Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Controversia con Fastweb

17 settembre 2010
Domanda 17 settembre 2010
Gentili consulenti Aduc,
mi rivolgo a Voi a causa di una controversia in essere con Fastweb cui non riesco a trovare soluzione.
Ovviamente è stata da me già seguito un iter di comunicazioni varie (di cui posseggo documentazione) per la recessione del contratto con tale gestore.
Di seguito i fatti:
- ero titolare di un contratto ADSL Naviga sempre in essere dal 31/8/2007;
- il 30/7/2008 internet cessava di funzionare. Dopo innumerevoli telefonate riuscivo a parlare con un operatore del call center 3 gg dopo e nella stessa giornata veniva inviato presso la mia abitazione un tecnico Telecom che verificava l'assenza di problemi sulla linea telefonica segnalandolo immediatamente a Fastweb. Costui dichiarava che il problema era da imputare al malfunzionamento modem Fastweb;
- da quel momento in poi iniziava una trafila di contatti con il call center, i cui operatori proponevano le soluzioni più disparate, tanto da indurmi a ricercare per tutta Torino un centro di assistenza che sostituisse il modem; ricerca conclusasi con un nulla di fatto.
- contattavo poi un consulente Fastweb, il quale suggeriva che l'unico modo di poter riavere la connessione ad internet era di inviare una lettera di disdetta per il contratto esistente e di farne uno nuovo intestato ad un'altra persona. Consiglio che alla fine, per disperazione e ingenuità ho seguito, perché non riuscivo ad avere nessuna assistenza tecnica (il nuovo contratto, intestato ad un mio familiare è tuttora esistente).
- pertanto il 6/9/2008 ho inviato a Servizio Clienti Fastweb una raccomandata a.r. (inviata anche a Voi per conoscenza) di recessione di contratto e messa in mora (specificando che i 30 gg di preavviso richiesti dal Decreto Bersani potevano intendersi trascorsi perché da un lasso di tempo maggiore li avevo avvisati del guasto).
- in seguito Fastweb, ignorando spudoratamente la disdetta inviata, continuava imperterrito a inviarmi bollette e conseguenti solleciti, fino alla sospensione del servizio (che io non utilizzavo più da mesi!), ignorando inoltre telefonate, fax e ripetuti invii della copia del suddetto recesso.
- il 6/8/2009 ricevevo un sollecito di pagamento da parte di una società di riscossioni (SE.PA. s.r.l. di Roma) che via posta ordinaria mi intimava di pagare il mio debito (arrivato a 381,96 euro) entro 5 gg. invitandomi a contattarli. Così ho fatto: il loro indirizzo di posta elettronica risultava non attivo, mentre alle mie telefonate ho solo ottenuto promesse di essere richiamata da un responsabile. A tutt'oggi non sono mai stata contattata e ovviamente non ho pagato.
- infine ho recentemente ricevuto, sempre con posta ordinaria, una lettera datata 26/8/2010 da un'altra società (ECR Italia di Monteriggioni) che con minacce sempre più pesanti mi intima di pagare entro 10 gg dal ricevimento.
In considerazione di tutto quanto sopra, Vi chiedo gentilmente quale sia la strada a Vostro parere più idonea da perseguire.
Sabrina, da Lanzo Torinese (TO)

Risposta ADUC
si faccia valere con una lettera raccomandata A/R di diffida alla prima raccomandata che le invieranno:
http://sosonline.aduc.it/scheda/diffida_9605.php
Per il prosieguo, legga qui:
http://sosonline.aduc.it/scheda/conciliazione+obbligatoria+davanti+al+corecom_15317.php
ADUC Tlc - http://tlc.aduc.it/
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