Cara ADUC
COSAP non dovuta Comune di Venezia
Domanda
27 aprile 2019
Buongiorno,
Sono proprietario assieme a mia moglie di un appartamento sito nel comune di Venezia in una palazzina di 3 appartamenti in cui ci sono dei lavori di restauro da fare, che necessitano di un’impalcatura che va ad occupare il marciapiede su cui la palazzina si affaccia. I rapporti tra i condomini non sono dei migliori soprattutto a causa di uno di loro che non ci sente proprio di metter mano al portafoglio, per convincerlo abbiamo lasciato che fosse lui a scegliere un professionista di sua fiducia che facesse da amministratore e direttore lavori. Questa persona si è nel tempo rivelata sia incompetente che poco corretta, tuttavia pur di fare queste opere necessarie ho scelto di andare avanti acconsentendo di fare da “rappresentante” del condominio e le domande di occupazione del suolo pubblico sono state fatte a nome mio, ed ho pure versato di persona l’intero deposito cauzionale. Tutto ciò accade tra settembre e ottobre 2018, la domanda viene fatta e la relativa concessione approvata per il periodo 5/3- 5/6/19. A fine novembre tuttavia la situazione diventa insostenibile, dopo l’ennesimo scontro io e l’altro condomino decidiamo di non avvalerci più dell’opera del “professionista”, la sostituzione dello stesso è ancora in corso morale i lavori slittano a data da destinarsi. Tuttavia a fine marzo mi arriva una raccomandata AR dal comune che mi chiede di pagare la COSAP per un totale di 660 euro, ovviamente vado a protestare all’ufficio tributi del comune (non sto occupando niente, non so nemmeno come comunicare che non sto facendo nulla).
Questi mi tranquillizza dicendomi che non ci sono problemi, solo che devono avere l’ok dall’ufficio che ha emesso l’atto. Colgo quindi il loro suggerimento di scrivere una mail via PEC all’ufficio del commercio (ente che ha emesso la concessione) dicendo che i lavori non verranno fatti e che rinuncio alla concessione. L’ufficio del commercio rigetta la mia richiesta, in quanto l’atto ormai emesso ed immodificabile (se non per casi particolari tipo il prolungamento della concessione ma non per la rinuncia) ed invitandomi a pagare al più presto quanto dovuto.
Torno all’ufficio tributi spiegando il problema e loro mi dicono che è una cosa nota che i due uffici la pensino in maniera diametralmente opposta sulla stessa materia, che quando era l’ufficio tributi a gestire il tutto non sorgevano queste difficoltà, infine mi ha suggerito di riscrivere una mail sempre certificata appellandomi sia alla legge 241/90 sul procedimento amministrativo ed al regolamento comunale che norma la COSAP, cosa che ho fatto (il testo è in allegato).La cosa non mi lascia tranquillo perché da una parte sono sereni ma non scrivono, dall’altra me la mettono giù dura e per iscritto. Temo di rimetterci le penne io per questa differente visione, vorrei sapere se avete qualche suggerimento da darmi oltre a quelli che già mi ha fornito l'ufficio tributi. grazie.
Massimo, dalla provincia di VE
Sono proprietario assieme a mia moglie di un appartamento sito nel comune di Venezia in una palazzina di 3 appartamenti in cui ci sono dei lavori di restauro da fare, che necessitano di un’impalcatura che va ad occupare il marciapiede su cui la palazzina si affaccia. I rapporti tra i condomini non sono dei migliori soprattutto a causa di uno di loro che non ci sente proprio di metter mano al portafoglio, per convincerlo abbiamo lasciato che fosse lui a scegliere un professionista di sua fiducia che facesse da amministratore e direttore lavori. Questa persona si è nel tempo rivelata sia incompetente che poco corretta, tuttavia pur di fare queste opere necessarie ho scelto di andare avanti acconsentendo di fare da “rappresentante” del condominio e le domande di occupazione del suolo pubblico sono state fatte a nome mio, ed ho pure versato di persona l’intero deposito cauzionale. Tutto ciò accade tra settembre e ottobre 2018, la domanda viene fatta e la relativa concessione approvata per il periodo 5/3- 5/6/19. A fine novembre tuttavia la situazione diventa insostenibile, dopo l’ennesimo scontro io e l’altro condomino decidiamo di non avvalerci più dell’opera del “professionista”, la sostituzione dello stesso è ancora in corso morale i lavori slittano a data da destinarsi. Tuttavia a fine marzo mi arriva una raccomandata AR dal comune che mi chiede di pagare la COSAP per un totale di 660 euro, ovviamente vado a protestare all’ufficio tributi del comune (non sto occupando niente, non so nemmeno come comunicare che non sto facendo nulla).
Questi mi tranquillizza dicendomi che non ci sono problemi, solo che devono avere l’ok dall’ufficio che ha emesso l’atto. Colgo quindi il loro suggerimento di scrivere una mail via PEC all’ufficio del commercio (ente che ha emesso la concessione) dicendo che i lavori non verranno fatti e che rinuncio alla concessione. L’ufficio del commercio rigetta la mia richiesta, in quanto l’atto ormai emesso ed immodificabile (se non per casi particolari tipo il prolungamento della concessione ma non per la rinuncia) ed invitandomi a pagare al più presto quanto dovuto.
Torno all’ufficio tributi spiegando il problema e loro mi dicono che è una cosa nota che i due uffici la pensino in maniera diametralmente opposta sulla stessa materia, che quando era l’ufficio tributi a gestire il tutto non sorgevano queste difficoltà, infine mi ha suggerito di riscrivere una mail sempre certificata appellandomi sia alla legge 241/90 sul procedimento amministrativo ed al regolamento comunale che norma la COSAP, cosa che ho fatto (il testo è in allegato).La cosa non mi lascia tranquillo perché da una parte sono sereni ma non scrivono, dall’altra me la mettono giù dura e per iscritto. Temo di rimetterci le penne io per questa differente visione, vorrei sapere se avete qualche suggerimento da darmi oltre a quelli che già mi ha fornito l'ufficio tributi. grazie.
Massimo, dalla provincia di VE
Risposta ADUC
per sentirsi più "protetto", ed eventualmente pronto per una qualche ricorso all'autorità amministrativa, le consigliamo di formalizzare tutto quello che fino ad oggi è avvenuto per mail, facendolo con raccomandata A/R in forma di diffida: http://sosonline.aduc.it/scheda/messa+mora+diffida_8675.php
E faccia attenzione agli atti che le arrivano con la richiesta di pagamento: se non succede nulla, non faccia scadere i termini per una impugnazione, altrimenti non potrà più farlo e il richiesto, anche se illecito per lei, sarebbe comunque dovuto... e quindi, nel caso, impugni queste pretese davanti all'autorità.
E faccia attenzione agli atti che le arrivano con la richiesta di pagamento: se non succede nulla, non faccia scadere i termini per una impugnazione, altrimenti non potrà più farlo e il richiesto, anche se illecito per lei, sarebbe comunque dovuto... e quindi, nel caso, impugni queste pretese davanti all'autorità.
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