Cara ADUC
Costituzione in mora da parte di Telecom
Domanda
2 ottobre 2018
Gentile ADUC,
Scrivo per avere, se possibile, informazioni riguardo le azioni da predisporre a seguito di una lettera di "Costituzione in mora" da parte di Telecom Italia SpA.
La lettera di "Fire" (società incaricata da Telecom del recupero crediti) è arrivata oggi, 28/09/2018, e mi invita al versamento di € 86,55 dovuti al "mancato pagamento delle fatture relative al servizio di telecomunicazioni usufruito con l'utenza in oggetto ed ai relativi interessi moratori".
L'anno scorso, a ottobre del 2017, ho chiesto l'attivazione dell'offerta "Tim smart". La stessa prevedeva Adsl 20 mega illimitato, 500 minuti verso tutti (sul mio telefono cellulare), attivazione di una linea fissa e tim vision al prezzo di € 24,90 per il primo anno. In realtà l'offerta non è mai stata attivata. I tecnici, dopo aver fissato 7 appuntamenti, sono venuti a casa mia
e hanno solo attivato la linea fissa, dicendo che dopo pochi giorni mi sarebbe arrivato un modem per poter navigare.
Il modem non è mai arrivato. Dopo numerose chiamate al 187, a fine gennaio ho deciso di recedere dalla proposta di contratto, inviando un fax alla Telecom. Dopo pochi giorni ho ricevuto la prima fattura di € 40,00. Questa era relativa ad un abbonamento "Tutto voce" (da me non richiesto) per il periodo novembre-
dicembre. Ho, quindi, sollecitato più volte telefonicamente al 187 la mia richiesta di recesso dalla proposta di contratto. Ad aprile ho ricevuto una nuova bolletta di € 41,04. Infine, a maggio, dopo altre chiamate al numero 187 per "ri"-chiedere le rettifiche di fattura, ho inviato una lettera per mezzo di raccomandata al servizio clienti per reclamare ancora una volta il recesso dalla proposta di contratto, l'annullamento delle fatture e la disattivazione dell'abbonamento "Tutto voce".
A luglio, ho ricevuto, finalmente, una lettera relativa alla disattivazione della linea, accompagnata da un costo una tantum (€35,83) che ho pagato pensando di aver risolto la questione. Ad agosto ho ancora ricevuto una fattura di € 5,51 per indennità di mancato pagamento.
La lettera di costituzione in mora non è stata inviata per raccomandata.
Grazie anticipatamente,
Giampaolo, dalla provincia di RG
Scrivo per avere, se possibile, informazioni riguardo le azioni da predisporre a seguito di una lettera di "Costituzione in mora" da parte di Telecom Italia SpA.
La lettera di "Fire" (società incaricata da Telecom del recupero crediti) è arrivata oggi, 28/09/2018, e mi invita al versamento di € 86,55 dovuti al "mancato pagamento delle fatture relative al servizio di telecomunicazioni usufruito con l'utenza in oggetto ed ai relativi interessi moratori".
L'anno scorso, a ottobre del 2017, ho chiesto l'attivazione dell'offerta "Tim smart". La stessa prevedeva Adsl 20 mega illimitato, 500 minuti verso tutti (sul mio telefono cellulare), attivazione di una linea fissa e tim vision al prezzo di € 24,90 per il primo anno. In realtà l'offerta non è mai stata attivata. I tecnici, dopo aver fissato 7 appuntamenti, sono venuti a casa mia
e hanno solo attivato la linea fissa, dicendo che dopo pochi giorni mi sarebbe arrivato un modem per poter navigare.
Il modem non è mai arrivato. Dopo numerose chiamate al 187, a fine gennaio ho deciso di recedere dalla proposta di contratto, inviando un fax alla Telecom. Dopo pochi giorni ho ricevuto la prima fattura di € 40,00. Questa era relativa ad un abbonamento "Tutto voce" (da me non richiesto) per il periodo novembre-
dicembre. Ho, quindi, sollecitato più volte telefonicamente al 187 la mia richiesta di recesso dalla proposta di contratto. Ad aprile ho ricevuto una nuova bolletta di € 41,04. Infine, a maggio, dopo altre chiamate al numero 187 per "ri"-chiedere le rettifiche di fattura, ho inviato una lettera per mezzo di raccomandata al servizio clienti per reclamare ancora una volta il recesso dalla proposta di contratto, l'annullamento delle fatture e la disattivazione dell'abbonamento "Tutto voce".
A luglio, ho ricevuto, finalmente, una lettera relativa alla disattivazione della linea, accompagnata da un costo una tantum (€35,83) che ho pagato pensando di aver risolto la questione. Ad agosto ho ancora ricevuto una fattura di € 5,51 per indennità di mancato pagamento.
La lettera di costituzione in mora non è stata inviata per raccomandata.
Grazie anticipatamente,
Giampaolo, dalla provincia di RG
Risposta ADUC
A quanto si legge, Lei ha ricevuto solo l'attivazione della linea fissa senza gli altri servizi e ne ha usufruito da ottobre a dic. 2017, ed a gennaio 18 ha inviato la lettera di recesso tramite fax. Quindi dovrebbe pagare solo il canone della linea fissa per due mesi, oltre gli interessi di mora per ritardo.
Innanzitutto può ignorare la lettera di recupero crediti poichè non pervenuta per racc.ta a/r.
Se intende rispondere
questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
Innanzitutto può ignorare la lettera di recupero crediti poichè non pervenuta per racc.ta a/r.
Se intende rispondere
questo cio' che dovrebbe fare, nell'ordine:
1. inviare un'intimazione al gestore con raccomandata a/r chiedendo eventualmente anche i danni:
http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
2. se alla lettera riceve risposta negativa oppure non riceve risposta alcuna, fare un tentativo di conciliazione presso il Corecom della sua Regione:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
3. se neanche la conciliazione va a buon fine, fare causa presso il suo giudice di pace oppure presentare istanza di definizione della controversia al proprio Corecom regionale, se abilitato, oppure direttamente all'Agcom utilizzando il formulario GU14.
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