Cara ADUC
Costo copia documenti bancari
Domanda
8 settembre 2014
Ho chiesto ad un istituto di credito l?estratto conto di un conto da me estinto mi hanno
chiesto 12 euro per ogni estratto conto trimestrale, cioè 48 euro per anno.
A me non sembra corretto.
Marina, da Venezia (VE)
chiesto 12 euro per ogni estratto conto trimestrale, cioè 48 euro per anno.
A me non sembra corretto.
Marina, da Venezia (VE)
Risposta ADUC
Il Testo Unico Bancario prevede che la banca debba mettere a disposizione la copia della documentazione richiesta dietro rimborso delle spese. Il Codice della Privacy prevede l'accesso gratuito ai propri dati personali, con al massimo il rimborso delle spese per l'eventuale supporto informatico.
Presentando la richiesta sotto forma di accesso ai dati personali, quindi, non è soggetta a costi. Le contro-indicazioni sono dovute al fatto che la banca potrebbe consegnare i documenti ma cancellando tutto ciò che non costituisce dato personale. Una "ripicca" che non viene però mai attuata perché farebbe perdere troppo tempo. Un vero intoppo è invece costituito da alcuni istituti che non accettano questa tipologia di richiesta. In tal caso ci si può rivolgere al Garante Privacy, ma proprio alcuni mesi fa ci è accaduto un episodio che contribuisce a rendere tale via meno sicura: in un caso di mancata consegna di documenti, il Garante ha imposto alla banca di rilasciarli ma ha posto a carico del cliente 300 euro su 500 complessivi di spese. Una decisione molto ingiusta ma che, se si ripetesse, vanificherebbe la convenienza economica ad agire presso il Garante in questi casi. In un recente pronunciamento, infine, l'Arbitro Bancario Finanziario ha stabilito che un rimborso spese è legittimo anche se non si è espresso sul "quantum". Potrebbe essere quest'ultima una strada da seguire perché la banca è stata considerata soccombente e quindi con oneri (220 euro) a suo carico. La banca potrebbe quindi voler evitare di sostenere una spesa del genere e decidere di chiudere la questione senza che si arrivi al pronunciamento del Collegio.
Presentando la richiesta sotto forma di accesso ai dati personali, quindi, non è soggetta a costi. Le contro-indicazioni sono dovute al fatto che la banca potrebbe consegnare i documenti ma cancellando tutto ciò che non costituisce dato personale. Una "ripicca" che non viene però mai attuata perché farebbe perdere troppo tempo. Un vero intoppo è invece costituito da alcuni istituti che non accettano questa tipologia di richiesta. In tal caso ci si può rivolgere al Garante Privacy, ma proprio alcuni mesi fa ci è accaduto un episodio che contribuisce a rendere tale via meno sicura: in un caso di mancata consegna di documenti, il Garante ha imposto alla banca di rilasciarli ma ha posto a carico del cliente 300 euro su 500 complessivi di spese. Una decisione molto ingiusta ma che, se si ripetesse, vanificherebbe la convenienza economica ad agire presso il Garante in questi casi. In un recente pronunciamento, infine, l'Arbitro Bancario Finanziario ha stabilito che un rimborso spese è legittimo anche se non si è espresso sul "quantum". Potrebbe essere quest'ultima una strada da seguire perché la banca è stata considerata soccombente e quindi con oneri (220 euro) a suo carico. La banca potrebbe quindi voler evitare di sostenere una spesa del genere e decidere di chiudere la questione senza che si arrivi al pronunciamento del Collegio.
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