdenziali, che incidono notevolmente sul rendimento finale dell'investimento, e quindi sull'importo della rendita integrativa che riusciremo ad ottenere al momento della pensione. A questo proposito, in generale i fondi pensione aperti (FAP) sono meno costosi rispetto alle polizze unit linked (PIP o FIP, alla quale appartiene anche l'investimento che le hanno proposto), in quanto non prevedono le duplicazioni di commissioni tipiche di queste forme di gestione oltre a costi d'ingresso vari spesso molto piu' onerosi rispetto ai Fondi pensione aperti.
(clicca qui).
Inutile aggiungere che promotori e assicuratori insisteranno fino a sfinirla, affinche' lei sottoscriva un PIP o un FIP, anziche' un fondo pensione aperto.
A quanto ci risulta, Genesi Sim e' una societa' di distribuzione di prodotti di terzi, non possiamo dire, quindi, nello specifico nulla sul prodotto che le hanno sottoposto. Genesi ha accordi commerciali con: Skandia, Euresa-Life, Commercial Union, RAS e Unipol. Tutte compagnie assicuratrici con prodotti FIP che spesso presentano una parte di costi inutili. Per finire, nel caso in cui il suo inquadramento lavorativo cambi e divenga un rapporto di lavoro subordinato (ai sensi dell'articolo 1 dei contratti collettivi di lavoro giornalistico), tenga conto che esiste gia' un fondo pensione chiuso di categoria (puo' trovare alcune informazioni qui: clicca qui).
........................
Ha risposto Fabrizio Nava
clicca qui
In sostanza, mediante la deduzione dall'imponibile delle somme destinate a queste forme previdenziali, lo stato ci permette di postporre il momento in cui pagheremo le tasse, rimandandolo cioe' all'epoca in cui saremo pensionati.
Tale possibilita' rimane comunque interessante: ovviamente, meglio pagare a 65 anni che oggi, anche con la speranza che a quel tempo, magari, le aliquote saranno un po' meno pesanti rispetto a quelle attuali... Mediante alcune simulazioni e' possibile affermare che, realisticamente, si ha un risparmio fiscale non trascurabile nei casi di redditi piuttosto alti, pari ad almeno 40-45 mila euro. Dobbiamo infatti tener conto dei costi medi dei prodotti previdenziali, che incidono notevolmente sul rendimento finale dell'investimento, e quindi sull'importo della rendita integrativa che riusciremo ad ottenere al momento della pensione. A questo proposito, in generale i fondi pensione aperti (FAP) sono meno costosi rispetto alle polizze unit linked (PIP o FIP, alla quale appartiene anche l'investimento che le hanno proposto), in quanto non prevedono le duplicazioni di commissioni tipiche di queste forme di gestione oltre a costi d'ingresso vari spesso molto piu' onerosi rispetto ai Fondi pensione aperti.
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Inutile aggiungere che promotori e assicuratori insisteranno fino a sfinirla, affinche' lei sottoscriva un PIP o un FIP, anziche' un fondo pensione aperto.
A quanto ci risulta, Genesi Sim e' una societa' di distribuzione di prodotti di terzi, non possiamo dire, quindi, nello specifico nulla sul prodotto che le hanno sottoposto. Genesi ha accordi commerciali con: Skandia, Euresa-Life, Commercial Union, RAS e Unipol. Tutte compagnie assicuratrici con prodotti FIP che spesso presentano una parte di costi inutili. Per finire, nel caso in cui il suo inquadramento lavorativo cambi e divenga un rapporto di lavoro subordinato (ai sensi dell'articolo 1 dei contratti collettivi di lavoro giornalistico), tenga conto che esiste gia' un fondo pensione chiuso di categoria (puo' trovare alcune informazioni qui: clicca qui).
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Ha risposto Fabrizio Nava
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