Cara ADUC
Costi di disattivazione Tiscali
Domanda
26 settembre 2015
Buonasera, seguendo le discussioni sul vostro sito, ho richiesto la cessazione del contratto Tiscali tramite raccomandata A/R e restituito l'apparato in dotazione. Come prassi Tiscali mi ha inviato una fattura con i costi di disattivazione, alla quale ho risposto con la contestazione allegata alla presente.
Tiscali mi ha risposto come segue:
«La fattura numero... del..., conteggia il contributo di disattivazione e il rimborso per il canone relativo al periodo non fruito.
Ci preme comunicarLe che resta a Suo carico l’importo di € 82,01 iva inclusa.
La Legge n. 40/2007 c.d. Bersani stabilisce che nel settore delle comunicazioni elettroniche gli utenti possono recedere dai contratti senza vincoli temporali e con le sole eventuali spesa giustificate dai costi affrontati dall’operatore.
L’AGcom, nelle sue “Linee guida della direzione tutela dei consumatori esplicative per l’attività di vigilanza da effettuare ai sensi dell’art. 1, comma 4, della legge n. 40/2007” chiarisce a tal riguardo che l’utente ha diritto ad un’informazione trasparente circa l’ammontare delle eventuali spese di recesso nei documenti contrattuali e che le spese devono essere giustificate. Su quest’ultimo punto è bene sottolineare che la verifica della pertinenza è effettuata dall’AGcom stessa ed è pertanto ad essa che noi siamo tenuti a dare piena evidenza dei costi sostenuti per il recesso. E’ l’attività di vigilanza svolta dall’AGcom che assicura l’utente che i costi di recesso applicati corrispondano ai costi sostenuti dall’operatore. I costi di recesso che applichiamo, infatti, sono stati verificati dall’AGCom.
Quando un cliente intende recedere da un contratto, sia che si tratti di una cessazione che di una migrazione, può essere tenuto al pagamento dei costi che l’operatore sostiene a tal fine. Proprio perché il criterio di individuazione dei costi che l’operatore può legittimamente richiedere al cliente è quello della pertinenza i costi possono differenziarsi in caso di migrazione o cessazione (ad es. perché le attività sottostanti che l’operatore deve porre in essere sono diverse) o a seconda del servizio fornito e/o della tecnologia con cui viene erogato. Infatti i costi che noi applichiamo (vedi tabella disponibile al link: http://assistenza.tiscali.it/informazioni/costidisattivazione/) sono differenziati per servizio, tecnologia e tipo di recesso.
Tutti i costi che Tiscali applica, e che sono contenuti nella tabella di cui sopra, vengono costantemente sottoposti ad uno scrupoloso procedimento di verifica da parte di AGcom che valuta che questi costi possano essere effettivamente giustificati dalle attività sottostanti e non siano al contrario degli oneri imposti al cliente a titolo di penale per il recesso (in osservanza dello spirito della legge Bersani).»
Vi chiedo a questo punto se è possibile una soluzione per evitare di pagare tale contributo di disattivazione. Rimango in attesa di un Vostro gentile riscontro.
Cordialità,
Guerrino, da Vicovaro (RM)
Tiscali mi ha risposto come segue:
«La fattura numero... del..., conteggia il contributo di disattivazione e il rimborso per il canone relativo al periodo non fruito.
Ci preme comunicarLe che resta a Suo carico l’importo di € 82,01 iva inclusa.
La Legge n. 40/2007 c.d. Bersani stabilisce che nel settore delle comunicazioni elettroniche gli utenti possono recedere dai contratti senza vincoli temporali e con le sole eventuali spesa giustificate dai costi affrontati dall’operatore.
L’AGcom, nelle sue “Linee guida della direzione tutela dei consumatori esplicative per l’attività di vigilanza da effettuare ai sensi dell’art. 1, comma 4, della legge n. 40/2007” chiarisce a tal riguardo che l’utente ha diritto ad un’informazione trasparente circa l’ammontare delle eventuali spese di recesso nei documenti contrattuali e che le spese devono essere giustificate. Su quest’ultimo punto è bene sottolineare che la verifica della pertinenza è effettuata dall’AGcom stessa ed è pertanto ad essa che noi siamo tenuti a dare piena evidenza dei costi sostenuti per il recesso. E’ l’attività di vigilanza svolta dall’AGcom che assicura l’utente che i costi di recesso applicati corrispondano ai costi sostenuti dall’operatore. I costi di recesso che applichiamo, infatti, sono stati verificati dall’AGCom.
Quando un cliente intende recedere da un contratto, sia che si tratti di una cessazione che di una migrazione, può essere tenuto al pagamento dei costi che l’operatore sostiene a tal fine. Proprio perché il criterio di individuazione dei costi che l’operatore può legittimamente richiedere al cliente è quello della pertinenza i costi possono differenziarsi in caso di migrazione o cessazione (ad es. perché le attività sottostanti che l’operatore deve porre in essere sono diverse) o a seconda del servizio fornito e/o della tecnologia con cui viene erogato. Infatti i costi che noi applichiamo (vedi tabella disponibile al link: http://assistenza.tiscali.it/informazioni/costidisattivazione/) sono differenziati per servizio, tecnologia e tipo di recesso.
Tutti i costi che Tiscali applica, e che sono contenuti nella tabella di cui sopra, vengono costantemente sottoposti ad uno scrupoloso procedimento di verifica da parte di AGcom che valuta che questi costi possano essere effettivamente giustificati dalle attività sottostanti e non siano al contrario degli oneri imposti al cliente a titolo di penale per il recesso (in osservanza dello spirito della legge Bersani).»
Vi chiedo a questo punto se è possibile una soluzione per evitare di pagare tale contributo di disattivazione. Rimango in attesa di un Vostro gentile riscontro.
Cordialità,
Guerrino, da Vicovaro (RM)
Risposta ADUC
purtroppo, i costi di disattivazione son dovuti. Le norme sono cambiate alcuni anni fa.
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